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di Errico Novi


Il Dubbio, 31 marzo 2020

 

Parla la Presidente della Commissione d'inchiesta del Senato sul femminicidio. "Dico grazie a Gabrielli che, come avevamo chiesto, ha mobilitato tutte le forze dell'ordine contro le violenze familiari: ora la convivenza forzata le aggrava. Chiediamo il sostegno di Cnf, Csm e guardasigilli".

Non è semplice comprenderlo, nel pieno della tragedia coronavirus, ma l'emergenza sanitaria ne trascina altre spesso sottovalutate. "Anche riguardo alla violenza domestica non è agevole ottenere risposte tempestive, in termini di contrasto materiale ma anche di misure legislative adeguate", è la premessa da cui parte Valeria Valente, senatrice del Pd impegnata, come presidente della commissione d'inchiesta di Palazzo Madama, a "tenere alta la vigilanza sulle violenze familiari anche in una fase così drammatica per tutti gli ambiti della vita collettiva".

Ma un risultato notevolissimo è già arrivato venerdì scorso, per l'organismo presieduto dalla parlamentare dem: una circolare firmata dal capo della Polizia Franco Gabrielli che valorizza proprio le sollecitazioni di Valente, e gli scambi che la presidente della commissione aveva avuto, oltre che con Gabrielli, anche con la ministra dell'Interno Lamorgese e la ministra delle Pari opportunità Bonetti.

Nel documento, inviato a tutte le forze dell'ordine (inclusa l'Arma dei Carabinieri che dipende dalla Difesa anziché dal Viminale), si sensibilizzano gli agenti delle "sale operative" a conservare la massima "sensibilità" nei confronti delle richieste d'aiuto rivolte da "persone che subiscono violenza domestica". A maggior ragione in una fase in cui le "restrizioni" anti contagio hanno "determinato una convivenza forzata dei nuclei familiari". Gabrielli invita i questori, in particolare, ad adottare "con particolare sollecitudine" gli eventuali "provvedimenti di ammonimento" nei confronti di chi mettesse a rischio "l'imprescindibile tutela delle donne vittime di violenza e di atti persecutori".

Di fronte a una simile iniziativa la senatrice Valente si dice "assolutamente soddisfatta: si tratta di un passo avanti importante, del segnale di un'attenzione autentica e della consapevolezza che un problema del genere non può essere derubricato fra i non urgenti. Non solo sono significativi i contenuti della nota di Gabrielli ma", spiega Valente al Dubbio, "lo è il fatto stesso che una circolare del capo della Polizia venga riservata a quella particolare materia". La commissione di Palazzo Madama non si ferma, aggiunge la sua presidente: "Nelle prossime ore inoltreremo lettere al Cnf, al Csm e allo stesso ministro della Giustizia, perché la violenza domestica è dramma da contrastare, ovviamente, anche con l'attività giurisdizionale strettamente intesa".

Non a caso proprio a chiedere di inserire, tra le attività penali urgenti, anche "le udienze per le misure cautelari di allontanamento del coniuge accusato di violenze" è rivolta una delle proposte di emendamento al Dl "Cura Italia" presentate dalla commissione d'inchiesta del Senato. Ce ne sono altre: innanzitutto, ricorda Valente, "la necessità di stanziare una somma di 4 milioni per le case rifugio che dovessero trovarsi a soccorrere in questo periodo donne costrette ad andarsene da casa: visto che il Covid impone accertamenti sanitari prima di accoglierle, andrebbero individuate strutture provvisorie, anche Bed & breakfast, in cui ospitarle".

Non si può escludere che il "Cura Italia" resti blindato: "Ma qui si tratta di modifiche concordate all'unanimità da tutte le forze politiche. E comunque, se non si facesse in tempo, confidiamo che trovino spazio nel decreto di aprile". Le vittime di violenza non possono essere escluse dall'agenda delle priorità.