di Andrea Pasqualetto
Corriere del Veneto, 1 luglio 2024
Il governatore del Veneto dopo il caso di Shimpei Tominaga: “Ci vuole una legge speciale per fermare la violenza o rischiamo il Bronx. Un 17enne di oggi non è un 17enne di 50 anni fa, va trattato da adulto”. Tra il 2020 e il 2022 i reati commessi da minorenni sono cresciuti del 39%. L’imprenditore giapponese massacrato a Udine da tre ragazzi veneti; la baby gang di quindicenni che a Verona ha messo a segno rapine a mano armata; lo scontro fra bande di trapper padovane e milanesi. Ragazzi che uccidono, rubano, picchiano, spacciano.
Presidente Zaia, cosa sta succedendo a Nord Est?
“Innanzitutto non ne farei una questione territoriale. Basti pensare al delitto commesso a Pescara da due sedicenni la scorsa settimana. No, i social hanno accorciato le distanze e queste cose succedono dappertutto. Le do due dati: tra il 2010 e il 2022 i reati commessi da minorenni in Italia sono aumentati del 39% e nel 2022 gli arrestati del sono cresciuti del 25% sul 2021”.
Le cause?
“Alla base ci sono problemi di varia natura: familiari, educativi, di disagio, di rapporti e di rispetto. Premesso che la stragrande maggioranza dei giovani non è criminale ed è una foresta silenziosa che cresce, è intollerabile che la minoranza violenta spaventi i nostri quartieri. Udine è stato qualcosa di atroce. Le chiamano baby gang ma queste sono gang e basta. In genere si tratta di criminali in erba che nel tempo potrebbero diventare sempre più problematici. Insomma, è arrivato il momento di fare qualcosa, anche per tutelare i molti ragazzi che studiano, lavorano e rispettano le leggi”.
Cosa farebbe lei?
“Dovremmo essere tutti un po’ meno ipocriti e guardare in faccia la realtà. Un 17enne che stupra non può essere punito diversamente da un 18enne. I tempi sono cambiati, il minorenne di 50 anni fa non è il minorenne di oggi. Ha una conoscenza del mondo molto più ampia. E quindi anche la legge va cambiata”.
Una legge speciale?
“Sì, propongo di abbassare l’età della punibilità. Chi stupra, chi uccide, chi va in giro per le strade a picchiare cittadini inermi dev’essere trattato come un delinquente adulto. E penserei anche a un inasprimento delle pene”.
Gli adolescenti come gli adulti?
“Non è mancanza di rispetto per i giovani ma non può nemmeno passare l’idea dell’impunità. Interverrei anche sui social, che talvolta disumanizzano e creano fenomeni emulativi”.
Le pene ci sono anche per i minorenni
“Ma sono poco efficaci, troppe attenuanti”.
A quanto porterebbe l’età?
“Questo lo devono decidere gli esperti”.
È una proposta che va nel senso della repressione. Non è meglio prevenire?
“La prevenzione non può mancare, soprattutto per le situazioni di disagio familiare che vanno subito intercettate. Ma non può essere l’unica soluzione e soprattutto le famiglie non possono chiamarsi fuori dalle responsabilità. Non può essere sempre colpa delle istituzioni. C’è una parte di educazione indelegabile. Per non parlare della scuola”.
Cioè?
“Ci arrivano racconti di insegnanti eroici. Che devono fare i conti con padri capaci dire “tu con mio figlio non alzi la voce”. C’è chi è stato picchiato. Se io prendevo un brutto voto passavo dei brutti momenti a casa ma i miei non si sarebbero mai pensati di incolpare il docente. Questo è diventato invece un Paese nel quale se il figlio viene bocciato scatta il ricorso al Tar”.
I trapper, le gang. Come la vede l’ex pr di discoteca?
“Ho lavorato per 13 anni di notte nei locali. La devianza c’è sempre stata e devo dire che le teste calde di allora le ho riviste poi arrestate. Ma ora girano le bande e c’è l’ostentazione della violenza. Se non si corre ai ripari finiremo in un grande bronx”.









