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Corriere del Veneto, 31 luglio 2025

Il Comune aderisce all’iniziativa “Ristretti in agosto”: visite al Del Papa. “È un altro quartiere della città”: così ha definito la casa circondariale di Vicenza “Filippo Del Papa”, il carcere di San Pio X, la direttrice Luciana Traetta. Un quartiere sovraffollato, in cui si vive in condizioni molto difficili, specie nel periodo estivo. Proprio per evidenziare una situazione che a livello nazionale è ormai al limite, l’Unione delle camere penali italiane, ha lanciato l’iniziativa “Ristretti in agosto”, che ha lo scopo di far conoscere da vicino la vita in carcere, non solo quella dei detenuti, ma anche degli operatori penitenziari.

In tale ambito, a Vicenza è stata organizzata il 20 agosto prossimo una visita istituzionale al carcere, al quale avrà accesso (in maniera contingentata) anche la popolazione. “Un’occasione per esprimere vicinanza, soprattutto nel periodo estivo, quando le criticità si acuiscono”, hanno detto ieri mattina, Luisa Consolaro, presidente della commissione Servizi alla popolazione, Angela Barbaglio, già magistrato e da un anno e mezzo Garante cittadina per le persone private della libertà personale, l’avvocato Matilde Greselin, responsabile dell’Osservatorio carcere della Camera Penale di Vicenza e Matteo Tosetto, assessore alle Politiche sociali. Lo hanno fatto , ufficializzando l’adesione del Comune alla campagna “Non c’è più tempo! Bisogna fermare la strage di vite e di diritti nelle carceri italiane”, promossa dal coordinatore nazionale dei Garanti territoriali Samuele Ciambriello. “Anche a Vicenza il tema delle carceri - afferma Consolaro - non può più essere relegato a questione marginale. Parliamo di luoghi che soffrono condizioni indegne e negano ogni possibilità concreta di reinserimento. La politica ha il dovere morale di farsi carico di questa emergenza sociale”.

Concetto sposato a pieno dalla Garante Barbaglio, con la consapevolezza e in parte la rassegnazione di chi sa che difficilmente queste parole potranno tradursi in atti concreti: “Nel carcere vicentino il sovraffollamento raggiunge la percentuale di quasi il 130% - sottolinea - e chiunque viva in prima persona questa situazione soffre una sensazione di impotenza. Chi opera al “Del Papa” lo fa in una situazione di sottorganico, sia per quanto riguarda la polizia penitenziaria, oltretutto con un comandante a “scavalco”, sia per gli educatori e gli psicologici, al di là di una efficiente Unità sanitaria dipendente dall’Usl 8 Berica. Riuscire a mantenere un pur fragile equilibrio è già un traguardo”.

Insomma, l’obiettivo di trasformare il carcere da fabbrica di disperazione o di criminalità - come evidenziato in un suo recente discorso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - a luogo di recupero, è lungi dal divenire. Va detto, tuttavia che anche nel carcere vicentino sono in atto alcune iniziative, come ad esempio “Libere golosità” (laboratorio di pasticceria gestito da una cooperativa), o altri tipi di lavorazioni artigianali, alle quali - come evidenziato ancora da Barbaglio - non tutti possono avere accesso.