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di Silvana Cortignani

tusciaweb.eu, 29 settembre 2026

Presunte violenze e trasferimenti all’ex sezione 41 bis dopo l’incendio di sabato 19 settembre al Nicandro Izzo, pronta un’interrogazione parlamentare. Si allarga e si fa sempre più delicata la vicenda legata ai disordini e al rogo divampati nella serata di sabato 19 settembre all’interno della casa circondariale di Viterbo. Dopo le denunce e le richieste di accertamenti presentate nei giorni scorsi dai familiari dei detenuti tramite l’associazione Liberi Liberi Art. 27, il caso approda in parlamento con un’interrogazione urgente rivolta al ministro della giustizia dal deputato Devis Dori. Tutto ha origine dagli eventi dello scorso 19 settembre.

A seguito del fumo e delle proteste scoppiate nella sezione 14-bis (sorveglianza particolare) dell’istituto penitenziario di Mammagialla, i familiari di diversi reclusi si sono rivolti alla procura della repubblica di Viterbo e alle autorità di garanzia per chiedere un’ispezione urgente, la tutela della salute dei propri cari e il sequestro cautelare dei filmati di videosorveglianza prima che vengano sovrascritti.

L’associazione Liberi Liberi Art. 27 rende noto di aver raccolto ulteriori testimonianze concordanti che delineerebbero un quadro grave. Circa dieci detenuti non sottoposti a regime di carcere duro, a seguito dei disordini, sarebbero stati immobilizzati e condotti in un’area priva di telecamere (la cosiddetta “stanza buia”), per poi essere trasferiti nelle celle della sezione 41 bis, fino a quel momento svuotata e chiusa. I parenti riferiscono di presunte percosse con calci e pugni inferte da agenti con il volto coperto, seguite da una drastica carenza di assistenza sanitaria e dalla privazione di beni di prima necessità come abiti e materassi. Da qui la richiesta pressante agli inquirenti di acquisire subito i registri di movimentazione, i fogli di servizio del personale e di disporre tempestivi accertamenti medico-legali sulle lesioni patite dai ristretti.

Alla luce dei nuovi elementi emersi, il deputato Devis Dori ha depositato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al guardasigilli per sollecitare verifiche immediate sulla gestione della struttura di Mammagialla. Nell’atto parlamentare si chiedono, in particolare, verifiche ispettive ed eventuali responsabilità, se il ministero sia al corrente di quanto accaduto e quali iniziative sanzionatorie o disciplinari intenda promuovere nonché accertamenti in merito a un presunto uso improprio del 41 bis e in base a quali autorizzazioni o disposizioni normative siano stati impiegati i locali del braccio ad alta sicurezza per allocare reclusi appartenenti a regimi detentivi ordinari, quali garanzie sanitarie e condizioni di vivibilità vengano assicurate nell’istituto.

Riguardo, infine, alla conservazione delle prove, il sequestro immediato delle registrazioni audio-video, dei fogli di servizio, dei diari di sezione e delle certificazioni mediche relative alla serata del 19 settembre, in nome della “trasparenza e rispetto dei diritti costituzionali”. “Non intendiamo sostituirci alla magistratura né emettere sentenze anticipate”, chiariscono dall’associazione Liberi Liberi Art. 27. “Chiediamo - sottolineano - che ogni denuncia venga vagliata con rigore, che l’autorità giudiziaria faccia piena luce e che sia garantita la massima trasparenza. La privazione della libertà personale non deve mai coincidere con la perdita dei diritti fondamentali”. Una posizione condivisa da Dori, il quale rimarca come la gravità delle segnalazioni giunte da Viterbo imponga accertamenti istituzionali tempestivi e trasparenti, lasciando al contempo pieno corso alle indagini della magistratura.