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di Selvaggia Bovani

La Provincia Pavese, 28 giugno 2026

La casa di reclusione dei Piccolini è stata infatti riconvertita al regime 41 bis, o “carcere duro” dove i detenuti passano circa 21 o 22 ore al giorno nella loro cella singola. Arrivati in carcere a Vigevano i primi detenuti del nuovo 41bis. Da sabato, infatti, diversi blindati hanno portato i primi detenuti che saranno collocati nell’ex padiglione principale del carcere dei Piccolini. Domenica è probabile che ne arriveranno altri. La casa di reclusione dei Piccolini è stata infatti riconvertita al regime 41 bis, o “carcere duro” dove i detenuti passano circa 21 o 22 ore al giorno nella loro cella singola. Fuori dal penitenziario, oltre ai blindati ed ai cellulari si vedono i numerosi Gom (Gruppo operativo mobile), ovvero la polizia penitenziaria addetta solo alla sezione 41bis, agenti già pronti ad entrare in servizio.

L’articolo 41bis è una disposizione dell’ordinamento penitenziario italiano, che prevede appunto un particolare regime carcerario volto a ostacolare le comunicazioni dei detenuti con le organizzazioni criminali operanti all’esterno, i contatti tra appartenenti a una stessa organizzazione all’interno di un carcere e i contatti tra gli appartenenti a diverse organizzazioni criminali. I detenuti del 41bis sono destinatari di misure restrittive per reati facenti capo a contesti delinquenziali associativi, di matrice mafiosa o camorristica oppure di matrice eversiva o terroristica. Il “carcere duro” serve proprio a tentare di recidere i legami coi contesti delinquenziali di riferimento del detenuto.

Oltre al blocco principale del penitenziario, nei prossimi mesi se ne aggiungerà un secondo, in fase di costruzione e praticamente confinante, nella parte retrostante, verso la campagna. Dalla strada si vedono infatti dei pilastri innalzarsi verso il cielo.Il contratto dei lavori era stato stipulato il 13 settembre 2023 con il raggruppamento temporaneo di imprese formato dalla Società Immobiliare Mattioda Costruzioni Srl (mandataria) e Scotta Stl, ma il cantiere era stato sospeso a giugno dell’anno scorso, forse proprio per la riconversione del penitenziario.

Poi, di nuovo, il via libera. Lì ci sarà quindi un nuovo edificio: all’inizio si parlava di un polo sanitario dei detenuti al 41-bis, ma pare che quella strada sia stata abbandonata preferendo quella di un secondo padiglione penitenziario. All’interno dell’ex casa di reclusione non ci sono più né detenuti comuni né detenute. Per permettere agli operai di lavorare senza continui controlli, è stato innalzato un secondo muro interno: gli automezzi passano il varco realizzato sulla cinta originale - che rimane comunque perennemente sorvegliato - e lasciano gli automezzi tra le due mura. Al momento il direttore pro tempore è Davide Pisapia ma oggi non è stato possibile parlare con lui.