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di Barbara Todesco

Corriere del Veneto, 6 ottobre 2024

La cella del carcere “Del Papa” in cui lo scorso venerdì è stato trovato il corpo senza vita di un ventiquattrenne di nazionalità marocchina, la nona vittima delle prigioni venete in questo 2024, è stata posta sotto sequestro. Sulla salma del giovane sarà effettuata l’autopsia, anche se le cause della morte del detenuto, arrestato con l’accusa di stalking nei confronti di una minorenne, appaiono fin d’ora evidenti. Il giovane è stato trovato senza vita in cella, non ci sarebbero dubbi sul fatto che si tratti di un suicidio. La procura di Vicenza, però, ha aperto un fascicolo che al momento non vede alcun nome iscritto nell’elenco degli indagati. La pm Maria Elena Pinna vuole escludere che vi sia una qualsivoglia responsabilità da parte di terzi.

K.S., queste le iniziali del giovane straniero, era stato recluso nel carcere di Vicenza nella serata di lunedì. Poche ore prima era stato fermato dagli agenti del commissariato di Bassano del Grappa dopo essere stato trovato non distante dall’abitazione di una ragazzina, ancora minorenne, con la quale aveva avuto una breve relazione e contro la quale da giorni aveva scagliato la sua rabbia dopo che la loro storia era terminata. “Lasciatemi andare, devo farla pagare a lei e alla sua famiglia” continuava a ripetere ai poliziotti che lo avevano arrestato dopo le continue minacce alla minorenne che le erano costate un’accusa di atti persecutori. Tra le stanze del commissariato bassanese in cui era stato accompagnato aveva fatto il diavolo a quattro, colpendo ripetutamente i pugni contro le pareti e lanciando tutti gli oggetti che trovava vicino, fermandosi solo alla minaccia degli agenti di utilizzare il taser. Per riuscire a calmarlo era servito l’intervento dei sanitari del 118.

Arrivato in Italia nel 2015, il ventiquattrenne aveva vissuto per alcuni anni in provincia di Pistoia. Dal 2022, invece, aveva fatto la sua comparsa in Veneto, a Bassano del Grappa. In due anni è stato denunciato dieci volte: rissa, danneggiamento aggravato, furto, violenza privata, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale fino all’ultima accusa, quella di atti persecutori, che lo aveva portato dietro alle sbarre del “Del Papa”.

Un carcere, quello vicentino, che aveva registrato la sua ultima vittima la vigilia di Natale dello scorso anno. A togliersi la vita era stato un ventiseienne nigeriano finito dietro le sbarre tre mesi prima, dopo una retata messa in atto nei confronti di una presunta rete di spacciatori. Anche quella volta a trovare il corpo erano stati gli agenti della polizia penitenziaria. Da inizio 2023 ad oggi, nella prigione berica sono almeno una ventina i detenuti salvati da gesti estremi grazie alla prontezza degli agenti chiamati ad operare spesso a rischio della loro stessa incolumità. In meno di due anni, sono state 23 le aggressioni subite dagli agenti nel carcere di Vicenza.