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a cura della redazione di Ristretti - Parma coordinata dalla giornalista Carla Chiappini

Ristretti Orizzonti, 6 maggio 2022

Alla vigilia dell’approvazione della proposta di legge di riforma dell’art. 4-bis dell’Ordinamento penitenziario, sollecitata dalla Corte costituzionale, e in considerazione degli sviluppi della cultura della giustizia riparativa, desideriamo condividere alcune riflessioni e tanti dubbi sorti all’interno della a nostra redazione di Alta Sicurezza 1 del penitenziario di Parma.

Noi siamo nove persone condannate alla pena dell’ergastolo. Siamo assolutamente consapevoli di aver recato un danno grave e irrimediabile alla società, alle famiglie delle nostre vittime e anche alle nostre famiglie. Siamo reclusi da diverse decine di anni. Alcuni di noi hanno incontrato la violenza di Stato durante la reclusione a Pianosa e all’Asinara nel regime di cui all’art. 41-bis dell’ordinamento penitenziario

Per differenti ragioni tutti abbiamo scelto la strada difficile della non-collaborazione. Tuttavia nel corso degli anni abbiamo modificato completamente il nostro rapporto con le istituzioni: abbiamo studiato, ci siamo iscritti all’università, partecipiamo alle attività che gli istituti propongono. Tutte le volte che ci è stato richiesto abbiamo offerto testimonianza della nostra vita e del nostro personale fallimento.

Al momento della revoca del regime di cui all’art. 41-bis OP per ognuno di noi è stata accuratamente verificata l’assenza di collegamenti con i gruppi criminali di appartenenza.

Le nostre famiglie sono costantemente monitorate dagli organi di prevenzione sia sul piano dei possibili collegamenti con gruppi criminali che sul piano economico e patrimoniale.

Abbiamo ottime relazioni di sintesi dalle direzioni degli istituti in cui siamo stati reclusi. Alcuni di noi hanno ottenuto anche il riconoscimento dell’impossibilità di collaborazione.

Inoltre alcuni nostri familiari si sono resi disponibili a testimoniare pubblicamente la fatica delle nostre storie, non si sono sottratti a un faticoso confronto pubblico e nemmeno alle testimonianze scritte. Infine c’è stata la pronuncia della Corte di Strasburgo con la sentenza Viola che dichiara illegittimo l’ergastolo ostativo e allo stesso modo si è pronunciata la Consulta nel 2019 e poi nel 2021. Ma niente è cambiato. Quindi ci chiediamo costantemente cosa manca per aprirci uno spiraglio, per pensare a un progetto di vita vera?

Ciro Bruno, Aurelio Cavallo, Claudio Conte, Antonio Di Girgenti, Salvatore Fiandaca, Antonio Lo Russo, Giovanni Mafrica, Domenico Papalia, Gianfranco Ruà