today.it, 15 maggio 2025
“Non vedo motivi per modificare l’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario sulla scorta di un’onda emozionale”, dice Pierantonio Zanettin, capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia al Senato. Ha suscitato polemiche la storia di Emanuele De Maria, il detenuto che ha accoltellato un collega nell'hotel in cui lavorava e ucciso Chamila Wijesuriyauna per poi lanciarsi dalle terrazze del duomo di Milano. Qualcuno si è domandato se il sistema delle misure alternative al carcere vada ripensato visto che il delitto è maturato mentre De Maria era fuori dal carcere per un permesso lavorativo. E il dibattito si è spostato anche nelle aule parlamentari.
Come funzionano i permessi per i detenuti - A disciplinare il lavoro all'esterno del carcere per i detenuti è l'articolo 21 dell'ordinamento penitenziario. Lo scopo della norma è il reinserimento in società del detenuto: ogni caso però viene valutato tenendo conto della durata della pena già scontata e di quella residua. È infatti il magistrato di sorveglianza a decidere condizioni più stringenti per l'applicazione.
“Le misure alternative funzionano” - “Non vedo motivi per modificare l’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario sulla scorta di un’onda emozionale” spiega a Today.it Pierantonio Zanettin, capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia al Senato. “Il lavoro fuori dal carcere è il modo migliore per ottenere la rieducazione del condannato” - “L’esperienza di tanti anni dimostra che le misure alternative alla detenzione funzionano molto bene e consentono una gestione della popolazione penitenziaria più efficiente, attenuando o evitando inutili tensioni negli istituti di pena”, afferma a Today.it Zanettin.
Un incidente, “seppur grave come quello di Milano”, non deve “gettare alle ortiche consolidate esperienze positive”. Il senatore di Forza Italia ricorda come il governo abbia deciso di intervenire sul caso: “Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha già disposto accertamenti e capiremo meglio se ci sono state eventuali negligenze. Finora i giudizi sull’operato del De Maria da parte degli esperti che lo seguivano erano assai positivi”.
Nelle ultime ore i temi legati alla giustizia rimangono caldi non soltanto per il caso De Maria. Gli ultimi sviluppi dell'inchiesta sul delitto di Garlasco aprono nuovi scenari e c'è chi parla di errori giudiziari sull'intera vicenda. I carabinieri di Milano stanno nuovamente indagando sull'omicidio di Chiara Poggi, per il cui delitto è stato condannato in via definitiva a 16 anni l'allora fidanzato Alberto Stasi. “È assai difficile esprimersi su un caso così complicato e controverso. Ricordo peraltro che Stasi era stato assolto sia in primo che in secondo grado, sentenze che poi vennero annullate dalla Cassazione”, spiega a Today.it Zanettin. Il senatore di Forza Italia ritiene “del tutto legittimo che la procura continui a investigare, se sono emersi nuovi indizi”.











