di Letizia Conti
civonline.it, 28 luglio 2026
Investigatori al lavoro sull’incendio che ha causato 23 intossicati e sul detenuto suicida. Una doppia indagine per l’incendio divampato sabato sera in carcere e il suicidio di un detenuto nelle ore successive. Il rogo ha causato l’intossicazione di 23 persone tra detenuti e agenti, tra cui il comandante della Penitenziaria. Per quanto riguarda il detenuto, invece, pare che fosse tra i i 10 indagati per la rissa in cui è stato colpito a morte Mohamed Chaanoun. Si chiamava Abdelkabir Talha, di origini marocchine, ed è stato trovato impiccato alla sua cella, in una sezione diversa da quella interessata dall’incendio. A lui sarebbero stati contestati i reati di rissa aggravata dalla morte di una persona e concorso in omicidio volontario.
L’inchiesta è quella relativa alla rissa scoppiata il 16 luglio nell’area passeggio della casa circondariale, al termine della quale Mohamed Chaanoun era morto, colpito alla schiena da un’arma da taglio. Il 29enne era dunque tra i 10 indagati. Non è escluso che il magistrato possa disporre anche l’autopsia. Rispetto all’incendio, invece, come è noto sono 23 le persone sono rimaste intossicate: 17 detenuti e 6agenti della polizia penitenziaria, tra cui il comandante. Degli intossicati, uno è stato trasferito in ospedale in codice rosso e sei in codice giallo, mentre in dieci sono stati assistiti direttamente all’interno del carcere.
Secondo quanto si è appreso l’incendio è partito da alcuni materassi dati alle fiamme. Il denso fumo si è propagato rapidamente alla struttura fino ad arrivare all’infermeria. Proseguono le indagini per accertare le cause dell’incendio. L’ipotesi più accreditata è quella del dolo. Non è escluso che si sia trattato di una protesta di detenuti. Su questo fatto e sul suicidio del 29enne la procura ha aperto due distinti fascicoli. Intanto nella giornata di domenica un altro detenuto ha tentato di togliersi la vita. Gli agenti di polizia penitenziaria sono riusciti a intervenire in tempo e a salvarlo.
“È sempre più drammatico il quadro che sta emergendo in queste ore - ha detto Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato polizia penitenziaria - Siamo preoccupati per i nostri colleghi e per i detenuti. In attesa delle indagini per accertare responsabilità personali nell’appiccare il rogo nel reparto speciale dell’istituto siamo di fronte all’ennesimo caso di emergenza carceraria”. Di Giacomo ricorda che “questo istituto con oltre 200 detenuti in più dei posti previsti è l’emblema di cosa produce il sovraffollamento aggravato da questa torrida estate che alimenta ulteriori tensioni. Per far fronte alle carenze di spazio sono ormai regolarmente utilizzate, alla stregua di sezioni ordinarie, due ambienti teoricamente pensati per permanenze brevi ma certamente senza risultati apprezzabili. Una situazione che ci allarma tanto più in assenza di provvedimenti di intervento”.










