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di Silvana Cortignani

tusciaweb.eu, 2 ottobre 2025

Morte di Andrea Di Nino, Asl di Viterbo e ministero della Giustizia responsabili civili nel processo per omicidio colposo a un medico e un penitenziario. I due imputati sono difesi dagli avvocati Massimo Pistilli e Lorenzo Lepri, mentre è stato aperto un fascicolo gemello a carico dell’altro dottore, difeso da Andrea Danti, assente anche ieri per motivi di salute, la cui posizione sarà esaminata dal giudice Jacopo Rocchi in un’apposita udienza fissata a gennaio. È ripreso così, il giorno dopo la manifestazione fuori del tribunale contro l’archiviazione dell’inchiesta bis per omicidio volontario, il processo per quello che la procura ritiene essere stato un suicidio per impiccagione, cui i familiari non hanno mai creduto.

La tragedia è avvenuta al Nicandro Izzo di Viterbo il 21 maggio 2018. Il detenuto 36enne romano padre di cinque figli si sarebbe tolto la vita in cella d’isolamento, appendendosi a una finestra con un lenzuolo, quando mancava un anno alla fine della pena e sperava, di lì a pochi giorni, di ottenere i domiciliari. Presente in aula il pubblico ministero Michele Adragna, titolare del fascicolo. Tredici le parti civili, i cinque figli e gli otto fratelli della vittima, che ieri hanno chiesto e ottenuto di poter citare quali responsabili civili sia la Asl di Viterbo che il ministero della giustizia. Si tornerà in aula prima di Natale per l’ammissione delle prove. Per la morte di Di Nino è stato assolto in primo e secondo grado l’ex direttore della casa circondariale sulla Teverina, difeso dall’avvocato Marco Russo, l’unico a scegliere il rito abbreviato davanti al gup Giacomo Autizi, mentre hanno scelto il rito ordinario gli altri tre imputati.