di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 12 dicembre 2024
Riccardo Bonacina è morto a 70 anni, a poche settimane dalla Festa per il trentesimo anniversario di “Vita”: la sua creatura editoriale nata per “raccontare il mondo in modo non disperante né pettegolo, ma generativo”. Con la sua voce gentile, ma qui affaticata, Riccardo Bonacina aveva registrato il messaggio destinato alla Festa per i 30 anni di Vita, la sua creatura editoriale venuta al mondo proprio nell’autunno del 1994.
Riccardo è morto, a settant’anni, dopo una malattia che non ha mai fiaccato il suo entusiasmo, le sue idee, la sua generosa passione per il giornalismo e per il Terzo settore e a riascoltare quelle parole sembra siano un’eredità da raccogliere. Ancora l’altra sera, dicono increduli e sgomenti gli amici più cari, si era attardato a discutere della situazione in Siria, a pensare cosa scrivere, come aiutare i cristiani di laggiù.
Lecchese, giornalista prima in Fininvest e poi in Rai, era stato autore di programmi capaci di proporre un diverso sguardo sulla quotidianità come “Il coraggio di vivere”. Nel 1994 aveva lasciato posto fisso e sicurezze per mettersi alla guida di questo progetto editoriale che univa un gruppo di giornalisti e una cordata di soggetti del non profit ancora oggi riuniti nel comitato editoriale: “Un pezzo di Italia - aveva riassunto sulle pagine di Buone Notizie il 22 ottobre scorso - che indicava un modo di vivere ragionevole, sostenibile, auspicabile, persino fraterno. Ecco l’intuizione prima del nostro modo di fare giornalismo: la realtà e la vita innanzitutto, prima delle teorie e delle opinioni”.
Il suo lavoro e Vita sono stati una delle ispirazioni più importanti anche per Buone Notizie e Riccardo è stato punto di riferimento per chiunque in questi anni abbia cercato di occuparsi dei temi che soltanto lui conosceva così nel profondo per essere stato uno di loro: pensatore, innovatore, narratore e anche coscienza critica ogni volta che è stato necessario. Oggi, che sentiamo con tanti un vuoto nel cuore, gli siamo ancora più grati per i suoi insegnamenti e la sua amicizia e abbracciamo la sua famiglia e la famiglia di Vita.










