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di Fiorenza Elisabetta Aini


gnewsonline.it, 22 luglio 2020

 

È tornato a riunirsi oggi, dopo il fermo delle attività a causa dell'emergenza determinata dal diffondersi del contagio da Coronavirus, il Tavolo di coordinamento per la creazione di una rete integrata di servizi di assistenza alle vittime di reato. Alla riunione, che si è tenuta nella Sala Livatino del ministero della Giustizia, erano presenti fra gli altri, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis, Maria Casola e Gemma Tuccillo, capi rispettivamente del Dipartimento per gli Affari di giustizia (Dag) e del Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità (Dgmc), e Donatella Donati, direttore generale della Giustizia penale. È stato anche possibile partecipare ai lavori da remoto, collegandosi alla piattaforma Microsoft Teams.

Prosegue dunque l'impegno per dare piena attuazione alla Direttiva 2012/19/UE e, in particolare, strutturare una rete integrata attraverso il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche, nazionali e locali, e del Terzo Settore. Tra le varie azioni previste dalla Direttiva rientra l'accesso a "specifici servizi di assistenza, riservati, gratuiti e operanti, prima, durante e, per un congruo periodo di tempo, dopo il procedimento penale". Il Tavolo a sua volta ha previsto fra i vari obiettivi, la costruzione di un sistema che permetta alla vittima di essere sempre a conoscenza dei propri diritti e delle attività che potrà svolgere all'interno del processo penale e di come gestire l'inevitabile processo di vittimizzazione.

Allo scopo di rafforzare e coordinare sempre meglio il sistema di tutela delle vittime di reato è prevista l'assegnazione al Dag, nel bilancio relativo all'anno 2020, di una somma pari a 1 milione di euro e di 2 milioni per l'anno 2021. Durante la presentazione dei lavori del Tavolo, il sottosegretario Giorgis, facendo riferimento alla Direttiva e alla sua attuazione, ha precisato: "Per raggiungere l'obiettivo con maggiore celerità, attraverso una razionale ottimizzazione delle risorse disponibili e delle esperienze maturate, occorrerà mettere a sistema i numerosi e specifici servizi già esistenti, evitando duplicazioni e procedendo a colmare le diverse lacune, sia all'interno dei singoli territori, sia in relazione ad alcune categorie di vittime". In questa prospettiva è stato proposto di realizzare - anche sulla scorta dell'esempio francese - un Portale di informazione, in grado di offrire alle vittime un quadro dei servizi a cui già oggi si può accedere, e di promuovere la realizzazione presso gli uffici giudiziari di sportelli di help desk.