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di Niccolò Carratelli

La Stampa, 8 aprile 2025

Giovanni Zaccaro, giudice a Roma e segretario di AreaDg, secondo il ministro Nordio voi magistrati obbedite a “criteri di potere”. “Mi pare che ormai il Ministro si dedichi più alle esternazioni che a garantire il funzionamento dei servizi della Giustizia, come la Costituzione gli impone. Lancia accuse tanto infamanti quanto generiche. Se Nordio conosce persone ed episodi specifici, dovrebbe esercitare l’azione disciplinare come la legge gli impone. Se non li conosce, dovrebbe essere più sobrio nei giudizi nei confronti di un potere dello Stato”.

Per il sottosegretario Mantovano, invece, “deragliate”, da parte vostra c’è un “cronico sviamento della funzione giudiziaria”…

“Parlare di magistrati che deragliano offende tutti quelli che, a migliaia, sono chiamati a dare risposta di giustizia anche quando mancano i mezzi, che il governo deve assicurare. E anche quando il Parlamento è inadempiente su temi sensibili, basti pensare al fine vita. Mantovano è legato a una cultura giuridica superata da decenni. Certamente le norme penali devono essere decise dal Parlamento, ma lui sottovaluta la forza espansiva dei diritti fondamentali, tutelati e promossi dalle fonti sovranazionali, a prescindere dalle pulsioni contingenti delle maggioranze di turno”.

Si conferma, da parte dei due più autorevoli esponenti del governo in tema di Giustizia, un’aperta ostilità nei confronti dei magistrati, oltre a una certa allergia alla separazione dei poteri. Si ricorda periodi così complicati per chi fa il vostro lavoro?

“Io sono entrato in magistratura in piena epoca berlusconiana, ma in quei tempi l’obiettivo di certa politica era salvare persone e aziende da indagini. Nell’epoca del populismo, invece, chi vince le elezioni si sente legittimato a governare senza limiti e vede le Corti e i Parlamenti come ostacoli da ridimensionare. Da qui l’avversione verso la magistratura, chiamata a un ruolo di garanzia e controllo. E assurdo che chi cerca di tutelare i diritti è accusato di essere nemico dell’interesse nazionale”.

Nel mondo ideale del ministro della Giustizia, “avvocati, pm e giudici sono intercambiabili”: siamo già oltre la separazione delle carriere?

“Io penso che un periodo di comune esperienza di tutti i laureati nelle funzioni della giurisdizione (giudice, pubblico ministero, avvocato) servirebbe a tutti, soprattutto ora che le professioni legali sono in crisi. Ma la riforma di Nordio non mira a questo, anzi porta a una deleteria contrapposizione fra magistratura e avvocatura penale”.

La prossima settimana l’Anm incontrerà Nordio per parlare del decreto Sicurezza appena approvato dal governo: qual è l’aspetto più preoccupante?

“Il pacchetto sicurezza è il manifesto della politica della maggioranza in materia di giustizia: forti con i deboli e deboli con i forti. Mentre si depenalizzano i reati dei colletti bianchi, si promettono misure di favore agli evasori, si limitano le intercettazioni, si aumentano le pene verso i delinquenti di strada e si usa la minaccia della pena per combattere il dissenso”.