Migranti. Naufragio di Cutro, c’era già stata una richiesta di soccorso un giorno prima del disastro
di Giovanni Tizian e Nello Trocchia
Il Domani, 9 marzo 2023
Esistono una serie di dispacci dal Centro di coordinamento dei soccorsi marittimi della Guardia Costiera (Imrcc) con questo codice, Sar case 384, inviati alle “navi in navigazione nel mar Ionio”, perché quella è la zona da cui è arrivato un segnale di mayday da un natante in possibile “distress”. Dispacci che precedono di un giorno abbondante le segnalazioni ufficiali, a partire dalla quella di Frontex del 25 febbraio sera. Il primo firmato Guardia costiera è del 24 febbraio, ore 20.44: Sar case 384. Con il primo messaggio inviato il 24 alle 20.44 a tutte le navi in circolazione si descrive una barca in difficoltà nel mar Ionio, stessa area marittima in cui si trovava quella naufragata. Era la stessa? Nessun’altra barca è arrivata a riva.
di Massimo Nava
Corriere della Sera, 9 marzo 2023
Anniversari e ricorrenze rimandano al conflitto fra sovranità degli Stati e diritti dei popoli, che ha offerto negli ultimi vent’anni i più svariati pretesti per interventi armati. Decisamente, il mese di febbraio è stato un mese di anniversari importanti. Non solo quello, appena ricordato, dell’invasione russa dell’Ucraina, ma anche di quello di vent’anni fa, in cui maturò la decisione degli Usa di invadere l’Iraq. Storia e Memoria non si divertono con le coincidenze, ma le analisi dovrebbero tenerne conto.
di Manuela Galletta
La Stampa, 9 marzo 2023
Per i francesi si sarebbe tolta la vita, i parenti chiedono la verità. Gilda Ammendola, 32enne di Portici, è deceduta nel carcere di Fleyry-Mèrogis. Poco prima aveva fatto sapere ai famigliari di inviarle effetti personali. Una prima telefonata per chiedere l’invio di un pacco contenente abiti e pochi altri effetti personali, ché non c’era certezza sulla durata della reclusione in carcere. Poche ore dopo un’altra telefonata per comunicare la più drammatica delle notizie: di quel pacco non vi era più bisogno, chi avrebbe dovuto riceverlo si era tolto la vita.
Corriere del Ticino, 9 marzo 2023
Un uomo condannato nel Canton Zurigo a una misura di internamento ha messo fine alla sua vita con l’aiuto di Exit. Si tratta della prima persona in questo regime che ha fatto ricorso al suicidio assistito in Svizzera. La notizia, pubblicata dalla “WOZ - die Wochenzeitung”, è stata confermata all’agenzia Keystone-ATS dalla direzione di giustizia e degli interni zurighese.
di Giusy Baioni e Gianni Rosini
Il Fatto Quotidiano, 9 marzo 2023
La pena di morte è spesso richiesta e comminata nella Repubblica Democratica del Congo per casi legati alla sicurezza nazionale, ma non viene applicata da 20 anni e viene sistematicamente commutata in ergastolo. Sugli imputati pendono le accuse, a vario titolo, di omicidio, associazione a delinquere e detenzione illegale di armi e munizioni da guerra, con quest’ultima accusa che giustifica il ricorso al tribunale militare.
di Leonardo Martinelli
La Repubblica, 9 marzo 2023
Sono l’ultimo capro espiatorio della crisi economica, per il leader di Tunisi Kais Saied, che ha usato contro di loro anche una teoria complottista dell’estrema destra europea. I ragazzi e le ragazze della Guinea, della Costa d’Avorio e della Sierra Leone raccontano come si vive nel nuovo clima d’odio.
di Elena Molinari
Avvenire, 9 marzo 2023
Dopo le inchieste dei media la Casa Bianca costretta a promettere più controlli, ma le esigenze elettorali sembrano prevalere sulla garanzia di politiche più umane. Il dipartimento al Lavoro Usa farà più controlli e la Casa Bianca vigilerà sul rispetto della legge che protegge i minori. Joe Biden è corso ai ripari, dopo che un’inchiesta del New York Times ha raccontato le storie di un centinaio di bambini impiegati in lavori pericolosi, estenuanti e illegali. Ma l’ombra dello scandalo persiste sul presidente democratico, eletto sulla promessa di rendere l’immigrazione negli Usa più umana e di proteggere i più vulnerabili.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 9 marzo 2023
Fino al 16 settembre 2022, Pegah Moshir, 31 anni, ammette di non aver mai parlato pubblicamente del “lato oscuro” dell’Iran. Non si azzardava a scrivere sui social del dittatore Khamenei, né della condizione delle donne. “Non lo facevo per paura che mi avrebbero negato di tornare a Teheran”, racconta l’attivista diventata famosa sul palco di Sanremo accanto a Drusilla Foer, oggi ospite nell’inchiesta “Donne che cambiano il mondo. Tra diplomazia e attivismo”, che apre la prima giornata di Obiettivo 5 alla Sapienza di Roma. Poi, il 16 settembre, Mahsa Amini viene uccisa dalle Guardie della rivoluzione e Pegah inizia a parlare.
Ristretti Orizzonti, 8 marzo 2023
Quest’anno riprenderemo la Giornata nazionale di Studi in presenza, il 19 maggio, dalle 9:00 alle 17:00. Vi preghiamo di segnarvi la data, metteremo al più presto online il programma e il modulo per l’iscrizione, il titolo della Giornata è: “La tenerezza e la Giustizia”. “La tenerezza è un modo inaspettato di fare Giustizia” (Papa Francesco)
di Andrea Carli
Il Sole 24 Ore, 8 marzo 2023
È quanto emerge dal primo rapporto di Antigone sulla detenzione femminile. Al 31 gennaio 2023 erano 17 i bambini di età inferiore a un anno che vivevano in carcere con le loro madri detenute. L’affollamento delle sezioni femminili è del 115%, contro il 113,7% degli uomini. Le donne, con il piccolo peso numerico che arrecano al sistema penitenziario, non sono responsabili del sovraffollamento carcerario ma lo subiscono più degli uomini, quando non soffrono al contrario di isolamento. È quanto emerge dal primo rapporto di Antigone sulla detenzione femminile, pubblicato l’8 marzo, il giorno della festa della donna.
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