di Matteo Bernardini
Giornale di Vicenza, 21 agosto 2025
La visita nel penitenziario di San Pio X voluta dalla Camera penale nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto”. Anche quest’anno la Camera penale di Vicenza ha aderito all’iniziativa “Ristretti in agosto”; una campagna, promossa dall’Osservatorio carcere dell’Unione delle camere penali italiane, che ha previsto, ieri, la visita alla Casa circondariale “Del Papa” di San Pio X, per testimoniare vicinanza alla comunità penitenziaria e manifestare attenzione alle condizioni di vita dei detenuti e degli operatori che prestano servizio nel penitenziario cittadino.
La Camera penale di Vicenza in visita al carcere “Del Papa” di San Pio X - Un carcere che, a fronte di una capienza massima prevista per ospitare 276 detenuti, ne conta attualmente 324 di cui 177 condannati in via definitiva. Quasi il 40 per cento dei detenuti è composto da cittadini stranieri, molti dei quali giovani. In base ai numeri esposti ieri al termine della visita nel corso del 2024 al “Del Papa” si sono registrati 200 atti di autolesionismo; 16 tentativi di suicidio e un suicidio. A questi devono essere aggiunti diversi episodi di incendi e danneggiamento.
A prendere parte all’incontro, in rappresentanza della Camera penale berica, oltre al suo presidente, Laura Piva, erano presenti anche il tesoriere Marco Grotto, la responsabile commissione carcere del Consiglio direttivo, l’avvocato Matilde Greselin nonché numerosi associati. Assieme a loro anche il pm Hans Roderich Blattner; il gip Nicolò Gianesini; il presidente dell’Ordine degli avvocati di Vicenza, Alessandro Moscatelli; la garante per i diritti delle persone private della libertà personale, Angela Barbaglio e Michele Bianchi per il Tribunale di sorveglianza. All’incontro hanno partecipato anche la vice sindaca, Isabella Sala; l’assessore comunale al Sociale, Matteo Tosetto; le consigliere regioanli Milena Cecchetto (lega) e Chiara Luisetto (Pd), oltre ai consiglieri comunali Jacopo Maltauro e Luisa Consolaro.
Il sopralluogo nelle aree comuni e in una sezione detentiva - “La visita - osserva la presidente della Camera penale berica - si è svolta grazie alla disponibilità della direttrice del carcere, Luciana Traetta, accompagnata dai due vice comandanti della polizia penitenziaria. Abbiamo svolto un sopralluogo nelle aree comuni e in una sezione detentiva e anche un colloquio con il responsabile della Sanità penitenziaria, il dottor Tolio”. L’incontro ha fatto emergere come uno dei principali problemi del carcere di San Pio X sia la carenza di personale.
Uno dei principali problemi del carcere di San Pio X è la carenza di personale - “La dotazione della Polizia Penitenziaria è ancora tarata sulla capienza originaria e la copertura è drammaticamente insufficiente - ricorda in una nota la Camera penale berica - il personale pedagogico-giuridico resta attestato su un rapporto di 1 operatore ogni 100 detenuti. La sanità penitenziaria è gestita con un organico di 30 operatori. Garantisce guardiania 24 ore su 24, medicina generale, assistenza infermieristica e alcuni specialisti”. Numeri che, secondo l’avvocato Piva, ribadiscono “l’evidente insufficienza delle risorse. Alcuni miglioramenti strutturali importanti sono stati realizzati, grazie alla determinazione della direzione, come la sostituzione della caldaia risalente al 1986 e il rifacimento dell’illuminazione. Molto resta da fare per garantire condizioni dignitose a tutti coloro che vivono e lavorano in carcere”. “È apparso chiaro - continua la Presidente della camera penale - che solo attraverso attività e trattamenti efficaci (corsi di cucina, cucito, istruzione, formazione professionale) si può garantire speranza, rieducazione e reale reinserimento sociale”.
“Non ci stancheremo mai di ripetere ai cittadini che il carcere riguarda tutti” - E ancora: “Non ci stancheremo mai di ripetere ai cittadini che il carcere riguarda tutti, perché non è sul carcere che si misura la sicurezza sociale ma sull’abbattimento della recidiva - chiosa Laura Piva -. Non si tratta di costruire nuove celle da un lato e aumentare le pene dall’altro: senza personale non c’è rieducazione, e senza rieducazione il carcere rischia di restare una fabbrica di recidiva, una fabbrica di delinquenti. Quando i detenuti escono; escono dal carcere con un sacchettino. Spesso non hanno nessuno ad attenderli e nemmeno un lavoro o una casa dove andare. E così finiscono sulla strada diventando in questo modo un problema sociale”.
La struttura sanitaria interna al carcere ha un servizio psichiatrico quasi quotidiano - A parlare a nome dei legali vicentini, è il presidente dell’Ordine, Alessandro Moscatelli: “Ho aderito a nome dell’Ordine con convinzione all’invito della presidente della Camera penale vicentina. Le visite al carcere, soprattutto nel mese di agosto, aiutano a comprendere bene la situazione in cui vivono i detenuti e lavora la polizia penitenziaria”. “A Vicenza ci sono molte cose che ancora non funzionano, ma moltissime che invece sono molto migliorate e questo grazie all’impegno della direttrice del penitenziario, dei medici e della polizia penitenziaria - continua Alessandro Moscatelli -. Vorrei segnalare, inoltre, come la struttura sanitaria interna al carcere funzioni al meglio con un servizio psichiatrico quasi quotidiano che aiuta a ridurre al minimo i rischi suicidari dei detenuti”.











