immediato.net, 3 aprile 2025
Il 4 aprile nella Sala Fedora del Teatro Giordano confronto tra magistrati, garanti e avvocati. Sarà firmato un protocollo. È di qualche giorno fa la notizia dell’ennesimo suicidio avvenuto nelle Carceri italiane. Stavolta, e non è la prima, è avvenuto nella Casa Circondariale di Foggia. Detta struttura, stando agli ultimi dati, risulta essere l’istituto tra quelli con il più alto tasso di sovraffollamento in Italia. È in tale preoccupante contesto che la Sezione Aiga di Foggia, unitamente ad Aiga Nazionale, all’Osservatorio Nazionale Aiga sulle Carceri ed al Coordinamento Aiga Puglia, ha deciso di organizzare, proprio a Foggia, un incontro per mettere a fuoco la situazione delle carceri pugliesi, con l’obiettivo da un lato di fornire una fotografia dell’attuale stato dell’arte e dall’altro di individuare le direzioni da intraprendere, concretamente, per migliorare le condizioni di vita dei detenuti e di tutti coloro che operano all’interno delle strutture penitenziarie.
baritoday.it, 3 aprile 2025
Il giorno 4 aprile 2025 alle ore 15.00 presso l’Università “Bona Sforza’’ di Bari in viale Japigia 188, si terrà il convegno dal titolo “La Giustizia Riparativa come strumento giuridico e culturale: Applicazioni e prospettive” organizzato dal Centro Sperimentale Di Mediazione per la Giustizia Riparativa, progetto dell’Assessorato al Welfare del Comune di Bari in co-progettazione con la Cooperativa C.R.I.S.I. Il convegno verterà sui temi della filosofia e della pratica della mediazione e della Giustizia Riparativa, analizzando attraverso l’interconnessione disciplinare con il diritto, la cittadinanza, l’etica e la sociologia, la sua forza di strumento di crescita culturale.
di Titti Casiello
gamberorosso.it, 3 aprile 2025
Storia di Sofia, che ha trovato riscatto in carcere. “Sentivo il profumo del caffè, mi ha affascinato”. L’ex detenuta, oggi in regime di semilibertà, che in carcere ha imparato a lavorare i chicchi. “Ogni tanto nella mia cella arrivava un bell’odore di caffè. Mi riportava a un attimo di serenità, per me che ero abituata a sentire solo l’odore del ferro”. È così che Sofia (nome di fantasia), oggi in regime di semilibertà, ha saputo che nella casa circondariale femminile di Pozzuoli, dove era detenuta, c’era una torrefazione. “Non capivo da dove veniva, poi un giorno l’educatrice mi disse che erano Imma e Paola che avevano portato una torrefazione in carcere e chiesi di fare un colloquio con loro”.
di Sara D’Ascenzo
Corriere del Veneto, 3 aprile 2025
“Stava cercando di recuperare umanità. Ha aiutato una famiglia con problemi”. Il video inedito nel carcere di Padova e il progetto di una serie televisiva: “Era un uomo anziano di salute cagionevole che stava venendo a contatto veramente con sé stesso e non reggeva a questo impatto”. Un uomo cammina lentissimo vicino a due tavoli rovesciati. Indossa una camicia bianca nella quale sembra perdersi. I pochi capelli grigi rimasti incorniciano un viso provato. Lo sguardo è fisso nel vuoto. A un certo punto si accascia e cade. Quell’uomo è Donato Bilancia, il serial killer dei treni, giocatore di casinò, assassino di prostitute e di rivali al gioco, e prima ancora ladro di auto, di pistole e perfino, futilmente, di panettoni. E questa foto è un fermo immagine di un video, mai visto prima, che documenta l’attività del laboratorio di “Teatro e carcere” al quale Bilancia partecipò nel 2017, diretto dalla regista Cinzia Zanellato, responsabile del laboratorio dal 2004.
di Erica Manna
L’Espresso, 3 aprile 2025
Il traffico di persone cresce e usa sempre di più social e web per adescare vittime. Che sfrutta per lavoro o sesso. Un nuovo progetto tra cinque Paesi europei lo combatte e forma gli operatori. Usman dice di avere 24 anni. Quando entra nella sala d’aspetto dell’ambulatorio, in un vicolo del centro storico di Genova, è accompagnato da un adulto. La dottoressa gli chiede di seguirla nello studio, da solo, per poterlo visitare: Usman dice di sentirsi debole, ha la febbre. Quando lo ausculta, la dottoressa vede una serie di lividi sulla schiena, ma lui non ne vuole parlare. Dietro ai suoi silenzi c’è una storia di tratta e di abusi. Usman, in realtà, ha 17 anni. È fuggito dalla Siria con l’aiuto di un amico del padre, che a sua volta lo ha affidato ad altri conoscenti fino all’arrivo in Italia. Usman non ha documenti e a Genova è stato affidato a Iqbal, un uomo che lo costringe a lavorare 12 ore al giorno e abusa di lui. Ma per arrivare a questa verità bisogna riuscire a porre le domande giuste: perché un approccio troppo diretto o una frase lapidaria possono chiudere ogni spiraglio.
di Leonardo Fiorentini*
L’Unità, 3 aprile 2025
Secondo lo studio realizzato per Canapa Sativa Italia sarebbe questo l’impatto della criminalizzazione delle infiorescenze di canapa industriale, con la perdita di oltre 22mila posti di lavoro. Un regalo ai produttori stranieri e al mercato illegale. Il Ddl sicurezza arriverà in aula al Senato martedì 15 aprile con un testo che, vista la mancata copertura di alcune norme, sarà necessariamente diverso da quello approvato a settembre scorso dalla Camera. L’esame è stato contingentato nei tempi, così il voto pare già possibile il giorno successivo. Il ritorno a Montecitorio è però certo: una porticina aperta anche per altre possibili modifiche del testo, ormai feticcio della destra al Governo. All’interno della maggioranza sembra si siano aperti spiragli per minimi emendamenti necessari a evitare le perplessità del Quirinale. In particolare, ci dovrebbero essere modifiche almeno sul carcere per le donne incinte, le schede sim per i migranti irregolari e la resistenza passiva assimilata alla rivolta carceraria. Quali saranno le compensazioni promesse a Salvini in cambio delle modifiche in aula, lo vedremo presto. Forse a partire dallo scudo penale per le forze dell’ordine.
di Giovanni Fiandaca*
Ristretti Orizzonti, 2 aprile 2025
È un dato di esperienza che i diritti riconosciuti sulla carta ai detenuti non sempre, all’interno delle carceri, vengono di fatto garantiti. Accade non di rado che, nel bilanciamento tra rispetto di diritti costituzionalmente rilevanti ed esigenze di ordine e sicurezza, siano queste ultime ad esercitare un peso prevalente in base a valutazioni contingenti dell’amministrazione penitenziaria ai vari livelli. Solo che entità come ordine e sicurezza, a causa della loro genericità e vaghezza, somigliano a formule magiche e contenitori pigliatutto utilizzabili per dare parvenza di legittimità anche a decisioni e disposizioni restrittive in realtà prive di giustificazione e, dunque, arbitrariamente limitatrici degli spazi di libertà che il nostro ordinamento giuridico consente anche alle persone in esecuzione di pena.
di Giovanni Maria Flick*
Ristretti Orizzonti, 2 aprile 2025
Il riconoscimento del diritto all’informazione - nel quadro delle convenzioni e dichiarazioni internazionali e del contesto costituzionale - è affermato dalla nostra Costituzione sotto un duplice profilo: il significato attivo (il diritto di informazione e la libertà di espressione anche nel sistema dei media) e passivo (il diritto a essere informato, a ricevere e a cercare l’informazione).
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 2 aprile 2025
Spulciando nel bando che scadrà il prossimo 10 aprile si scopre che la soluzione del governo per rispondere agli oltre 11 mila detenuti in più presenti negli istituti penitenziari italiani sono strutture prefabbricate destinate a ospitarne solo il 3,5%. De Fazio (Uilpa) ad HuffPost: “Così il ministro dimostra di non credere né alla riduzione dei detenuti né alla costruzione di nuove carceri”. Qualche agente penitenziario di grande esperienza il sospetto lo aveva avuto da subito. Quando aveva visto, a fine febbraio, il video che ritraeva il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ammirare estasiato il progetto che avrebbe portato all’installazione di container prefabbricati nel cortile del carcere di San Vito al Tagliamento, per ampliare la struttura, e definirlo “un modello da sogno”, in chat con alcuni colleghi aveva insinuato: “Ma non è che vogliono fare come con l’Albania?”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 2 aprile 2025
Le opposizioni contro i blocchi detentivi previsti nel nuovo piano di edilizia penitenziaria. Il nuovo piano-sperpero di edilizia penitenziaria da 32 milioni di euro per la realizzazione di appena 384 nuovi posti detentivi - nelle carceri sovraffollate come ai tempi della condanna Cedu - arriva al suo primo giro di boa. E scalda gli animi, con la protesta delle opposizioni e la difesa ad oltranza del sottosegretario Delmastro. Mentre il Dap naviga a vista, in attesa da oltre tre mesi di un nuovo capo la cui nomina è ostacolata ormai solo dalle imposizioni dell’esponente biellese di Fratelli d’Italia, numero due di via Arenula, che considera il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria feudo personale.
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