di Barbara Ganz e Valentina Saini
Il Sole 24 Ore, 10 febbraio 2025
In regione gli ospiti degli istituti sono 2.600: di questi 491 lavorano alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria mentre 270 per imprese o coop. La collaborazione fra amministrazione penitenziaria, Unioncamere e Regione crea opportunità di crescita e reinserimento sociale. Non solo le imprese più grandi e strutturate: anche realtà di dimensioni minori, perfino familiari, possono trovare nella collaborazione con le carceri del territorio una opportunità di crescita, non solo in senso economico. L’assessore regionale veneto allo Sviluppo economico, Roberto Marcato, la definisce “una sfida di civiltà”.
di Barbara Ganz e Valentina Saini
Il Sole 24 Ore, 10 febbraio 2025
Nelle carceri venete si lavora in una molteplicità di settori. Dalla gastronomia e pasticceria all’assemblaggio nell’ambito di occhialeria, minuterie metalliche e plastiche, carta, componenti meccaniche ed elettriche, imballaggi; legatoria e cartotecnica artigianali; dalle cuciture e assemblaggio componenti di valigie al contact center per prenotazioni di attività sanitaria; dall’assemblaggio, verniciatura e regolazione di chitarre e bassi elettrici alle fattorie sociali. È una molteplicità di settori quella che ha trovato posto nelle carceri. “Attività di lavoro stanno nascendo in Italia un po’ ovunque: il modello Veneto resta un esempio per intensità e qualità”. Angela Venezia è direttrice dell’Ufficio III - Detenuti e trattamento del Provveditorato regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.
di Sara Tirrito
Il Fatto Quotidiano, 10 febbraio 2025
Vietato inviare ai detenuti anche indumenti di pile, farina e lievito. “In un carcere come il Pagliarelli, in cui non c’è l’impianto di riscaldamento, proibire coperte e pile significa limitare l’unica possibilità di scaldarsi”, spiega il Garante dei diritti dei detenuti del comune di Palermo, Pino Apprendi. Antigone: “Così limitano i pochi momenti di ‘normalità’ in grado di attenuare quel senso di distacco dal mondo esterno”. Nelle carceri siciliane, sovraffollate, spesso fatiscenti e senza riscaldamento, da metà gennaio è vietato ricevere alcuni viveri (come la farina) e indumenti (come i tessuti in pile) per effetto di una normativa nazionale. Fuori dall’Ucciardone di Palermo, sabato 8 febbraio, associazioni e familiari dei detenuti hanno indetto un sit-in per chiedere che le nuove regole siano riviste. In alcuni istituti - come al Pagliarelli, sempre nel capoluogo siciliano - ci sono state proteste pacifiche, con pentole battute sulle grate, rinunce a vitto e sopravvitto (il cibo che si può acquistare dentro i penitenziari).
ottopagine.it, 10 febbraio 2025
Decesso nel carcere di Bellizzi Irpino: saranno le cartelle cliniche e le relazioni mediche a stabilire perché il 36enne C.P. detenuto nella Sezione comuni del carcere Antimo Graziano è deceduto dopo aver perso i sensi all’interno della sua cella. Autopsia e cartelle cliniche che dovranno far luce sul decesso del 36enne e far comprendere se ci sono responsabilità mediche. Perché a distanza di 48 ore dal decesso del giovane napoletano, stroncato da un arresto cardiocircolatorio, l’ipotesi più probabile resta quella collegata alla patologia di cui il trentaseienne era affetto, una grave forma di diabete mellito. La Procura di Avellino avrebbe già acquisito tutto il carteggio medico e le relazioni redatte dal personale in servizio nel pomeriggio di venerdì, quando il trentaseienne ha avuto il malore fatale. Sul corpo del trentaseienne non c’erano segni di violenza. Nelle prossime ore il pm che coordina la prima fase di accertamenti, il sostituto procuratore Cecilia Annecchini, conferirà l’incarico per l’esame medico legale sulla salma del giovane.
di Giovanni Sgobba
difesapopolo.it, 10 febbraio 2025
Venerdì 24 gennaio, è stato inaugurato un nuovo reparto con 50 posti letto (che possono salire a cento) utile anche per allentare la pressione del sistema penitenziario non solo locale. Dignità delle persone detenute Bagno privato, fornelli a induzione, pulsante per le chiamate d’emergenza sono alcuni accorgimenti introdotti. È stata inaugurata anche la nuova infermeria che permetterà la presa in carico diretta. Un tasso di sovraffollamento nazionale superiore al 132 per cento. Basterebbe questo numero per fotografare l’urgenza della situazione delle carceri italiane.
di Francesco Panasci
ilmoderatore.it, 10 febbraio 2025
Sabato 8 febbraio 2025, il Comitato “Esistono i Diritti” ha organizzato un sit-in davanti alla casa di reclusione dell’Ucciardone di Palermo per denunciare le condizioni disumane in cui vivono i detenuti. Un tema che da anni è al centro della battaglia del comitato e del suo presidente, Gaetano D’Amico, che ha ribadito l’urgenza di un intervento istituzionale per fermare la deriva del sistema carcerario italiano. L’iniziativa ha visto la partecipazione di diverse figure del mondo politico e dell’associazionismo, tra cui Gaspare Nuccio, Pino Apprendi, Giorgio Bisagna, Valentina Chinnici, Alberto Mangano, Eleonora Gazziano, Floriana D’Amico e Marco Traina. Presenti anche il garante dei detenuti della città di Palermo, Pino Apprendi, e il presidente di Antigone, Giorgio Bisagna, che hanno portato il loro contributo in difesa dei diritti fondamentali dei detenuti.
veronasera.it, 10 febbraio 2025
La scorsa settimana si è svolto il sopralluogo organizzato dalla Camera Penale di Verona, al quale ha partecipato anche la consigliera comunale Patrizia Bisinella. Mercoledì 5 febbraio la Camera Penale di Verona ha organizzato un sopralluogo al carcere di Montorio per monitorare la situazione e le criticità che ormai si protraggono da qualche anno. Presente su invito anche la capogruppo della Lista Fare con Tosi a Palazzo Barbieri Patrizia Bisinella, da sempre vicina ai temi della vivibilità delle carceri italiane, in particolare di quello veronese, e supporter dei progetti di formazione e rieducazione. Miglioramenti in alcune parti della struttura, sovraffollamento e assenza di progetti di lavoro, clima sempre pesante per la Polizia penitenziaria, sono stati i temi della visita.
di Marco Decandia
corrieredisiena.it, 10 febbraio 2025
Il cardinale Lojudice nel frattempo annuncia il Giubileo dei detenuti per dicembre 2025. Una delegazione di Forza Italia si è recata in visita all’interno della Casa circondariale di Santo Spirito a Siena. Erano presenti il coordinatore provinciale Alessandro Pallassini, la responsabile giustizia del coordinamento provinciale Lucia Marraudino e il capogruppo in Consiglio provinciale Paolo Salvini. C’è stato un confronto con il nuovo direttore Graziano Puija, (“persona di grande esperienza”, come è stato definito dagli esponenti azzurri) sullo stato dei luoghi, sul numero di detenuti e sull’organico della polizia penitenziaria. “Si è trattato - è il commento a fine incontro - di un proficuo dialogo nel quale è stata evidenziata la centralità della persona e la necessità di un rapporto collaborativo e costruttivo tra istituzioni rimarcando, come Forza Italia della provincia di Siena, la completa disponibilità ad un costante confronto e supporto su un tema così sensibile come quello relativo al sistema carcerario”.
di Redazione “Visto da dentro”
Il Tempo, 10 febbraio 2025
Accordo siglato dal Garante dei diritti delle persone recluse del Lazio e l’Istituto professionale alberghiero “Amerigo Vespucci”. Formazione e reinserimento delle persone recluse trovano una concreta applicazione con l’accordo siglato tra la struttura amministrativa di supporto al Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio e l’Istituto professionale per i servizi dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera “Amerigo Vespucci” di Roma. Sottoscritto un protocollo d’intesa incentrato sull’organizzazione di eventi istituzionali, come servizi di accoglienza, coffee break e catering, gestiti da studenti e studentesse detenuti in fase di formazione. Il protocollo ha una durata di due anni e prevede un contributo da parte della Struttura di supporto al Garante di 20mila euro per il rimborso delle spese sostenute dal “Vespucci”, in occasione degli eventi istituzionali del Garante.
forlitoday.it, 10 febbraio 2025
Sabato scorso l’istituto tecnico Saffi-Alberti di Forlì ha ospitato un incontro nell’ambito delle ore di educazione civica con don Domenico Cambareri e i ragazzi delle classi quarte e quinte per raccontare l’Istituto per i Minori “Pietro Siciliani” di Bologna. Don Domenico è cappellano dell’Istituto penale minorile di Bologna ed è autore di un toccante libro dal titolo “Ti sogno fuori” dove, attraverso lettere scritte ad un ragazzo detenuto, cerca di trasmettere la sua passione per i giovani che vivono il dramma dell’errore e spesso del giudizio e dell’abbandono: “Non sono qui per spaventare, la paura non educa, ma per educare all’amore che solo può salvare” così ha iniziato il sacerdote il suo intervento.
- Potenza. “In-Out. Libertà Aumentata”, detenuti e nuove tecnologie
- Padova. “Maschere e volti dietro le barre”. Mostra al Museo Internazionale della Maschera
- Foggia. Incontro con Lucia Annibali, dalla violenza subita all’impegno sociale
- “Carcere ai ribell3”: la detenzione come strumento di repressione del dissenso
- Un migrante vale un diplomatico: gli stranieri e la sanità negata










