di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 18 gennaio 2025
Centinaia di persone a Roma e in altre città. Non si ferma la mobilitazione per il diritto al dissenso. Piazza Sant’Andrea della Valle è il dente di asfalto che si incunea verso corso Rinascimento, dove affaccia Palazzo Madama. È qui che si ritrovano in centinaia, con tanto di fiaccole e cartelli, per protestare contro il Ddl sicurezza. L’idea l’ha lanciata Amnesty International e raccolta dalla rete “A Pieno Regime”, organizzazione di scopo, composita e plurale che dopo la grande manifestazione dello scorso 14 dicembre continua a mobilitarsi per fermare il disegno di legge che ormai anche diversi organismi internazionali (Ocse, Consiglio d’Europa e Nazioni unite) considerano al di là delle normali garanzie offerte dai sistemi liberaldemocratici.
di Alice Dominese
Il Domani, 18 gennaio 2025
“I poliziotti chiedono semplicemente delle garanzie di lavoro operative serene, oltre una fruibile e adeguata tutela legale, al pari di quelle che stanno chiedendo i medici nei pronto soccorso e i professori aggrediti in classe” dice il segretario Siap. Il ministero dell’Interno ha di recente fatto circolare dei dati che rilevano un aumento sostanziale delle manifestazioni e dei feriti tra gli agenti di polizia in Italia. Nel 2024 sarebbero state organizzate 12.302 manifestazioni (una media di circa 34 al giorno, in crescita di quasi il 10 per cento rispetto al 2023), con 273 poliziotti feriti.
di Marco Iasevoli
Avvenire, 18 gennaio 2025
Previste mobilitazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica che culmineranno con le due giornate dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Non è escluso lo sciopero. Via tutti quando parla il rappresentante del ministro Carlo Nordio. Oppure con cartelli in mano a difesa della Costituzione. O magari presentarsi compatti in toga. Al Comitato direttivo centrale dell’Anm di questa mattina sono in discussione le possibili modalità di protesta dei magistrati contro la riforma costituzionale che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pm in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, venerdì prossimo in Cassazione e il giorno dopo nelle Corti d’appello.
di Giulia Merlo
Il Domani, 18 gennaio 2025
L’Anm medita manifestazioni in vista dell’apertura dell’anno giudiziario. La modifica costituzionale non produrrà effetti concreti sulle persone. Barbara Berlusconi: “È un primo passo ma ha un grande significato”. La strada è ancora lunga perché la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri possa entrare in vigore, ma il primo via libera della Camera ha già enfatizzato l’effetto di contrapposizione tra governo e magistratura in corso da mesi. Da un lato il centrodestra ha esultato, con Forza Italia che ha dedicato il sì al defunto Silvio Berlusconi (la figlia Barbara, al Tg1, ha detto che “è solo un primo passo, ma ha un grande significato simbolico.
di Errico Novi
Il Dubbio, 18 gennaio 2025
Carriere separate, oggi le toghe definiscono il piano: possibili proteste-choc per drammatizzare la riforma. Si dovrebbe partire da Berlusconi. O dalla sua iperbole: le toghe rosse. Che non erano così a sinistra neppure all’epoca in cui il Cav se le trovò tutte contro. Però è vero che giovedì, dopo il sì della Camera al ddl Nordio, è stata la “rossa” Md a chiamare alle armi. La corrente guidata da Stefano Musolino prefigura uno scenario da democrazia sotto assedio: “Alle inaugurazioni dell’anno giudiziario nelle Corti d’appello, i magistrati, con toga indosso e copia della Costituzione alla mano, abbandonino l’aula, in forma composta, nel momento in cui il rappresentante del ministro prenderà la parola”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 18 gennaio 2025
Nei Paesi che dividono i giudici, il Governo controlla sempre l’esercizio dell’azione penale. Separazione delle carriere e garantismo hanno tra loro lo stesso rapporto che c’è tra due rette parallele nella geometria euclidea: non si incontrano mai. Basta guardare come funzionano i sistemi giudiziari che separano la figura del magistrato requirente da quella del magistrato giudicante per accorgersene. Al di là degli squilli del governo e dei suoi propagandisti - che definiscono la riforma come luminoso esempio di rispetto delle garanzie processuali e un po’ litigano sul copyright: Forza Italia dice che questo era “il sogno di Berlusconi”, Nordio sostiene di parlare del tema nientemeno che dal 1997 -, il risultato più ovvio della svolta che si vorrebbe dare alla giurisdizione italiana consisterà nella trasformazione del pm in un agente di polizia con la laurea in legge in tasca e la toga addosso, perché il suo unico compito sarà quello di individuare, perseguitare e reprimere i cattivi soggetti.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 gennaio 2025
Approvato in prima lettura il ddl sulla separazione delle carriere. Ne parliamo con Stefano Musolino, Segretario di Magistratura Democratica. La maggioranza parlamentare ha esultato dicendo: “Si realizza il sogno di Silvio Berlusconi”. Lei che ha pensato? Che si realizza il sogno di un uomo ricco e potente che percepiva l’autonomia della magistratura come un intralcio alle sue attività e il rispetto delle regole come un impaccio all’espansione dei suoi interessi. Un sogno molto distante da quello dei comuni cittadini i cui diritti sono tutelati solo dal rispetto delle regole e da una magistratura autonoma e indipendente.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 18 gennaio 2025
La senatrice della Lega soddisfatta per il lavoro fatto in questi mesi: “La riforma era necessaria. Indipendenza e terzietà dei giudici sono le cose che stanno più a cuore a chi finisce a processo”. La senatrice Giulia Bongiorno, avvocato famoso e responsabile Giustizia della Lega, è stata una delle protagoniste silenti della riforma costituzionale sulla separazione delle carriere. Ci aveva provato già nel 2022, quando convinse Matteo Salvini a promuovere un pacchetto di referendum in tema, tra cui uno che chiedeva appunto la separazione delle carriere. Ora finalmente è soddisfatta perché ha partecipato a tutti i vertici di maggioranza, contribuito a scrivere i testi, discusso fin sulle virgole, e ha temuto lo scorrere della legislatura. Perciò dice: “Questa riforma garantisce parità effettiva tra accusa e difesa nel processo penale. E il tema è più concreto di quanto si creda”.
di Cataldo Intrieri
Il Domani, 18 gennaio 2025
È bene specificare che non di vera cesura delle carriere si tratta, in quanto il pm resta nell’indipendente e autonomo ordinamento giudiziario con tutte le garanzie previste e con un suo proprio Consiglio superiore che lo tutelerà. Chi si strappa i capelli lamentando un presunto controllo del governo sulle procure mente o non ha capito nulla (percentuali simili). La Camera ha approvato con ampia maggioranza una legge che solo fino a qualche anno fa sembrava una pura utopia per ogni garantista: la separazione delle carriere.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 18 gennaio 2025
L’estrazione a sorte al Csm, ideata per contrastare il correntismo, viene prevista dalla riforma Nordio non solo per i membri togati, ma anche per quelli laici. Così il Parlamento perde una delle sue funzioni fondamentali. “Non c’è obbligo di parallelismo. Da una parte si può fare il sorteggio e dall’altra no”, dice il costituzionalista Guzzetta. E’ veramente singolare la capacità della classe politica di autoindebolire sempre i propri poteri al cospetto della magistratura. Questa tendenza tafazzista si manifesta persino nella riforma della separazione delle carriere, approvata in prima battuta alla Camera. Si era partiti con l’idea di introdurre il sorteggio come metodo di elezione dei componenti togati del Csm (che diventeranno due, uno per i giudici, uno per i pm) a fronte delle note degenerazioni correntizie. Si è finiti con introdurre il sorteggio non solo per i togati, ma pure per i membri laici di espressione parlamentare. “Una scelta assolutamente non obbligata sul piano della legittimità costituzionale”, spiega al Foglio il costituzionalista Giovanni Guzzetta.
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