di Simona Tenentini
lamiacittanews.it, 26 dicembre 2020
Un giardino curato dai detenuti all'esterno del Palazzo di Giustizia. Si tratta del primo progetto del genere in Italia ed è stato pensato dalla sinargia tra Tribunale, Procura della Repubblica di Viterbo, Università della Tuscia, Casa Circondariale di Viterbo, Ordine degli avvocati di Viterbo, Unicoop Tirreno e AzzeroCO2.
L'accordo, sottoscritto presso l'Azienda Agraria dell'Unitus, prevede la riqualificazione dell'area verde esterna del Palazzo di Giustizia di Viterbo attraverso la progettazione e realizzazione di un giardino sostenibile. L'iniziativa, oltre ad avere finalità di reinserimento, andrà a vantaggio del verde urbano, del contrasto ai cambiamenti climatici e della qualità dell'aria oltre ad avere, appunto, importanti finalità formative.
Il progetto prevede la selezione e messa a dimora di specie arboree, arbustive ed erbacee, adatte alle caratteristiche climatiche dell'area ed idonee a sottolineare lo scorrere delle stagioni. Lo spazio verde verrà, inoltre, suddiviso in aree tematiche salvaguardando e valorizzando anche gli esemplari già presenti. Le fasi di progettazione e gestione saranno accompagnate da attività formative che vedranno il coinvolgimento, oltre che degli studenti dell'Università della Tuscia, anche dei detenuti della Casa Circondariale di Viterbo formati e guidati dal personale dell'Orto Botanico, dell'Azienda Agraria e del Dafne.
Saranno inclusi nell'iniziativa i detenuti già operanti come giardinieri presso il Palazzo di Giustizia in base ad una precedente convenzione.
Tutto il progetto "verde" è stato oggetto della tesi di laurea della neo dottoressa Deila Di Fiordo, discussa qualche giorno fa. "Con il professor Giuseppe Colla e con i suoi bravissimi collaboratori - dichiara la Maria Rosaria Covelli Presidente del Tribunale - abbiamo fortemente voluto la realizzazione di un progetto unico nel suo genere a cui lavoravamo da tempo.
La vasta area esterna del Palazzo di Giustizia necessitava di cura e manutenzione, attualmente effettuata da due detenuti della Casa Circondariale di Viterbo, in forza di una Convenzione sottoscritta con Casa Circondariale e altri soggetti pubblici e privati due anni fa.
La presente iniziativa si fonda su analoga e proficua collaborazione tra Istituzioni del Territorio e Soggetti pubblici e privati ma aggiunge altri obiettivi e si caratterizza per l'apporto determinante dell'Università della Tuscia e dei promotori di un programma nazionale assai rilevante sotto il profilo ambientale, la Cooperativa Unicoop Tirreno e la società AzzeroCO2.











