di Matteo Bernardini
Giornale di Vicenza, 14 gennaio 2024
Si trovava in carcere a Vicenza da settembre, dopo l’arresto nell’operazione anti-droga coordinata dalla Dda di Venezia. Si è impiccato nel carcere “Del Papa” di San Pio X la notte di Natale. Chris Lucky aveva 26 anni, era un cittadino di origine nigeriana e si trovava in cella dal settembre scorso quando era stato arrestato assieme a un’altra ventina di connazionali accusati di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Di loro, dieci, tutti detenuti nel penitenziario cittadino, erano poi stati scarcerati a novembre.
Rimessi in libertà perché gli avvocati difensori erano ricorsi al Tribunale del riesame chiedendo l’annullamento (poi ottenuto) della misura cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Venezia, Luca Marini. Per il Riesame infatti quell’ordinanza altro non era che un banale copia-incolla della richiesta cautelare della procura. E quindi per i dieci presunti spacciatori si erano aperte le porte del carcere, ma questa volta per uscire. Lucky invece, che era stato trasferito a Vicenza da Milano, era rimasto in cella. Dove la notte di Natale si è tolto la vita impiccandosi alle sbarre della sua “stanza” da cui non riusciva più a intravedere alcuna prospettiva.
Ritrovamento e autopsia - Ad accorgersi del corpo, ormai privo di vita, del giovane detenuto sono stati gli agenti penitenziari che la sera della vigilia di Natale erano di turno. Il loro intervento è stato immediato, ma ormai non c’era più nulla da fare. Per Chris Lucky era troppo tardi. Sul posto sono intervenuti anche i sanitari del Suem 118 e del decesso - come da prassi - è stata prontamente informata la procura. Che ha poi deciso di disporre l’autopsia sul corpo del 26enne, nonostante sulle cause del decesso - e sulle modalità con cui è avvenuto - non paiano esserci dubbi, tanto che sul caso non sarebbe stato aperto alcun fascicolo. Si è trattato insomma di un gesto volontario dettato dalla disperazione.
Gli avvocati - Chris Lucky era co-difeso dagli avvocati Massimo Rizzato e Matilde Greselin. “La notizia della morte di Chris è stata uno choc. Un dramma - ripete l’avvocato Greselin - Stavamo lavorando al suo caso. Personalmente ero arrivata dopo il Riesame perché prima Chris era stato seguito da un collega di Milano. In carcere lo avevo visto diverse volte, ma non ho mai avuto la percezione che potesse accadere quello che poi è avvenuto. La situazione nelle carceri è drammatica, spero si possa arrivare quanto prima a una revisione delle strutture penitenziarie. Così non si può più continuare. Ora, purtroppo, posso solo aiutare la famiglia di Chris, con cui sono stata messa in contatto, a dargli una degna sepoltura”.










