di Anna Grazia Concilio
spazio50.org, 1 dicembre 2024
Michele Recupero racconta Crivop Italia Odv una storia di sostegno e assistenza per i detenuti e le loro famiglie. La vita dentro le sbarre è il suo pane quotidiano. Michele Recupero, classe 1967, ex guardia particolare giurata, presiede la Crivop Italia Odv e opera in 20 istituti penitenziari, raggiungendo Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Calabria, Sicilia, con un grande esercito di 185 volontari. Grazie anche a un protocollo di intesa con il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria rinnovato il 24 giugno 2024: “Era il 2006 - racconta - quando mi chiesero di occuparmi di Maurizio, un senzatetto che si rivelò essere un ex detenuto. Da quel momento, sempre più enti caritativi locali iniziarono a chiedermi di prendermi cura di altre persone in difficoltà. Mi occupavo di farli ricoverare in ospedale per disintossicarsi dall’alcool, inserirli in comunità terapeutiche, ottenere per loro documenti e una residenza temporanea, riunirli con le loro famiglie e, in alcuni casi, aiutarli a trovare un lavoro”.
di Augusto Minzolini
Il Giornale, 1 dicembre 2024
Il ministro fa tanti annunci ma le sue iniziative sono caute. In mezzo al guado troppi provvedimenti. Alla fine il ministro Nordio ha deciso di non presentare il provvedimento che prevedeva l’illecito disciplinare per magistrati che intervenissero pubblicamente su argomenti o casi e che poi non si astenessero dal giudicare su quel tema. Il Guardasigilli dopo tanti proclami, se per timore o prudenza non è dato sapere, ha preferito soprassedere. Eppure si tratta di un principio sacrosanto quello che suggerisce alle toghe il silenzio su questioni che in un modo o nell’altro riguardano la loro attività di giudice visto che un magistrato - a sentire una massima che solo a parole ci collega a Beccaria “non solo deve essere ma anche apparire imparziale”.
di Francesca Barra
L’Espresso, 1 dicembre 2024
Sopravvissuta all’avvelenamento che ha ucciso il marito, Monica Marchini ora racconta la sua storia. “Non ci saranno vincitori né vinti in questo processo, solo dolore”. È la frase che ha pronunciato Monica Marchioni, la mamma di Alessandro Leon Asoli condannato a trent’anni di reclusione per aver ucciso nel 2021 il patrigno Loreno Grimandi, 56 anni, e aver tentato di avvelenare anche lei, con pennette condite con il veleno. “Ci auguravamo l’ergastolo, alcuni per giustizia e io per il terrore che potesse uscire dal carcere troppo presto e tentare nuovamente di uccidermi. Mi auguro che lui possa davvero comprendere ciò che ha fatto; pentirsi profondamente e riuscire a rinascere in qualche modo”.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 1 dicembre 2024
Hanno sfidato il freddo le decine di persone che ieri mattina hanno risposto all’appello del Comune di Bologna e dell’Ordine degli avvocati bolognesi a scendere in piazza per denunciare “una vera e propria emergenza umanitaria nelle carceri che richiede una mobilitazione pubblica”. L’appuntamento era in piazza Lucio Dalla in Bolognina, Navile, il quartiere che ospita il carcere Rocco D’Amato. “Come Comune di Bologna abbiamo deciso che non fosse più sufficiente fare il lavoro istituzionale che lungo questi due anni abbiamo fatto, con visite nelle carceri che hanno constatato una situazione davvero insostenibile e per noi incostituzionale, ma servisse prendere parola pubblica, perché non ci fosse semplicemente una cinica contabilità dei morti in carcere” ha detto l’assessore al Welfare Luca Rizzo Nervo.
di Sara Sonnessa
bolognacronaca.it, 1 dicembre 2024
Tra i partecipanti alla manifestazione c’è anche l’attore bolognese Alessandro Bergonzoni. Con un colpo deciso, il Comune di Bologna si fa portavoce di una battaglia che ha sollevato indignazione nelle piazze italiane: una condizione di sovraffollamento insostenibile e di violazioni sistemiche dei diritti umani nelle carceri italiane. È il 27 novembre quando la città scende in piazza Lucio Dalla per mobilitarsi contro la situazione nelle prigioni, che da troppo tempo registra numeri drammatici: 84 suicidi dall’inizio dell’anno e una popolazione carceraria che supera di gran lunga la capienza regolamentare.
tp24.it, 1 dicembre 2024
Pino Apprendi, garante dei detenuti di Palermo. Cosa accade nelle carceri, in particolare in quelle siciliane? Nei giorni scorsi abbiamo raccontato della maxi operazione che ha coinvolto diversi agenti di polizia penitenziaria, accusati di sevizie, minacce e tortura. Il giorno successivo, da Palermo, è arrivata la foto di un agente pestato da alcuni detenuti violenti. La polizia penitenziaria, in quel caso, ha diffuso l’immagine dichiarando: “Anche noi subiamo violenza.” Ma davvero le carceri sono ridotte a questo?
di Giuseppe D’Onchia
ilgazzettinodigela.it, 1 dicembre 2024
Il suo ufficio raramente ha la porta chiusa. In casi estremi, solo socchiusa. Perché la stanza del direttore è la stanza di tutti, nel rispetto reciproco dei ruoli. E delle direttive. Aprirsi al confronto con il proprio gruppo di lavoro è quotidiano, sviscerane i problemi e cercarne le soluzioni, è l’obiettivo comune. Lei ascolta, chiede, incoraggia, dice “noi”, dà meriti. Gabriella Di Franco, dirigente penitenziario, è il direttore della Casa circondariale di Enna, intitolata a Luigi Bodenza, l’assistente capo del corpo della Polizia Penitenziaria, assassinato nel 1994 dalla mafia.
Il Resto del Carlino, 1 dicembre 2024
Presente anche il prefetto: “Un importante momento di ascolto e condivisione”. L’assessore Coletti: “Ogni anno finanziamo con 185mila euro progetti e attività”. Testimoniare attenzione alla comunità penitenziaria e garantire impegno per il miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti. Erano gli obiettivi della visita istituzionale all’Arginone che, nei giorni scorsi, ha visto protagonisti l’assessore alle Politiche socio-sanitarie Cristina Coletti, il prefetto Massimo Marchesiello, la nuova garante dei detenuti Manuela Macario, il dirigente penitenziario ad interim Stefano Di Lena, la comandante della polizia penitenziaria Annalisa Gadaleta e Annamaria Romano, funzionario giuridico-pedagogico che si occupa delle attività per i detenuti.
Vallo della Lucania. Ostie preparate in carcere dai detenuti, inaugurato il laboratorio Carlo Acutis
di Carmela Santi
Il Mattino, 1 dicembre 2024
“Confidate nella misericordia di Dio. Ognuno di noi è peccatore ma è speciale ed unico e quotidianamente è chiamato a seguire la strada della santità. Coraggio, pregate e seguite l’esempio di Carlo perché tutti abbiamo una speranza”. Così Antonia Salzano, la mamma del Beato Carlo Acutis nel videomessaggio ai detenuti del carcere di Vallo della Lucania, questa mattina, durante la cerimonia di presentazione del laboratorio di ostie “Pane Quotidiano Carlo Acutis” interno alla casa circondariale “Alfredo Paragano” di Vallo. Ed è stato intitolato al Beato Carlo Acutis, protettore dei millennial, che il 25 aprile 2025 durante il Giubileo sarà proclamato Santo da Papa Francesco, il laboratorio del carcere di Vallo della Lucania di produzione di ostie e particole destinate alla vendita per il culto.
di Giuliana Malaguti
Avvenire, 1 dicembre 2024
In redazione è arrivata la riflessione di una volontaria del Banco alimentare dopo la Colletta del 16 novembre scorso, che lei ha fatto nel carcere milanese di Opera. La pubblichiamo integralmente. Sabato 16 novembre, ore 8. In viale Ripamonti, a Milano, ci sono 3 gradi e una nebbia fittissima. Arrivo in anticipo al punto di incontro con Guido Boldrin, responsabile dei volontari di Incontro e Presenza nel carcere di Opera. Non lo incrocio da tanto, ma sono proprio felice di rivederlo. Iniziamo le pratiche per l’ingresso, ci vorrà un po’. Non c’è quell’atmosfera di festa gioiosa dei supermercati, pieni di pettorine svolazzanti arancioni, ma gli sguardi dei volontari brillano. Finiamo le procedure ed entriamo.










