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di Valter Vecellio


Italia Oggi, 20 febbraio 2021

 

Un paradosso niente male, come spesso se ne incontrano a frequentare il paludato mondo del diritto e delle leggi. Questo, almeno, strappa un sorriso, anche se venato da amarezza. La storia comincia con un libro. Nel carcere di Viterbo c'è un detenuto sottoposto al regime del 41bis. Chiede di poter acquistare il libro, "Un'altra storia inizia qui".

È una riflessione a quattro mani sul carcere e la giustizia. Fatta la regolare domanda, l'autorizzazione all'acquisto viene respinto. È un libro ritenuto pericoloso, una lettura da evitare. L'occhiuto e attento "censore" motiva così il suo no: "Il possesso del libro metterebbe il detenuto in posizione di privilegio agli occhi degli altri detenuti, aumenterebbe il carisma criminale". I due autori si confrontano a partire dal magistero del defunto arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini. Perbacco!

Ora si sorride: chi sono i due autori del libro con questo potere carismatorio che assicura privilegio all'interno di un circuito criminale? Nientemeno che l'ex Presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia; e con lei il professor Adolfo Ceretti, docente di criminologia. È la stessa Cartabia che oggi è ministro della Giustizia.

La titolare del ministero di via Arenula è persona di cultura giuridica unanimemente riconosciute; coniuga questa sapienza a non comuni doti di umanità; un buon senso che è anche il suo contrario: senso buono. Per inciso è grazie al suo fattivo impegno, quando era vice-presidente a palazzo della Consulta, se per la prima volta dalla sua nascita la Corte Costituzionale ha effettuato una serie di "visite" nelle carceri italiane. Un incontro tra due mondi agli antipodi: la legalità costituzionale da una parte; l'illegalità, la criminalità, la marginalità sociale, dall'altra. I giudici hanno incontrano i detenuti di alcuni istituti penitenziari: Rebibbia a Roma; San Vittore a Milano; Nisida a Napoli; Sollicciano a Firenze, Marassi a Genova; Terni; Lecce sezione femminile.

Stimolante e prezioso incontro da cui è nato un eccellente docu-film, "Viaggio in Italia. La Corte Costituzionale nelle carceri", del regista Fabio Cavalli. Avrà senz'altro un'agenda fitta di impegni gravosi e delicati, la signora Cartabia. Però, sia consentito un sogno. Sarebbe divertente se un giorno si presentasse al carcere di Viterbo. Un qualcosa tipo: "Buongiorno. Sono il privilegio che fa aumentare il carisma criminale... Mi fate entrare?".