di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 11 agosto 2025
I tempi di attesa per avere un braccialetto elettronico uno vanno ben oltre i ragionevoli quattro giorni fissati dal contratto fra la Giustizia e Fastweb per attivare tecnici e apparecchio. I buoni propositi, si sa, non costano niente, e intendo nel senso economico vero e proprio. Così come non costava nulla quell’annuncio che diceva “abbiamo abolito la povertà”, è sempre a costo zero che abbiamo salutato - con favore, e stavolta credendoci molto di più - l’ipotesi dell’utilizzo massiccio dei braccialetti elettronici previsto dalla recente legge Roccella in materia di violenza di genere. “Ne abbiamo potenziato l’efficacia come strumento di controllo delle misure cautelari”, ha detto la ministra alle Pari opportunità Eugenia Roccella illustrando le novità previste dal suo provvedimento.
E in effetti è tutto vero, sulla carta. Il problema, come sempre, è che poi le regole vanno applicate e se fino alla teoria si cammina nel territorio della ragionevolezza e della logica, nella realtà poi si entra (spesso) nei campi minati, e lì diventa tutto molto più complicato. I campi sono minati soprattutto dal numero di braccialetti disponibili: troppo pochi rispetto alla richiesta, e il che significa una sola cosa, cioè che i tempi di attesa per averne uno vanno ben oltre i ragionevoli quattro giorni fissati dal contratto fra la Giustizia e Fastweb per attivare tecnici e apparecchio. I campi sono minati anche da qualche problema tecnico o di linea telefonica, ma sul fronte tecnologico tutto è superabile. Quindi è su quello pratico, numerico, che è necessario intervenire. Per farla breve: serve un investimento reale. Soldi. Modifica del contratto. Serve prevedere un numero massimo di braccialetti elettronici mensili che vada oltre i 1.200 attuali (attivati per tutti i tipi di reati, non soltanto quelli di genere).
Anche perché le cifre del loro utilizzo crescono in fretta: a dicembre del 2023 il numero di braccialetti attivi era 5.695, di cui 1.018 era dedicato a casi di stalking. Alla fine del 2024 i dispositivi in azione erano praticamente il doppio: 10.458, di cui 4.677 con funzione anti-stalking. Il procuratore di Tivoli Francesco Menditto, da sempre attento al tema della violenza domestica, ha detto ai microfoni del Tg regionale della Rai che “ne servirebbero almeno 1.500 al mese”, che “basterebbe una modifica contrattuale”. Si tratta di “pochi soldi per dare più sicurezza alle vittime”. E ha aggiunto che “lo abbiamo segnalato a tutti i livelli”. Ecco. Cari “tutti i livelli”, adesso lo sapete: stavolta serve davvero poco perché i buoni propositi diventino realtà.











