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di David Allegranti

La Nazione, 17 giugno 2024

Il senatore azzurro: rischiamo di superare il tragico record del 2022. “Aumentare il numero di telefonate ai famigliari può aiutare”. “Sono dati agghiaccianti che meritano sicuramente una riflessione profonda”, dice Pierantonio Zanettin, senatore di Forza Italia e membro della Commissione Giustizia, commentando i dati sui suicidi fra i ristretti. Tra i pochi a occuparsi con continuità di carcere e diritti dei detenuti nel centrodestra, Zanettin - ex presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi - risponde al telefono dal treno, mentre sta rientrando a Roma dopo giorni di campagna elettorale per le Europee e le amministrative, e incalza il governo Meloni a “fare di più”.

Senatore Zanettin, sono quarantaquattro i suicidi fino a oggi nelle carceri italiane. Quattro nelle ultime 24 ore...

“E siamo solo al 16 (17 oggi per chi legge, ndr) giugno. Rischiamo di superare il record del 2022”.

È un’emergenza nazionale?

“Qualche soluzione va trovata subito, è inequivocabile. Ci si avvicina alla stagione estiva e gli episodi di autolesionismo e di tensione inevitabilmente aumenteranno. Credo che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, di cui conosciamo la sensibilità umanistica e liberale, dovrà individuare qualche soluzione ulteriore rispetto ad adesso”.

C’è una responsabilità del governo?

“Come detto, Nordio deve fare di più. I dati ci dicono che servono altre soluzioni”.

Ma il ddl Giachetti sulla liberazione anticipata non potrebbe essere utile?

“Non entro nello specifico di questa o quella proposta. Senz’altro aumentare il numero di ore per le telefonate ai famigliari a casa, come durante l’emergenza sanitaria, rientra fra le possibilità. Non è certamente la panacea di tutti i mali, ma è un provvedimento che si può realizzare in sede amministrativa, senza scomodare atti legislativi”.

Serve qualche segnale?

“Sì, dobbiamo dare segnali. Sono stati fatti investimenti sugli psicologi e questo può aver aiutato. Ma i dati di oggi sono allarmanti”.

E gli interventi di edilizia carceraria?

“Sono tempi lunghi. Servono ahimè mesi, anni. Oltretutto con l’applicazione del patto di stabilità non ci saranno grandissime risorse. E in ogni caso sono soluzioni mediamente lunghe. Qui servono soluzioni immediate”.

Questo centrodestra ha bisogno di qualche iniezione liberale sul fronte carcerario?

“Serve maggiore sensibilità sul tema. Ma è anche una questione di rapporti di forza interni. Per fortuna con le Europee abbiamo recuperato terreno, ma la strada è ancora lunga”.