di Angela Stella
L’Unità, 22 giugno 2024
“Si criminalizzano le lotte sociali e civili, il testo abolisce lo Stato di diritto”, tuonano in conferenza stampa Asgi, Antigone e Amnesty. Nelle carceri vietato protestare, e c’è anche la norma anti-zingari. Neanche Alfredo Rocco, ministro di Grazia e Giustizia di Mussolini, era arrivato a “pensare” norme come quelle contenute nel ddl sicurezza, varato dal governo Meloni, e attualmente all’esame del Parlamento. Il provvedimento è improntato ad una logica “repressiva, securitaria e disumanizzante”, si strumentalizzano le “paure delle persone” e si punta alla “criminalizzazione delle lotte sociali e civili” verso una “rottura dello Stato di diritto”.
di Giuseppe Spadaro*
Il Domani, 22 giugno 2024
Le segnalazioni di minori denunciati e/o arrestati per violenza sessuale, tra il 2022 ed il 2023, registrano un incremento dell’8,25% sul totale. Dall’approccio alla sessualità che manifestano in particolare i maschi minori d’età, emerge a volte la totale inconsapevolezza con la quale è considerato l’atto sessuale, del tutto estraneo alla sfera estremamente intima dell’individuo che viene nell’atto stesso coinvolta. Il Servizio Analisi Criminale, della Direzione Centrale della Polizia Criminale, ha pubblicato in aprile 2024 il Rapporto Criminalità minorile e gang giovanili che esamina le segnalazioni di minori della fascia d’età 14-17 anni, denunciati e/o arrestati sul territorio nazionale, estrapolate dalla Banca Dati delle Forze di Polizia, con riferimento al periodo 2010-2023.
di Lorenzo Grossi
Il Giornale, 22 giugno 2024
L’emendamento prevede, rispetto al ddl voluto da FdI, la quintuplicazione della reclusione e il raddoppio della multa: verrebbe punito anche il pubblico ufficiale che registra il nascituro. Contro la maternità surrogata è in arrivo una stretta ulteriore: la Lega ha infatti un emendamento al disegno di legge proposto da Fratelli d’Italia, che vieta la pratica anche se commessa all’estero e che è all’esame della commissione Giustizia del Senato. Il partito guidato da Matteo Salvini intenderebbe combattere la pratica dell’utero in affitto con la reclusione da 4 a 10 anni e una multa da 600 mila euro a 2 milioni, oltre a punire il pubblico ufficiale che registra i figli nati da quella pratica. Il gruppo leghista di Palazzo Madama ha depositato così due emendamenti - per entrambi il primo firmatario è il capogruppo Massimiliano Romeo - che ricalcano il testo del disegno di legge sullo stesso tema nel 2023 da parte del presidente dei senatori leghisti.
ansa.it, 22 giugno 2024
“Non parteciperò come relatore ai convegni di formazione”. Il magistrato Nicola Scalabrini, sostituto procuratore a Bologna e componente della giunta distrettuale dell’Anm, ha comunicato ai rappresentanti locali degli organi associativi degli avvocati (consiglio dell’ordine, fondazione forense e camere penali) che non parteciperà più come relatore a convegni di formazione organizzati dagli stessi avvocati, anche quelli dove la sua presenza era già programmata. Il suo è un gesto di rottura e dal valore anche simbolico, che arriva dopo una presa di posizione di alcuni consigli dell’ordine (Bologna, Brescia, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Venezia) in favore della riforma sulla separazione delle carriere in magistratura.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 22 giugno 2024
Riforma costituzionale della giustizia: ne parliamo con il deputato del Pd, ed ex guardasigilli, Andrea Orlando. “I magistrati sono cittadini come gli altri e devono poter far parte dei comitati che ritengono e l’Anm ha come funzione la tutela della magistratura. Quando ero Ministro, l’Anm ha anche aspramente criticato delle mie iniziative ma io non ho mai messo in discussione la titolarità dei magistrati a svolgere anche una contestazione politica”.
di Antonella Trentini*
Il Dubbio, 22 giugno 2024
Il Ministro Nordio sta lavorando incessantemente per riformare una delle più riformate e irriformabili realtà: la giustizia. Unaep segue con estrema attenzione questo lavoro, dato che da anni ritiene che la vera, reale, efficace riforma della giustizia troverà concretezza quando tutti coloro che devono attuarla si troveranno sullo stesso piano costituzionale.
di Maria Brucale*
L’Unità, 22 giugno 2024
Era il gennaio 2022. Giuseppe, detenuto nel carcere di Milano Opera, cade nella propria cella e viene ricoverato di urgenza in stato di incoscienza. L’esito è un “trauma cranico con ecchimosi periorbitale destra e contusione periorbitale sinistra e una frattura delle ossa nasali”. Non è la prima volta che succede. Giuseppe è affetto dal morbo di Parkinson, oltre a tante altre patologie che rendono la sua vita detentiva una costante sofferenza e comportano la necessità dell’affidamento completo alla pietà e al buon cuore del suo compagno di cella, Giovanni, che ne ha cura, lo lava, lo veste, si occupa di lui in tutte le necessità del quotidiano, anche nei bisogni fisiologici, come un infante.
di Luca Fiori
La Nuova Sardegna, 22 giugno 2024
Un detenuto si è dato fuoco nell’infermeria della Casa circondariale di Bancali nella sera del 21 giugno. In passato l’uomo si sarebbe già reso protagonista di eventi critici durante la detenzione. Lo rende noto il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, Sappe, che annuncia una manifestazione di protesta venerdì 28 giugno sotto gli uffici del Provveditorato penitenziario regionale di Cagliari. Secondo la denuncia del Sappe un uomo, di origine marocchina, si è cosparso il corpo di di alcool e si è dato fuoco a fine serata. Oltre a lui sono rimasti ustionati e contusi anche alcuni agenti di polizia penitenziaria intervenuti per salvare l’uomo, ora ricoverato nel centro ustionati dell’ospedale di Sassari.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 22 giugno 2024
Il 27 aprile 2022 avevano “brutalmente aggredito” un detenuto di 43 anni con problemi psichici: una nuova sentenza scuote il sistema penitenziario. L’ennesima sentenza ha scosso il sistema carcerario italiano, mettendo in luce la “tortura di Stato” avvenuta nel penitenziario di Bari. Nove agenti della polizia penitenziaria sono stati condannati per aver “brutalmente aggredito” un detenuto di 43 anni con problemi psichici, in una vicenda che solleva interrogativi inquietanti sulle condizioni all’interno delle carceri italiane.
di Marianna Gulli
milanotoday.it, 22 giugno 2024
I ricavati del disco saranno devoluti a Cooperativa Articolo 3 per permettere ai detenuti di continuare a fare musica. Un disco ideato e realizzato all’interno delle mura del carcere. Si chiama ‘Mezz’ora d’aria’ ed è stato registrato all’interno dell’istituto di reclusione di Bollate. Il progetto è nato dalla collaborazione tra Rude Records, casa discografica milanese con sede ad Assago, e Cooperativa Articolo 3 che dentro al carcere lavora da anni. L’idea è arrivata dopo una giornata organizzata dall’etichetta dentro l’istituto, un momento di volontariato che si è trasformanto in un’iniziativa durata circa un anno. I ragazzi di Rude Records hanno incontrato i detenuti di Bollate e hanno insegnato loro tutto quello che c’è dietro la creazione di un album musicale. A partire dall’allestimento di una sala di registrazione.
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