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La Nazione, 8 gennaio 2023

Il progetto degli attivisti di Libera con gli studenti delle scuole superiori. Tanti i temi affrontati per parlare di giustizia e mafia. Gli attivisti del presidio Libera di Volterra hanno avuto, nelle ultime settimane del 2022, occasione di incontro con gli studenti delle scuole superiori. Alcuni professori avevano già affrontato, con le classi, il tema della legalità, assumendo come base la Costituzione.

Altri insegnanti invece hanno proposto a ragazzi il graphic novel “Nostra madre Renata Fonte”, la cui figlia, Sabrina Matrangola, ha regalato un centinaio di copie alla città di Volterra. Con le classi IV del liceo delle scienze umane si è partiti proprio dalla storia di Renata, uccisa per essersi opposta alla cementificazione, progettata con modalità mafiose, di Porto Selvaggio (ora parco naturale del Salento); da qui sono scaturiti approfondimenti su alcuni temi di ecomafia. Con i ragazzi di alcune classi seconde dell’istituto Niccolini, è stato affrontato a ruota libera il tema della mafia, sviluppando le idee ed i temi emersi in un “brainstorming” inziale.

I ragazzi, qui come al liceo, sono sembrati interessati ed hanno ascoltato in modo attivo. Alcuni hanno mostrato una buona competenza, acquisita attraverso letture e film. “Il progetto promosso dal presidio Libera di Volterra - dichiara Viola Luti, assessora all’istruzione - rappresenta un’occasione davvero importante di riflessione sulle tematiche di giustizia e di legalità e il coinvolgimento degli istituti scolastici costituisce un valore aggiunto”.

“La scuola è il luogo in cui vengono forniti gli strumenti per sviluppare la capacità critica e in cui il senso civico e l’impegno civile assumono un ruolo centrale per la formazione. Ringrazio - conclude Luti - Ilaria Oberti, referente di Libera, Antonella Rossetti, volontaria di Libera e responsabile del progetto e tutti i volontari che contribuiscono quotidianamente alla sensibilizzazione e alla promozione di valori fondamentali per ogni società democratica”. “Per noi - dichiarano i volontari del Presidio Peppino Impastato - è stata davvero una buona esperienza, che continueremo anche nel resto dell’anno scolastico, ed anche con altre scuole e classi”.