di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 30 maggio 2019
Il Dap ha stanziato 1 milione di euro per la sua realizzazione ma il progetto è fermo a causa di burocrazia e permessi. È stata promossa anche una petizione on line. Un milione di euro per un teatro da 200 posti nel carcere di Volterra. I soldi ci sono già da un anno, ma del teatro neppure l'ombra. È il paradosso che lascia perplessi i detenuti e la Compagnia della Fortezza, che da trent'anni organizza attività teatrali all'interno del penitenziario in provincia di Pisa, dove molti reclusi (tra i 162 complessivi) non sono soltanto spettatori degli eventi teatrali, ma attori protagonisti.
I fondi sono stati stanziati un anno fa dal Dap, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, ma il progetto presentato dagli architetti si è inceppato. Il motivo? A spiegarlo è il garante dei detenuti della Toscana Franco Corleone: "Il progetto è bloccato a causa della burocrazia, del temporeggiamento delle istituzioni e dei dubbi di alcuni degli attori coinvolti, tra cui la sovrintendenza pisana che ha cambiato guida recentemente".
Sul carcere di Volterra ci sono alcuni vincoli architettonici vista la storicità del penitenziario, che sorge all'interno di un'antica fortezza. Ma il garante Corleone non ci sta e annuncia lo sciopero della fame: "Dentro quel carcere, in questi anni, è stato costruito di tutto, non capiamo perché non si possa realizzare un teatro, sono stati presentati tre progetti e almeno uno di questi deve essere realizzato perché il teatro costituisce una grande opportunità culturale e rieducativa sia per chi vive il carcere sia per chi sta fuori. Voglio dare 15 giorni di tempo alle istituzioni coinvolte (Provveditorato opere pubbliche, Sovrintendenza e Dap), dopodiché, se non arriveranno risposte concrete, comincerò il digiuno".
Secondo Corleone, almeno uno dei tre progetti - tutti presentati dall'architetto del Dap Ettore Barletta - ha caratteristiche tali da non impattare sull'architettura antica del luogo. Un progetto, quello del teatro in carcere a Volterra, nato circa trent'anni fa grazie ad Armando Punzo(Il regista e drammaturgo Armando Punzo, 59 anni, con, alle spalle, alcuni attori del nuovo spettacolo da lui scritto e diretto per la compagnia della Fortezza, "Beatitudo". Punzo è anche direttore artistico del teatro di San Pietro di Volterra nella foto, con alle spalle alcuni detenuti durante lo spettacolo "Beatitudo"), drammaturgo e regista, direttore del teatro di San Pietro a Volterra e noto soprattutto per le attività coi detenuti nel penitenziario della cittadina toscana attraverso la Compagnia della Fortezza, premiata recentemente da Buone Notizie.
"Il teatro e tutto il suo indotto - ha detto Punzo - hanno modificato un carcere che in passato era noto per la sua durezza. Ha attraversato lo spazio della pena, costruendo ponti con la società esterna e realizzando una metodologia di lavoro teatrale apprezzata a livello internazionale. A Genova, nel carcere di Marassi, è stata realizzata ex novo, in un cortile in disuso, una sala da 200 posti, "Il teatro dell'Arca". Perché a Volterra non si può?". Poi ha ricordato le difficoltà avute, in tutti questi anni, a lavorare "in locali di fortuna e inadeguati (una cella di tre metri per nove) e di spettacoli interni alla fortezza che si sono svolti teatralizzando cortili dell'aria e ambienti di servizio".
Per chiedere la realizzazione del teatro in carcere, è stata lanciata una petizione sulla piattaforma change.org, che ha già raggiunte circa 500 firme. "Occorre aver chiaro un fatto - è scritto nella petizione: nell'esperienza di alto valore artistico che è stata costruita a Volterra c'è un lavoro professionale che ha permesso a tanti detenuti di acquisire competenze tecniche e avere un'occupazione".










