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viterbotoday.it, 28 settembre 2023

Dieci agenti della polizia penitenziaria a processo con l’accusa di aver pestato di botte un detenuto nel carcere di Mammagialla. Ieri pomeriggio la prima udienza, quella di ammissioni prove, davanti al tribunale di Viterbo per lesioni personali aggravate e, per tre di loro, anche per calunnia e falso. La vittima è Giuseppe De Felice, 35enne romano, che il 5 dicembre 2018, da poco trasferito da Rebibbia, sarebbe stato picchiato fino a perdere l’udito dall’orecchio destro. Secondo l’accusa i dieci imputati, “abusando della qualità di agente del corpo di polizia penitenziaria, approfittando di circostanze tali da ostacolare la privata difesa, quali lo stato di detenzione della vittima e l’assenza di videocamere nei luoghi in cui si sono svolti i fatti, hanno percosso De Felice cagionando lesioni personali e segnatamente, tra l’altro, edema al condotto uditivo destro, trauma costale e contusione toracica destra”.

La vicenda è emersa dopo le segnalazioni di Rita Bernardini, esponente del Partito radicale a cui si era rivolta la moglie di De Felice. La coniuge era rimasta scioccata dalle condizioni in cui avrebbe trovato il marito durante un colloquio. Secondo l’accusa i dieci agenti della penitenziaria ora a processo, dopo un’irruenta perquisizione della cella, avrebbero portato il detenuto sulle scale di Mammagialla, dove non ci sono telecamere, e lo avrebbero riempito di botte.