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Corriere del Veneto, 10 giugno 2026

Due storie di riscatto e di vittoria, per aiutare i detenuti nel loro percorso di reinserimento, ma anche un’opportunità di mettersi in gioco a livello sportivo. Ha fatto tappa ieri alla casa circondariale Del Papa il progetto “Olimpiadi in carcere”, ideato dalla giornalista Giovanna Pastega per l’associazione Seconda Chance, che da anni si occupa in tutta Italia della formazione e del reinserimento lavorativo di detenuti e detenute, e promosso da altre associazioni sportive, una su tutte il Csi. Il progetto, nato nel contesto dei giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026, mira a portare all’interno degli istituti penitenziari veneti il racconto filmico e in presa diretta di due ori olimpici e paralimpici di straordinaria sensibilità e impegno sociale: Daniele Scarpa, medaglia d’oro di canoa ad Atlanta nel 1996, e la moglie Sandra Truccolo, oro paralimpico nel 1996 ad Atlanta e nel 2000 a Sydney.

Ieri pomeriggio, circa 30 detenuti della casa circondariale di Vicenza hanno potuto conoscere più da vicino la storia e il percorso di due campioni, attraverso la proiezione di due documentari. Ma non solo. Nel penitenziario è stato introdotto un simulatore di voga, il “Concept2 RowergIndor Rowing”, utilizzato dai campioni del canottaggio in tutte le gare Hirox e Crossfit, per una dimostrazione e prove di utilizzo. “Quando ci è stato proposto di parlare della nostra vita ai detenuti - racconta Scarpa -, ho avuto l’intuizione di introdurre questo macchinario, in modo che detenuti e polizia penitenziaria possano allenarsi e addirittura fare delle gare senza uscire dal carcere: si tratta di simulatori utilizzati in tutto il mondo, e si possono fare gare da remoto. Addirittura, un carcerato che si allena potrebbe benissimo partecipare al campionato del mondo”. Ora, l’obiettivo è riuscire a ricevere un sostegno economico da parte di sponsor o di enti, così da consentire la donazione all’istituto di due simulatori, uno destinato ai detenuti e uno agli agenti. L’appello lanciato dai due sportivi, insomma, è diretto al mondo imprenditoriale vicentino, in modo che possa farsi carico di questo investimento, dal costo di 4000 euro a macchinario. “Sarebbe una cosa molto importante - spiega Truccolo -, perché resterebbe loro qualcosa di materiale del progetto, al di là della testimonianza. Sono rimasta impressionata da come i detenuti si siano interessati alla mia storia, ascoltavano con molta attenzione. Ho cercato di far capire loro che dopo l’incidente che mi è capitato ho dovuto reinventarmi una seconda vita, e che le cose non arrivano dall’alto, ma solamente con l’impegno e con la costanza”.