di Massimo Nava
Corriere della Sera, 18 maggio 2025
Le differenze tra democrazie e regimi autoritari tendano a ridursi nello scontro perdente fra media tradizionali e social network, armati di fake news e propaganda. Le differenze fra dittature e democrazie sono ovvie. La prima è che i regimi autoritari reprimono la libertà di stampa, la porta dei valori democratici. Non è invece ovvio esplorare come le differenze tendano a ridursi nello scontro perdente fra media tradizionali e social network, armati di fake news e propaganda. La massima cartesiana, penso dunque sono, andrebbe riscritta: “Chatto, ergo sum”. L’uso distorto dell’Intelligenza Artificiale diventa l’arma letale, essendo uno strumento che può agire al posto dell’uomo.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 18 maggio 2025
L’8 e il 9 giugno gli elettori e le elettrici saranno chiamati a decidere sull’abrogazione di una parte della legge sulla cittadinanza. I promotori chiedono di ridurre il requisito della residenza da 10 a 5 anni. Allargherebbe la possibilità di fare richiesta a 2,5 milioni di persone. Tra i cinque referendum abrogativi indetti l’8 e il 9 giugno uno dei quesiti si occupa di cittadinanza. Di fronte a una legge che ha più di trent’anni e che per esperti e attivisti è “nata vecchia”, il comitato promotore chiede di abrogare una parte della norma del 1992 e ridurre il requisito della residenza in Italia da 10 a 5 anni. “Volete voi abrogare l’articolo 9, comma 1, lettera b), limitatamente alle parole “adottato da cittadino italiano” e “successivamente alla adozione” e lettera f) della legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza?”“, recita il quesito depositato il 4 settembre 2024 in Cassazione.
di Marta Di Donfrancesco
L’Espresso, 18 maggio 2025
Tra i potenziali beneficiari anche 284mila minori. Ma 700 mila stranieri restano a rischio esclusione perché troppo poveri e la pratica ha un costo: “È discriminazione indiretta basata sul censo”. Con la vittoria del “sì” al referendum sulla cittadinanza, 1 milione e 420 mila persone non comunitarie potrebbero diventare cittadini e cittadine italiani. A dirlo è un report del Centro studi e ricerche Idos (Immigrazione dossier statistico), secondo le cui stime la riforma dovrebbe interessare oltre uno straniero ogni 4 regolarmente residenti in Italia. Nello specifico, 1 milione e 136 mila adulti, tutti titolari di un permesso di soggiorno di lunga durata, e 284 mila minori, dei quali 229 mila soggiornanti di lunga durata e 55 mila che, pur non avendo maturato in proprio il requisito minimo previsto dalla riforma, diventerebbero italiani per automatica trasmissione della cittadinanza da parte dei genitori che si saranno naturalizzati grazie alla modifica referendaria.
di Mauro Ravarino
Il Manifesto, 18 maggio 2025
La protesta è scoppiata venerdì, un gruppo ha cercato di raggiungere il tetto della struttura. Un uomo è precipitato rompendosi una gamba. Le due ambulanze giunte sul posto sono state bloccate prima di poter intervenire. Quel reticolo di gabbie in mezzo ai palazzi del quartiere Pozzo Strada non ha più senso di esistere e mai l’ha avuto. Inaugurato nel 1999 e riaperto a fine marzo, dopo una chiusura di due anni, il Cpr di Torino ha una storia accidentata, che parla di sofferenza, proteste e violenze. Due i decessi accertati: Moussa Balde e Faisal Hossein.
di Luca Celada
Il Manifesto, 18 maggio 2025
I massimi giudici bloccano (per ora) l’uso di una legge del 1798 contro il nemico invasore per deportare i latinos illegali. L’ex capo del Fbi prelevato dai servizi segreti per un interrogatorio: “Un suo post mi minacciò di morte”. Trump torna dal viaggio nel Golfo e si scatena in casa. “Ho riportato a casa centinaia di miliardi” ha affermato soddisfatto Donald Trump nell’intervista rilasciata a Brett Baier di Fox News al suo rientro, ma il buon umore derivato dal tuffo nel Golfo dei petrodollari non è durato. Dopo l’adulazione e il cerimoniale degli sceicchi a Washington, il presidente ha trovato un’altra aria e una scorsa alle notizie (compreso un primo voto negativo in commissione per la sua finanziaria) deve averlo messo di umore pessimo.
di Estefano Tamburrini
Il Fatto Quotidiano, 18 maggio 2025
L’apertura è frutto di un lungo percorso di mediazione e si inserisce nella cornice ben più ampia e delicata che riguarda i negoziati tra Usa, El Salvador e Venezuela. Fonti di Caracas affermano che Alberto Trentini riceverà, al più presto, una visita consolare da parte dei rappresentanti della Farnesina in Venezuela. Sarà quindi la prima volta in cui diplomatici italiani potranno incontrare di persona il cooperante 45enne di Lido Venezia da sei mesi trattenuto nel Paese sudamericano. Ma le tempistiche della visita non sono chiare: “Accadrà presto”, dicono sempre dalla capitale venezuelana. La richiesta ufficiale di una visita consolare risale allo scorso 16 gennaio, secondo quanto annunciato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani all’Ansa. E in precedenza qualche tentativo è stato compiuto dall’ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni Umberto De Vito, senza esito positivo.
di Federica Romeo
ilmetropolitano.it, 18 maggio 2025
Con l’obiettivo primario di neutralizzare i narcotrafficanti più pericolosi e ospitare prigionieri radicalizzati, il governo francese ha annunciato la sua intenzione di realizzare, entro il 2028, un carcere di massima sicurezza. La struttura, che conterà 60 posti e sarà caratterizzata da un regime detentivo estremamente rigoroso, sorgerà in Guyana francese, nel dipartimento sudamericano d’oltremare immerso nella giungla amazzonica. Il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin, ha dichiarato: “Istituiremo in Guyana francese il terzo carcere di massima sicurezza: 60 posti, un regime carcerario estremamente rigido e un unico obiettivo: mettere al sicuro i narcotrafficanti più pericolosi”.
ilpost.it, 17 maggio 2025
Cioè la storica rivista del carcere di Padova, per via di una circolare che danneggia molti detenuti con argomenti discutibili. Da qualche settimana nella redazione di Ristretti Orizzonti, storica rivista del carcere di Padova scritta da persone detenute, lavorano otto detenuti in meno, su una quarantina in totale. Sono quelli provenienti dall’Alta Sicurezza, la sezione del carcere riservata a persone condannate per alcuni tipi di reati associativi in cui si è normalmente sottoposti a una sorveglianza più stretta: non lavorano più in redazione per via di una recente circolare sulla gestione di questa categoria di detenuti diffusa dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (DAP), l’ufficio del ministero della Giustizia che si occupa di carceri.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 17 maggio 2025
Forte richiamo del capo dello Stato: “La pena si ispiri al senso di umanità prescritto dalla Costituzione”. La vita penitenziaria deve assicurare sempre “il pieno rispetto dei diritti dei detenuti, in particolare di quelli più vulnerabili, nell’adempimento dei principi della Costituzione, ispirandosi al senso di umanità che essa prescrive”. Lo ha ricordato ieri presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio inviato alla coordinatrice nazionale dei magistrati di sorveglianza, la giudice Monica Amirante, in occasione del convegno per il cinquantesimo dell’Ordinamento penitenziario.
di Carmelo Palma
linkiesta.it, 17 maggio 2025
Il presidente del Senato apre alla proposta di Roberto Giachetti sulla liberazione anticipata, mentre il Parlamento si appresta a convertire in legge il decreto sicurezza, che aumenterà ulteriormente la popolazione detenuta. Il centro-destra è messo così male, coi suoi gorgheggiatori del comparaggio garantista che non alzano mai lo sguardo sullo spettacolo delle tragedie e delle galere altrui, che è toccato al più fascista della compagnia, il presidente del Senato Ignazio La Russa, mettersi una mano sulla coscienza e ammettere che non è più il caso di gloriarsi della Caienna e dell’oblio della Costituzione e che bisogna fare qualcosa per rimediare al sovraffollamento (una media del 133,5 per cento con punte del 219,2 per cento) e all’epidemia suicidaria nei penitenziari severamente sorvegliati dal camerata Andrea Delmastro Delle Vedove (al 6 maggio, venticinque vittime contro le ventisette dell’anno scorso alla stessa data, ma con ventuno decessi per cause ancora da accertare, contro i tre del 2024).
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