di Adriano Sofri
Il Foglio, 28 luglio 2026
Parlare dell’ultima rivolta nell’istituto penitenziario di Viterbo è assolutamente necessario, ma non dimentichiamoci la tragedia che nel frattempo si consumava in un’altra sezione della struttura. Non mi ricordo più - niente, mi ricordo più - dov’era un passo ironico di Mark Twain, da Huck Finn, probabilmente, uno di quelli per cui oggi qualche scemo lo vorrebbe censurare, che suonava più o meno così: c’era stato un incidente a bordo del battello sul Mississippi, per fortuna senza vittime, solo qualche danno materiale e un paio di negri morti.
Mi è tornato in mente ieri quando Massimo Lensi ha copiato il finale di un colonnino della Stampa dedicato alla rivolta nel carcere di Viterbo, questo: “La situazione è tornata alla normalità dopo alcune ore. Un detenuto di 29 anni, di origine marocchina, si è tolto la vita impiccandosi nella sua cella, in un’altra sezione”.










