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di Veronica Ruggiero

viterbotoday.it, 11 febbraio 2024

La situazione nelle carceri di Viterbo e più in generale nel Lazio, continua a destare preoccupazione. Il sovraffollamento negli istituti penitenziari, la popolazione carceraria che continua a crescere, e il problema di una disponibilità minore di agenti della polizia penitenziaria rispetto alle reali necessità, stanno diventando un vero e proprio allarme. Nel carcere di Mammagialla da tempo ormai si registrano atti violenti da parte dei detenuti ai danni di altri detenuti o degli agenti della penitenziaria, e solo poche settimane fa si è arrivati addirittura a registrare un omicidio. Suppellettili bruciati, risse, aggressioni fanno ormai parte della quotidianità. I sindacati ormai da tempo hanno più volte lanciato l’allarme, ma il problema del malessere all’interno degli istituti penitenziari sembra non essere limitato al carcere viterbese.

L’ultimo episodio di violenza - L’ultimo episodio di violenza degno di nota è avvenuto nel carcere di Civitavecchia dove “un detenuto ha causato esplosioni lanciando bombolette incendiarie e barricandosi in cella. Un rappresentante Cgil sarebbe rimasto ferito in seguito all’incidente” raccontano i rappresentanti della sigla sindacale. “Questo grave episodio sottolinea ancora una volta l’urgente necessità di rivedere e potenziare le misure di sicurezza a tutela del personale penitenziario - commentano - Fortunatamente la professionalità del personale di polizia è riuscito ripristinare l’ordine e la sicurezza senza ulteriori feriti”.

Chiesto un tavolo di confronto - Mirko Manna, coordinatore nazionale comparto sicurezza Fp Cgil, insieme a Ciro Di Domenico, coordinatore regionale del Lazio, hanno lanciato un appello al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e al capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, chiedendo una convocazione immediata di un tavolo di confronto. L’obiettivo è discutere e implementare soluzioni efficaci per prevenire futuri eventi critici, garantendo così un ambiente di lavoro sicuro per il personale, non basta un manuale se poi non si dispongono corsi di formazioni e circolari attuative.

Un appello anche dalla Regione Lazio - “La situazione delle carceri desta preoccupazione in tutto il Paese e anche nella nostra Regione dove il sovraffollamento cresce più che altrove -dichiara l’assessore al Personale, alla sicurezza urbana, alla polizia locale e enti locali della Regione Lazio, Luisa Regimenti - Purtroppo, sono in aumento i suicidi, gli atti di autolesionismo, le aggressioni alla polizia penitenziaria. Una condizione di grave malessere che va affrontata al più presto. Per questo convocherò quanto prima il tavolo inter-assessorile in Regione Lazio per introdurre tutte le misure necessarie per migliorare le condizioni dei detenuti e per favorire il reinserimento dei detenuti nella società, una priorità per il nostro sistema carcerario e giudiziario”. Garantire alla popolazione carceraria condizioni di vita accettabili è una questione di dignità e civiltà. “Abbiamo stanziato 500mila euro nell’ultimo bilancio regionale per favorire l’accesso all’istruzione e al lavoro dei detenuti che devono uscire dal carcere con la possibilità di cominciare una vita nuova. La Regione Lazio sarà in prima linea per implementare gli strumenti a sostegno del reinserimento sociale dei detenuti” conclude l’assessore Regimenti.