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agensir.it, 9 dicembre 2020


Sono molte le proteste da parte dei detenuti nelle carceri di tutta Italia, che in questo tempo di pandemia non hanno la possibilità di ricevere visite dall'esterno e che, internamente, temono il rischio del contagio. A Viterbo, nell'istituto di reclusione Mammagialla, nelle ultime settimane, le persone recluse hanno scelto di manifestare il proprio dissenso rispetto alla situazione attuale rifiutando il vitto e riducendo la spesa per il proprio sostentamento solo ad acqua, caffè, zucchero e tabacchi. I detenuti hanno però scelto di donare gli alimenti a loro destinati alla Caritas diocesana di Viterbo, per distribuirli alle persone bisognose presenti sul territorio.

A rendere nota l'iniziativa è la stessa Caritas diocesana, i cui responsabili evidenziamo come "nel corso di questa pandemia, abbiamo continuato nel nostro impegno attraverso opere e servizio di ascolto, distribuzioni di alimenti, progettualità a favore delle persone e delle piccole e medie imprese locali".

La Casa circondariale di Viterbo ospita attualmente 530 detenuti, a fronte di una capienza di 400 (dati diffusi dall'Associazione Antigone). "Ringraziamo le persone detenute per il loro benevolo gesto di generosità, il direttore dell'istituto penitenziario, Anna Maria Dello Preite, e il personale di polizia per la propria disponibilità. Il ringraziamento non è solo della Caritas diocesana ma di tutto il territorio e delle persone che hanno potuto godere per il generoso contributo", concludono dalla Caritas.