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di Benedetta Centin


Corriere del Veneto, 13 gennaio 2021

 

Giovedì scorso i detenuti risultati positivi al tampone erano saliti da 28 a 33. Quattro giorni dopo, lunedì, i contagiati da Covid 19 nel carcere di Vicenza sono arrivati a 37: tutti isolati dalla restante popolazione carceraria in una specifica sezione del penitenziario. Un focolaio che il provveditorato dell'amministrazione penitenziaria ha voluto arginare, per evitare ulteriori positivi. Di qui la decisione di chiudere la struttura del San Pio X. Non entrano più arrestati, che vengono trasferiti in altre carceri venete: Verona, Padova o Rovigo, ma non Venezia, con 46 positivi, a sua volta off limits.

Il penitenziario di Vicenza da lunedì è blindato. Sospese anche le visite di avvocati e parenti di detenuti. "Questione di sicurezza" fa sapere il direttore Fabrizio Cacciabue. Quanto agli agenti, sono due i positivi, ma contagiati altrove. Ma Leonardo Angiulli, segretario triveneto dell'Uspp, unione dei sindacati di polizia penitenziaria, sollecita la "necessità di effettuare tamponi a tutto il personale che ha prestato servizio nelle sezioni del nuovo padiglione, dove sono stati scoperti detenuti positivi, per evitare il diffondersi dei contagi, per ovvie ragioni di opportunità e di tutela della salute pubblica dei dipendenti". È quanto messo nero su bianco nella lettera inoltrata alle autorità competenti, dal Governatore Luca Zaia al prefetto Pietro Signoriello, passando per Usl e amministrazione penitenziaria.

"La circostanza che lascia allibiti - continua Angiulli - è come mai non si è dato corso al protocollo di prevenzione dal contagio usato negli altri penitenziari della regione, dove il personale viene regolarmente controllato con i tamponi, sebbene su base volontaria, cosa che ha consentito il contenimento dei contagi". E ancora: "Non si comprende come mai per il controllo del personale di polizia penitenziaria operante nella casa circondariale di Vicenza si è dovuti ricorrere all'uso dei pochissimi tamponi forniti dai superiori uffici alla direzione, mentre nel carcere di Padova i poliziotti vengono regolarmente controllati dall'Usl - spiega il referente sindacale - I poliziotti di Vicenza sono di rango inferiore rispetto ai colleghi di Padova per subire un trattamento sanitario differenziato? Oppure si vuole risparmiare sulla pelle dei poliziotti vicentini?".

Quello che teme Angiulli sono "gravi problemi di ordine pubblico" se gli agenti, causa mancati controlli, venissero "decimati, causando un'ingestibilità dei 360 detenuti presenti, con negative ricadute sulla collettività vicentina". La richiesta, riportata nella missiva, è quella di "riattivare il presidio sanitario esterno ancora presente nel parcheggio del carcere, e far sì che personale medico e paramedico della Usl espleti tamponi di controllo periodici su tutto il personale".