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di Raffaele Strocchia

viterbotoday.it, 27 ottobre 2024

La rivelazione sul 36enne trovato senza vita a Mammagialla raccolta durante le indagini difensive della famiglia: “Non si è suicidato. Piangeva, urlava e chiedeva aiuto”. Nuovi sviluppi sulla morte del detenuto Andrea Di Nino. Secondo un supertestimone della famiglia, il 36enne romano trovato morto nel carcere di Viterbo il 21 maggio 2018 non si sarebbe suicidato nella cella d’isolamento di Mammagialla ma sarebbe stato vittima di un presunto pestaggio mortale. A riportare questa versione dei fatti è Tonino Lazzarini, uno degli otto fratelli di Di Nino, padre di cinque figli. La rivelazione, raccolta dall’avvocato della famiglia Nicola Trisciuglio nell’ambito di indagini difensive durante le quali sono state sentite diverse persone, indicano che il testimone avrebbe assistito a un’aggressione fatale: “Andrea fu ucciso. Ho visto che, dopo essere entrati in cella, lo hanno portato via morto. Ho sentito che lo pestavano. Andrea piangeva, urlava e chiedeva aiuto”.

A parlare è un altro detenuto, italiano, che conosceva il 36enne e si trovava sul suo stesso piano. Le sue dichiarazioni sono state considerate attendibili e riscontrabili dalla famiglia, avendo raccontato dettagli precisi su persone e luoghi. Il contatto con questo testimone, avvenuto nei mesi scorsi tramite i social, ha riacceso le speranze della famiglia. L’avvocato Trisciuglio ha interrotto l’esame e il 22 ottobre ha trasmesso gli atti alla procura e al tribunale di Viterbo. Al momento si procede per omicidio colposo, reato per cui il gup Giacomo Autizi ha rinviato a giudizio due sanitari e un agente della polizia penitenziaria. Il processo inizierà il 22 gennaio davanti al giudice Jacopo Rocchi.

La famiglia di Di Nino non si è mai rassegnata all’ipotesi del suicidio. Il 36enne aveva già scontato due anni di carcere per droga e sperava di trascorrere il terzo ai domiciliari per i suoi problemi di salute. I suoi otto fratelli - Tonino, Franca, Giorgio, Paolo, Graziella, Valentino, Patrizia e Angela - da anni portano avanti la battaglia. Oggi, alla luce delle parole del supertestimone, Tonino Lazzarini ribadisce: “A Mammagialla nel 2018 fu omicidio. Andrea è stato ucciso, non si è trattato di suicidio”.