di Mario Di Vito
Il Manifesto, 10 ottobre 2025
Toga party Si apre il congresso di Area democratica per la giustizia, intervista al segretario. A Genova, tre giorni di incontri. Ci saranno anche Landini, Schlein, Conte e Vendola. Da oggi a domenica, al Teatro della Tosse di Genova, si tiene il quinto congresso nazionale di Area democratica per la giustizia. Dopo i saluti istituzionali della sindaca Silvia Salis e la relazione introduttiva del segretario Giovanni Zaccaro, Serena Bortone intervista il procuratore generale Enrico Zucca. A seguire, tavola rotonda a tema “I diritti negati” con il segretario della Cgil Maurizio Landini, la magistrata Gabriella Luccioli, Filomena Gallo dell’Associazione Coscioni, Rita Bernardini di Nessuno Tocchi Caino e il cappellano di Mediterranea Mattia Ferrari.
Più politica la giornata di domani: hanno annunciato la loro presenza il ministro della Giustizia Carlo Nordio, la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader del M5s Giuseppe Conte, Riccardo Magi di +Europa e Nichi Vendola di Sinistra italiana. Con loro anche i membri del Csm e vari rappresentanti delle associazioni di magistrati e di quelle forensi.
Zaccaro, il titolo del congresso è “La forza e il diritto - Il presidio della giurisdizione”. Perché?
Affrontiamo il tema del diritto e della forza. Il diritto, anzi, i diritti sin dalla antichità sono un argine alla forza del più forte, del più numeroso. È un tema attualissimo visto che la forza degli eserciti annichilisce i diritti umani e la forza del mercato selvaggio dimentica i diritti dei laboratori, il diritto ad un ambiente salubre. Non per nulla quelli che difendono i diritti, avvocati e magistrati, in tutto il mondo sono delegittimati.
Sullo sfondo però c’è anche la riforma della separazione delle carriere e del referendum costituzionale previsto per la prossima primavera…
Ovviamente si parlerà anche della riforma Nordio, della riforma della magistratura, che non serve a garantire processi più giusti o veloci. La separazione dei pm dai giudici rischia di portare a una situazione in cui a decidere chi, quando e come fare indagini e processi siano le maggioranze di turno. Cosa preoccupante, per i veri garantisti, visto che in tutto il mondo prevalgono logiche securitarie ed insieme di clemenza per i colletti bianchi.
Praticamente dice che spesso il garantismo che tanti professano è a corrente alternata...
Banalmente succederà che ci saranno processi solo per i delinquenti di strada e non per i corruttori e gli evasori.
Ma il fronte dei garantisti, almeno quelli più mainstream, sostiene che la separazione delle carriere sia la panacea di tutti i mali della giustizia...
La separazione delle carriere, siccome separa chi accusa da chi giudica, viene spacciata come una riforma garantista, ma i veri garantisti sanno che l’imparzialità del giudice e la tutela dell’imputato si devono avere nel processo penale. Non con norme che riguardano la carriera dei magistrati.
Ieri la Camera ha negato l’autorizzazione a procedere contro i ministri coinvolti nel caso Almasri. Cosa ne pensa?
La Camera ha esercitato una sua prerogativa negando il processo per i ministri. Sul merito non dico nulla perché ci sono indagati che non sono ministri ed io potrei occuparmene perché faccio il giudice penale a Roma.











