di Giuseppe Ferlicca
tusciaweb.eu, 21 giugno 2019
Vittorio Ferraresi, sottosegretario al ministero di Giustizia prova a dare qualche risposta al termine del consiglio comunale straordinario sulla difficile situazione al carcere di Viterbo. Risposte a volte generali, altre particolari. Problema serio, servono risposte dello stesso tenore. Agenti sotto organico e sicurezza, appunto, anche per la presenza del reparto 41 bis. "La sicurezza è un tasto dolente - osserva Ferraresi - anche a Viterbo, pure per la presenza di detenuti difficili. Abbiamo messo in piedi un tavolo con la polizia penitenziaria, una task force tra istituti che interessa la struttura di questa città".
La mancanza di agenti: "Il vuoto d'organico lo colmiamo con assunzioni - prosegue il sottosegretario - sono 1300 più altri 350. Andranno a colmare il vuoto esistente. Non a coprire il turn over. Poi 260 persone nell'ambito civile e 35 dirigenti, oltre a mediatori culturali. Vogliamo investire sul personale, è una priorità". Anche attraverso il confronto con i sindacati sulle piante organiche: "Nello studio rientra anche Viterbo". La Casa circondariale è finita alla ribalta, suo malgrado della cronaca nazionale. "Quando abbiamo notizie, sono partite segnalazioni in procura. Ci sono anche due indagini ispettive interne".
Sul 41 bis Ferraresi la vede in modo diverso, oltre la preoccupazione che amministratori e cittadini possono avere per la sua presenza. "Il reparto è uno strumento imprescindibile per la lotta alla criminalità organizzata, che tende a comandare per mantenere i rapporti fuori ma anche dentro gli istituti". Un consiglio comunale affollato di presenze, parlamentari, rappresentanti dell'istituto penitenziario, consiglieri regionali, professionisti dell'ambito penale. Dalla seduta è partita la richiesta al sindaco Arena, affinché istituisca la figura del garante dei diritti dei detenuti o delle persone private della libertà personale, per il comune di Viterbo.
Proposta presentata da Massimo Erbetti (M5s), sottoscritta da altri esponenti dell'opposizione e avanzata anche da Andrea Micci (Lega). Nel lungo dibattito, durato fino a quasi le 21,30, c'è stato spazio anche per un aspro confronto fra senatori. Da una parte Francesco Battistoni (FI) e dall'altra Alessandra Maiorino (M5s). Battistoni, dopo avere ascoltato diversi interventi si è meravigliato di come non si sia parlato in modo chiaro delle carenze di organico della polizia penitenziaria. Il caso, finito sulle cronache nazionali della morte di un detenuto in cella lo prende a esempio. "Penso allo choc - ricorda Battistoni - della guardia che ha dovuto rilevare la situazione. Nessuno si è posto il problema del perché accada. Ho sentito parole, ho sentito parlare d'indagini, ma il personale che opera all'interno meriterebbe altro trattamento".
Battistoni ha presentato un'interrogazione sul sovraffollamento a Mammagialla e sulla carenza d'organico. Risposte deludenti. Maiorino attacca e sposta l'attenzione: "Quale choc - incalza la senatrice M5s - avrà provato la madre della persona morta, quando si è vista restituire in un sacco dei rifiuti, anonimo, gli effetti del figlio? Senza una parola". Diritto di replica per Battistoni: "Ho detto di guardare le due facce della medaglia, non solo i detenuti ma anche chi nel carcere ci lavora". Sull'agente che ha scoperto il ragazzo morto in cella, il sottosegretario rassicura: è stato spostato ad altro incarico.
Duro l'intervento di Luca Floris del sindacato Sappe. Riferendosi ai fatti alla ribalta della cronaca nazionale, con al centro il carcere di Viterbo: "Mammagialla non un carcere punitivo - tuona Floris - non è un luogo punitivo. Non si possono sparare ai quattro venti certe cose. Se questo è un carcere punitivo, allora la polizia penitenziaria cosa fa? Sono stufo di essere additato quando giro per la città".
A chiedere la seduta di consiglio, Giacomo Barelli (Viva Viterbo), primo firmatario. Nel suo intervento si è rivolto al sindaco Giovanni Arena. Ha un potere. "Per la legge 102 il sindaco è l'unico all'interno del comune che può effettuare visite di sindacato ispettivo nelle carceri del territorio. Eserciti questa facoltà ogni volta che può. I sindaci sono il primo presidio istituzionale sul territorio ed è giusto che accedano alle carceri, che sono strutture sensibili".










