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di Serena Simula

La Provincia Pavese, 21 agosto 2025

Nessun commento riguardo l’ampliamento del carcere di Voghera arriva da via Prati Nuovi, dove gli stessi vertici sono in attesa di scoprire di più sui modi e i tempi. L’istituto di detenzione vogherese, inaugurato nell’agosto 1982 e inizialmente destinato alle sole donne, nel è stato trasformato in maschile ospitando dapprima i detenuti provenienti inizialmente dal vecchio penitenziario di Voghera (ospitato dal castello della città). Oggi nell’istituto i detenuti appartengono a quattro diversi circuiti con prevalenza numerica (parliamo dell’80%) per il circuito AS3, dedicato ai reati di stampo mafioso e comunque inerenti alla criminalità organizzata.

I posti regolamentari, attualmente, sono 341, ma il totale dei detenuti ammonta a 397. E se i detenuti sono più del previsto, il personale invece è sottodimensionato: se l’organigramma prevedrebbe, per funzionare bene, 231 agenti, all’appello ne sono presenti sono 205. In deficit anche gli amministrativi (sono 13 a fronte dei 21 previsti) e gli educatori (4 invece di 5). La struttura da tenere sotto controllo, poi, è già molto ampia: parliamo di un piccolo paese, che oltre alle sezioni con le loro 190 stanze, comprende 3 sale colloqui, 2 campi sportivi, un teatro, tre laboratori (tra cui falegnameria e sartoria), 10 palestre, un’officina, 2 biblioteche, 19 aule, un locale di culto e 3 mense. Ampliare ulteriormente la superficie vorrebbe dire, quindi, aumentare di conseguenza anche il personale, che poco più di un anno fa aveva lanciato l’ennesimo appello in merito alla situazione.

“Voghera - avevano scritto in una nota congiunta le sigle sindacali Uilpa Pp, Fns-Cisl e Sappe - sta diventando luogo di aggressioni e di eventi critici al pari di altri istituti con ben diverse tipologie detenuti. Alle aggressioni, contestazioni e disordini, si aggiungono le moltissime segnalazioni di introduzione e utilizzo di oggetti non consentiti, soprattutto cellulari, che rendono chiara l’idea di una sostanziale ingestibilità dell’Istituto che, evidentemente, espone ai più svariati rischi il personale di Polizia Penitenziaria (e non solo)”. Il direttore Davide Pisapia aveva minimizzato, ammettendo però che sarebbero serviti “10 o 15 agenti in più per poter svolgere il nostro lavoro in maniera più serena”: chissà che, con l’ampliamento, ciò non venga concesso. S. Sim.