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di Giuliano Foschini


La Repubblica, 15 luglio 2021

 

Il Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria convoca i responsabili regionali: nel marzo 2020 le proteste legate al Covid, 13 le vittime e 200 i feriti, danni per 12 milioni.

Non vogliono girare la testa dall'altra parte. Non vogliono dimenticare il passato. La visita del premier Draghi al carcere di Santa Maria Capua Vetere - così come le parole, da subito durissime, del ministro della Giustizia, Marta Cartabia - non sono gli unici movimenti dello spartito che governo e amministrazione penitenziaria hanno deciso di suonare sulla questione carceri. Sta succedendo anche altro: il Dap, il Dipartimento di amministrazione penitenziaria, ha infatti deciso di andare a fondo sulle rivolte che nel marzo del 2020 sconvolsero le prigioni italiane dal Piemonte alla Sicilia: 21 le carceri in rivolta. Tredici le vittime, tutte tra i detenuti. Duecento i feriti. 12milioni e 200mila euro i danni stimati. Il punto più nero della storia delle nostre prigioni archiviato, fin qui, con poche parole striminzite del vecchio Governo. E con indagini sparse in tutta Italia (e spesso già archiviate) che, al momento, non sono state in grado di mettere un solo nome e cognome accanto ai responsabili della fine di tredici persone morte mentre erano nelle mani dello Stato.

Nelle prossime ore i vertici del Dap - il capo, Bernardo Petralia, il suo vice, Roberto Tartaglia, magistrati che da un anno si stanno occupando delle nostre carceri - incontreranno i provveditori regionali chiedendo loro di accertare cosa è accaduto. Il limite è che, laddove ci sono inchieste penali, la possibilità di movimento per le inchieste amministrative è molto stretto. Ma il concetto è che l'amministrazione penitenziaria non vuole ripetere un caso Santa Maria. Quando - mentre le telecamere avevano registrato le indagini di un'indegna macelleria nei padiglioni dell'istituto - il ministero rispondeva in Parlamento che a Santa Maria c'era stato "un ripristino della legalità". Questo è potuto accadere perché il ministero si era basato sulle risposte di dirigenti che, poi, sono stati travolti dall'inchiesta. Ecco: l'intenzione ora è di fare un'indagine più approfondita per accertare, parallelamente alle inchieste della magistratura, cosa è esattamente accaduto. Ed eventualmente per colpa di chi. Qualcosa del genere il nuovo corso del Dap aveva provato a farlo anche su Santa Maria: per tre volte avevano chiesto ufficialmente alla Procura informazione sugli agenti indagati per poter intervenire disciplinarmente, ma i pm avevano risposto sempre negativamente. Il perché è stato ora esplicitato: essendoci tra gli indagati dirigenti dell'amministrazione penitenziaria, temevano un inquinamento probatorio.

Sulle rivolte di marzo i dati sul tavolo del Dap sono incredibili. Carcere di Napoli: 900 persone coinvolte, 51 detenuti feriti, 52 poliziotti; Bologna: 463 persone coinvolte, 1 detenuto morto, 2 poliziotti feriti; Modena: 9 detenuti morti, 26 poliziotti feriti; Rieti: 3 detenuti morti; Foggia: 440 rivoltosi, 60 evasi.

Accanto ai numeri ci sono le parole. Decine di denunce arrivate in questi mesi da detenuti e dalle associazioni di pestaggi avvenuti in cella immediatamente dopo le rivolte di marzo: il caso più clamoroso sarebbe quello di Melfi (dove il Dap è già intervenuto spostando alcune persone), ma arrivano denunce anche da Foggia, Lombardia, Emilia Romagna. C'è poi, soprattutto, la questione dei 13 detenuti morti. Le autopsie - per quanto non sempre accurate - hanno certificato che tutti sono stati uccisi da overdosi di metadone, procurato nell'assalto alle infermerie. Nessuno ha ancora spiegato, però, come sia stato possibile che tutte le medicherie fossero così facilmente raggiungibili dai detenuti. Perché molti di loro portavano sul corpo segni importanti di colluttazioni. Se i detenuti, prima di morire, sono stati visitati e curati come avrebbero dovuto. Perché alcuni di loro sono stati trasferiti in altri istituti nonostante fossero in condizioni fisiche assolutamente precarie. Il Dipartimento ha promesso che cercherà le risposte a tutte queste domande.