di Pietro Minervini
Panorama, 16 gennaio 2025
L’elevato numero di suicidi che negli ultimi anni stanno avvenendo nei penitenziari italiani è un aspetto da non sottovalutare, soprattutto in un Paese civile come il nostro. “L’alto numero di suicidi è indice di condizioni inammissibili. Abbiamo il dovere di osservare la Costituzione, che indica norme imprescindibili sulla detenzione in carcere”. Questo è quanto ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno andato in onda il 31 dicembre 2024. A dirla tutta queste parole pronunciate dal garante della carta costituzionale appaiono, alla luce dei dati relativi ai suicidi nei penitenziari italiani, come frasi fatte e prive di applicazione in senso pratico. Basti pensare che dal primo gennaio ad oggi già 8 detenuti si sono tolti la vita. Ma questo numero è tristemente destinato a crescere.
di Amedeo Lomonaco
vaticannews.va, 16 gennaio 2025
La celebrazione dell’Anno Santo è un tempo per leggere la giustizia alla luce del Vangelo e in occasione dei Giubilei numerosi sono stati gli appelli dei Pontefici ai governanti di tutto il mondo per la liberazione dei prigionieri o la riduzione delle pene. Il Giubileo è una occasione per ottenere l’indulgenza che, come si legge nel Codice di Diritto Canonico, consiste nella “remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa”. Il termine indulgenza ha la stessa radice di un’altra parola collegata all’Anno Santo. Si tratta del termine indulto, dal latino indultum, che indica una concessione o un privilegio accordato, per grazia o per benevolenza, da parte di un’autorità superiore. Nel diritto penale con questo vocabolo si definisce un provvedimento di clemenza che porta all’estinzione della pena inflitta al condannato. Indulgenza e indulto liberano l’uomo dalle catene, dalle conseguenze del peccato o di una colpa, per concedergli una ripartenza, un’occasione di riscatto e di vita nuova.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 16 gennaio 2025
Il Guardasigilli cerca la sintesi tra Lega e Fratelli d’Italia, da un lato, e Forza Italia, dall’altro: azzurri contrari all’impunità per gli agenti. Non intende mollare di un centimetro la Lega di Matteo Salvini sul ddl Sicurezza, con il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari che spinge perché il provvedimento “sia approvato così com’è” e “il più rapidamente possibile”. E per non lasciare la questione in mano al Carroccio, ecco che Fratelli d’Italia ha lanciato una petizione per dire “basta alle aggressioni contro le forze dell’ordine” e più in generale per tutelarle di fronte alla possibilità di finire sotto indagine.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 16 gennaio 2025
Il pacchetto tornerà alla Camera in terza lettura con le correzioni del Colle. Fd’I gioca su due sponde con una petizione per le divise. Elly Schlein: “La legge è uguale per tutti e tanto più lo deve essere per chi ha il potere di farla rispettare”. “Scudo penale” per le forze dell’ordine? Il governo si tira indietro e lascia la palla “al parlamento sovrano”, almeno secondo quanto assicurato ieri dai ministri Nordio e Piantedosi cui si deve, insieme a Crosetto, la prima stesura del ddl Sicurezza attualmente in esame al Senato. Ma nel frattempo i Fratelli di Giorgia Meloni lavorano in competizione con l’agguerrita Lega per aggiudicarsi il primato di partito più vicino a polizia e carabinieri, arrivando addirittura ieri a lanciare una raccolta firme “a sostegno degli uomini e delle donne in divisa” per giustificare alcune delle norme del pacchetto Sicurezza più criticate e maggiormente a rischio di incostituzionalità, come indicato dal presidente della Repubblica. A Mattarella il governo ha promesso di correggere cinque punti, anche se la Lega sta facendo di tutto per evitare un nuovo passaggio alla Camera in terza lettura.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 16 gennaio 2025
Il docente della Statale di Milano sulla recente proposta di scudo per gli agenti di polizia. “Non esiste un problema di tutele ridotte per le forze dell’ordine”, afferma. Gian Luigi Gatta è professore ordinario di Diritto penale all’università Statale di Milano. Ci aiuta a fare chiarezza sull’ipotesi di “scudo penale” per gli agenti di polizia prefigurata dal Governo.
di Davide Varì
Il Dubbio, 16 gennaio 2025
Approvati ieri dalla Camera tutti gli 8 articoli del ddl costituzionale sulla separazione delle carriere. Oggi si voteranno gli ordini del giorno e poi dichiarazioni di voto finale. L’approvazione definitiva del testo tra stasera e domani. Dunque il Governo e la maggioranza hanno accelerato e bocciando tutti gli emendamenti delle opposizioni sono quasi arrivati al primo importante traguardo. La giornata si era aperta con la protesta delle opposizioni che reclamavano la presenza del Ministro Nordio vista la discussione su un provvedimento così importante. “Il fatto che il ministro non sia in Aula non è solo un dispiacere per noi, ma è anche una brutta figura per il Parlamento”, ha affermato la responsabile Giustizia dem, Debora Serracchiani.
di Kaspar Hauser
Il Manifesto, 16 gennaio 2025
Forza Italia bloccata per il veto ai suo candidati parlamentati. Tajani prova a tenere i nomi coperti per impedire la controffensiva delle correnti forziste. Con solo undici componenti, è a rischio la camera di consiglio del 20 sui referendum. Il Parlamento in seduta comune (per eleggere quattro giudici costituzionali) si riunirà giovedì 23 gennaio dopo il nulla di fatto di martedì scorso. Fallisce dunque il tentativo di eleggere i giudici in tempo per consentire loro di prendere parte alla camera di consiglio della Corte del 20 gennaio, nella quale si deciderà sull’ammissibilità dei referendum sull’autonomia differenziata, sul jobs act e sulla legge sulla cittadinanza. Un fallimento non del Parlamento - rimasto esautorato dalle trattative per la scelta dei quattro giudici - bensì del centrodestra, e in particolare di Fi.
di Fulvio Fiano
Corriere della Sera, 16 gennaio 2025
Il procuratore capo di Napoli: “Sul darkweb arriveranno le ami della guerra in Ucraina”. Di fronte alle nuove sfide per il contrasto alla criminalità (il dark web, le truffe informatiche, i criptotelefoni), le riforme della giustizia portate avanti in questi anni non sono che una “pietosa bugia” all’Europa che le ha finanziate. Il capo della Procura di Napoli, Nicola Gratteri, parla per due ore in commissione antimafia e, come nel suo stile, non usa giri di parole.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 16 gennaio 2025
Le Sezioni unite, sentenza n. 935 depositata ieri, hanno accolto il ricorso del Ministero dell’Interno favorevole al trasferimento di un cittadino Pakistano in Austria dopo il diniego dell’asilo. Uno Stato membro non può negare il trasferimento di un extracomunitario presso lo Stato membro competente che ha negato la protezione internazionale a meno di comprovate carenze nella procedura e nelle condizioni di accoglienza. Le Sezioni unite, sentenza n. 935 depositata oggi, accogliendo il ricorso del ministero dell’Interno, affermano un principio di diritto alla luce della sentenza della Corte Ue del 30/11/2023 ponendo dei limiti ben precisi nella valutazione del rischio di violazione del principio di “non refoulement” da parte del giudice nazionale.
di Bartolo Conratter
Il Riformista, 16 gennaio 2025
Il sistema di tutele integrate non è un ostacolo: garantisce il pieno rispetto del diritto eurounitario. Mentre siamo in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia (CGUE) sul concetto di “Paese sicuro” e sulla sua operatività - e nel frattempo che, come si spera, calino i picchi glicemici post natalizi - può forse essere utile chiarire i meccanismi che regolano i rapporti tra la CGUE e il giudice ordinario italiano. Perché questo è il tema. Del resto, è anche un segno dei tempi: non bastano più, per orientarsi nella quotidianità, poche nozioni sedimentate, localizzate, indigene. La globalità ci porta costantemente in una dimensione di indagine, almeno europea.
- Saluzzo (Cn). Detenuto muore in carcere, la famiglia denuncia presunto caso di malasanità
- Sulmona (Aq). La Garante dà lo stop al nuovo padiglione: “Prima risolvere i problemi strutturali”
- Monza. Roberto Rampi è il nuovo Garante dei diritti dei detenuti
- Busto Arsizio. I detenuti e il laboratorio di abiti in carcere, sognando di diventare sarti
- Napoli. Riscatto e reinserimento per i detenuti, nasce l’Associazione “Terra Dorea”










