di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 23 ottobre 2024
Forza Italia spinge tutto il centrodestra a sostenerlo. A breve in Commissione. Enrico Costa (Forza Italia) è l’infaticabile garantista che in Parlamento ha presentato più iniziative di legge di chiunque altro per arginare quello non pochi definiscono strapotere giudiziario. Adesso osa dove nessuno ha mai osato: dice addirittura che chi fa spendere milioni di euro per migliaia di errori giudiziari potrebbe esserne chiamato a risponderne. “Questo emendamento nasce da lontano, dal mio interesse sul tema delle ingiuste detenzioni”.
di Nicolò Delvecchio
Corriere della Sera, 23 ottobre 2024
Il 65enne era detenuto in carcere per l’omicidio della moglie 60enne, Maria Turturo, avvenuto il 6 ottobre scorso. La figlia, sui social, pubblica emotion di festa, ma precisa: “Non è un festeggiamento, è giustizia per mamma”. Lunedì aveva chiesto e ottenuto il permesso per visitare la tomba della moglie nel cimitero di Gravina, nel quale si era soffermato per un’oretta di pomeriggio, in orario di chiusura. Poche ore dopo, di notte, ha legato un’estremità del lenzuolo alle sbarre del letto e l’altra al suo collo, togliendosi la vita nella sua cella del carcere di Bari.
di Lorenzo Priviato
Il Resto del Carlino, 23 ottobre 2024
Psichiatra Ausl accusato di omicidio colposo per avere abbassato il rischio, le versioni dei colleghi. In caso di detenuti a rischio di suicidio, “dobbiamo dare un occhio in più”, spiega al giudice Michele Spina un agente penitenziario, mentre in aula in diversi sgranano gli occhi. Seconda udienza del processo che vede imputato di omicidio colposo un 66enne psichiatra Ausl della casa circondariale di Ravenna (difeso dagli avvocati Guido Maffuccini e Delia Fornaro), in relazione al suicidio di un giovane detenuto cui, secondo l’accusa, aveva abbassato il rischio da medio a lieve. Giuseppe Defilippo, 23anni segnati da un’infanzia difficile, abuso di sostanze e precedenti tentativi di farla finita, fu trovato impiccato in cella il 16 settembre 2019.
di Emanuele Floris
L’Unione Sarda, 23 ottobre 2024
Dietro i numeri la sofferenza dei detenuti. Tour per le carceri sarde di “Nessuno tocchi Caino”, l’organizzazione Transnazionale contro la pena di morte, ha toccato gli istituti del nord-Sardegna e di quanto visto si è parlato nel convegno promosso dall’Unione delle Camere Penali di Sassari. “Abbiamo notato - riferisce Rita Bernardini, presidente dell’Ong - un fenomeno che prima era estraneo nell’isola: il sovraffollamento”. Solo a Bancali i detenuti sono 524, di cui 349 quelli comuni, 24 le donne. “E nella casa circondariale - testimonia l’avvocata Maria Teresa Pintus - si trova anche una madre con una bambina molto piccola. Un fatto gravissimo”.
di Ilaria Carra e Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 23 ottobre 2024
“Qui non è Mare fuori, e la libertà spaventa più della prigione”. Siamo entrati nel carcere più sovraffollato d’Italia. Un detenuto su tre ha meno di trent’anni, la metà ha una dipendenza da alcol o droga. “Io voglio fare il muratore”. Mahmud ha vent’anni ed è di un paese vicino a Il Cairo. È arrivato in Italia dopo essere stato respinto quattro volte. Ha pagato il viaggio in barcone quindicimila euro. Da Lampedusa, un lungo pellegrinaggio: Napoli, Taranto, Milano. Ora è detenuto al primo braccio di San Vittore. Chiama l’agente penitenziaria “madre ispettrice”, sostiene di essere dentro solo per un “calcio” sferrato a un ucraino e “da otto mesi sono qui a fare niente. Ma io voglio fare il muratore, sono bravo!”.
di Roberto Maggio
La Stampa, 23 ottobre 2024
Saranno impiegati in interventi di cura del verde o lavori di manutenzione. Un passo importante verso il reinserimento in società dei detenuti del carcere di Vercelli è offerto dalla convenzione sottoscritta ieri tra Comune e Casa circondariale. Il protocollo, siglato dal sindaco Roberto Scheda e dal direttore del Billiemme Giovanni Rempiccia, permetterà a sei detenuti di svolgere lavori di pubblica utilità all’esterno del penitenziario, come ad esempio interventi di cura del verde o lavori di manutenzione. I candidati saranno selezionati dallo staff educativo interno del carcere, ed eventualmente il progetto sarà esteso anche ad altri. In contemporanea, altri detenuti saranno impiegati all’interno del tenimento agricolo del carcere cittadino, per la cura dei fiori e di altre specie da utilizzare poi nelle aree verdi pubbliche della città. In totale si partirà con una decina di detenuti coinvolti nelle diverse attività.
di Giuseppe Spatola
Brescia Oggi, 23 ottobre 2024
Delmastro risponde all’onorevole Girelli (Pd): “Pronti con il nuovo anno”. Ma l’intervento doveva partire già a ottobre. Nessuna notizia chiara nè una programmazione “precisa” dei futuri lavori per il carcere di Brescia. Questa la sintesi riportata dall’onorevole Gianantonio Girelli (Pd) che ieri mattina ha ascoltato nella seduta d’aula a Montecitorio la risposta del Sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, all’interrogazione nella quale si chiedevano informazioni sulla situazione di sovraffollamento, di mancanza di personale di entrambi le carceri bresciane e se non fosse “improrogabile la chiusura di Canton Mombello a fronte dell’ampliamento di Verziano”.
La Nuova Ferrara, 23 ottobre 2024
La presidente di Arcigay è stata scelta tramite procedura pubblica: cinque erano le proposte di candidatura pervenute. È Manuela Macario la nuova Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Ferrara individuata dal sindaco. L’iter che ha portato all’individuazione di Macario si è concluso questa mattina, con la firma del decreto di nomina. La nuova garante è stata scelta tramite procedura pubblica in cui erano pervenute cinque proposte di candidatura. L’investitura ufficiale è giunta dopo la presa in esame dei curricula. Macario è stata selezionata per la sua esperienza nell’ambito delle politiche sociali e del lavoro rivolta ad utenza vulnerabile e svantaggiata, percorso che l’ha vista realizzare progetti di reinserimento sociale e lavorativo, in collaborazione con i servizi sociosanitari e gli istituti penitenziari. La figura, che percepirà un’indennità annua di 4mila euro, dovrà operare con lo scopo di migliorare le condizioni di vita e di inserimento sociale delle persone private della libertà, attraverso la promozione di iniziative di sensibilizzazione pubblica sui temi dei diritti umani e tramite azioni orientate ad affermare il pieno esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile di tutti i soggetti.
La Nuova Ferrara, 23 ottobre 2024
La presidente di Arcigay è stata scelta tramite procedura pubblica: cinque erano le proposte di candidatura pervenute. È Manuela Macario la nuova Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Ferrara individuata dal sindaco. L’iter che ha portato all’individuazione di Macario si è concluso questa mattina, con la firma del decreto di nomina. La nuova garante è stata scelta tramite procedura pubblica in cui erano pervenute cinque proposte di candidatura. L’investitura ufficiale è giunta dopo la presa in esame dei curricula. Macario è stata selezionata per la sua esperienza nell’ambito delle politiche sociali e del lavoro rivolta ad utenza vulnerabile e svantaggiata, percorso che l’ha vista realizzare progetti di reinserimento sociale e lavorativo, in collaborazione con i servizi sociosanitari e gli istituti penitenziari. La figura, che percepirà un’indennità annua di 4mila euro, dovrà operare con lo scopo di migliorare le condizioni di vita e di inserimento sociale delle persone private della libertà, attraverso la promozione di iniziative di sensibilizzazione pubblica sui temi dei diritti umani e tramite azioni orientate ad affermare il pieno esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile di tutti i soggetti.
firenzedintorni.it, 23 ottobre 2024
A fronte dei primi risultati ottenuti la Regione Toscana, approvando una delibera ad hoc in Giunta, ha deciso di finanziare ancora e proseguire il progetto dell’Azienda ospedaliero universitaria di Careggi, sulla salute in carcere, pensato per il personale degli istituti penitenziari. L’iniziativa, si ricorda, nasce nel 2022 per migliorare la capacità degli istituti di promuovere e mantenere il benessere, fisico e psicologico, dei lavoratori che operano all’interno, con interventi di gruppo e altri mirati, con sedute e colloqui personali, a singoli casi di disagio individuale. Un lavoro che “punta ad abbattere anche pregiudizi e stereotipi malvissuti”.
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