di Nello Trocchia
Il Domani, 10 gennaio 2025
A Modena, nel carcere Sant’Anna, i detenuti si uccidono inalando gas. Per quei morti non c’è alcun responsabile, le indagini condotte dalla procura locale sono finite con una richiesta di archiviazione poi accolta dal giudice del tribunale, il caso però è approdato in Europa alla corte di giustizia, dove c’è aperto ancora un fascicolo. “Tutte le mattine vengo al cimitero, non ci riesco a rassegnarmi: lui era la cosa più bella che mi era rimasta. Urlo, urlo di rabbia perché non si può perdere un figlio mentre è nelle mani dello stato”. Mentre la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa, presentava la solita ricetta fallimentare per affrontare l’emergenza carceri, negli istituti di pena italiani altri reclusi si toglievano la vita. “Negli ultimi giorni si sono uccisi altri due detenuti come mio figlio, perché in quel carcere si muore sempre così? Chi sono i responsabili, per la storia di mio figlio aspetto ancora giustizia”.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 10 gennaio 2025
L’assessora Alessandra Camporota dopo i suicidi in cella con il gas “Il Comune intende mantenere alta l’attenzione con iniziative concrete”. Più personale di Polizia Penitenziaria, incremento delle figure educative di sostegno e maggiore ricorso a misure alternative alla detenzione. Sono le misure per migliorare la situazione carceraria sollecitate dall’assessora a Sicurezza e Inclusione del Comune di Modena Alessandra Camporota nella lettera inviata al Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, in cui esprime “forte preoccupazione” per l’attuale situazione.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 10 gennaio 2025
Nella Casa circondariale di Napoli, record di suicidi; solo il 15% dei detenuti ha accesso a rieducazione. Il nodo dei vincoli storici per la ristrutturazione dei padiglioni. Ad un certo punto, le urla da dentro diventano più forti del trambusto dell’ora di punta nel centro storico di Napoli. Il direttore manda a controllare, ma l’ispettore ha già la risposta: “È il reparto Salerno...”. Come ad indicare una certa consuetudine di tensione. E in fondo, se il carcere di Poggioreale macina record di sovraffollamento (130% come altri) e suicidi (4 nel 2024, l’ultimo a togliersi la vita aveva 28 anni), all’interno ci sono padiglioni dove l’allerta è sempre a livello di guardia.
Corriere di Viterbo, 10 gennaio 2025
Tra meno di un mese il perito nominato ieri dal gip varcherà le porte del carcere di Mammagialla per eseguire una perizia psichiatrica sul 23enne bulgaro Iliyanov Krasimir Tsvetkov, che il 19 dicembre 2023 uccise a mani nude il compagno di cella, il 49enne siciliano Alessandro Salvaggio. All’accertamento specialistico è condizionato il rito alternativo abbreviato sollecitato e ottenuto dalla difesa dell’omicida, che strozzò il 49enne siciliano, residente a Barrafranca, in provincia di Enna, che nel penitenziario sulla Teverina stava scontando una condanna a poco più di due anni per evasione. Sullo sfondo della lite sfociata nel drammatico delitto un presunto debito di denaro quantificato in pochi euro.
siracusanews.it, 10 gennaio 2025
I detenuti non si sono limitati solo a battere le scodelle contro le celle, “sono stati danneggiati tavolini e sgabelli” e in una sezione è stata scardinata una porta. Protesta dei detenuti reclusi nel carcere di Cavadonna, a Siracusa, dopo che la direzione della struttura ha recepito la circolare del Provveditore regionale, risalente al novembre scorso, che impone delle restrizioni per l’ingresso o la vendita di determinati generi alimentari e capi di abbigliamento. Il garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Siracusa, Giovanni Villari, ha spiegato che i detenuti non si sono limitati solo a battere le scodelle contro le celle, infatti “sono stati danneggiati tavolini e sgabelli”, inoltre, in una sezione è stata scardinata una porta, a testimonianza di quanto la situazione sia incandescente.
Il Giorno, 10 gennaio 2025
Il progetto sarà presentato mercoledì mattina e coinvolge il carcere di Busto Arsizio e l’azienda Grassi Spa. Il gruppo selezionato in futuro potrà gestire alcune commesse della società di abbigliamento tecnico. Avviato un corso di formazione per 15 detenuti del carcere di Busto Arsizio per l’avvio del laboratorio dell’impresa tessile Grassi Spa. Formazione e lavoro costituiscono il principale strumento per restituire dignità e offrire opportunità di riscatto alle persone detenute. È sulla base di questo profondo convincimento che ha preso il via il progetto di reinserimento lavorativo voluto dalla convenzione sottoscritta dalla direzione della casa circondariale e l’azienda tessile Grassi Spa società benefit.
ansa.it, 10 gennaio 2025
Al via il corso di formazione di volontariato penitenziario, organizzato dalla pastorale carceraria dell’arcidiocesi di Napoli, diretta da don Franco Esposito, insieme all’associazione onlus Liberi di Volare e alla Caritas diocesana di Napoli. Gli incontri avranno inizio a partire dal 25 gennaio. “Il corso è gratuito e mira a far acquisire - spiegano i promotori - gli elementi basilari della normativa carceraria, l’iter dell’esecuzione penale, l’organizzazione penitenziaria, gli aspetti fondamentali di tutela al detenuto nel suo percorso di rieducazione e riparazione. Ogni argomento sarà trattato sia da un punto di vista tecnico e teorico, sia da un punto di vista esperienziale, grazie alle testimonianze di persone direttamente coinvolte nelle relazioni di aiuto nelle carceri”.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 10 gennaio 2025
Sosteneva centinaia di progetti per far fronte a una situazione giovanile drammatica: suicidi in aumento, abbandono scolastico tra i peggiori in Europa, povertà assoluta in crescita costante. Ma la Manovra ha tagliato il Fondo contro la povertà educativa, alimentato dalle Fondazioni bancarie in cambio di un credito d’imposta. Appello di Uisp, Arci e Arci Ragazzi Arci per ripristinarlo. “Chiediamo con forza al Governo di fare un passo indietro, di rifinanziare il Fondo per il contrasto alla povertà educativa, di ripensare a una politica di welfare che sostenga i territori nel costruire presìdi di sostegno, ascolto, accoglienza e relazione per una generazione che non smette mai di essere dimenticata dalla politica”.
di Luca Liverani
Avvenire, 10 gennaio 2025
All’Università Lateranense l’associazionismo cattolico lancia l’iniziativa “Cambiare la rotta. Trasformare il debito in speranza”. Tra le richieste la creazione di un sistema Onu per gestire le crisi. L’associazionismo cattolico - e non solo - si mobilita sulle parole del Papa che ha intitolato il messaggio per la 58ª Giornata Mondiale della Pace del 1º gennaio “Rimetti a noi i nostri debiti: concedici la tua pace”. E all’inizio del Giubileo della speranza lancia la campagna “Cambiare la rotta. Trasformare il debito in speranza”, collegata alla campagna globale Turn debt into hope, promossa da Caritas Internationalis. Occasione per rilanciare il messaggio del Papa e mobilitarsi è l’incontro, organizzato all’Università Lateranense, dall’Istituto di Diritto Internazionale della Pace Giuseppe Toniolo con Azione Cattolica, Pontificia Università Lateranense, Forum Internazionale di Azione Cattolica e Caritas Italiana. Ad aprire l’incontro il priofessor Giulio Alfano, delegato del Ciclo di studi in Scienze della pace e Cooperazione internazionale dell’Università Lateranense.
di Francesca Luci
Il Manifesto, 10 gennaio 2025
Continua la repressione della dissidenza nella Repubblica islamica. Pena capitale ad Azizi confermata dalla Corte suprema mentre Cecilia Sala veniva liberata. La cella, la piccola finestrina in alto, il raggio di luce, l’insonnia, l’auto-rimprovero e quel martellio del pensiero, diventeranno un ricordo nella memoria di Cecilia Sala. Il carcere di Evin rimarrà là, imponente, con i suoi abitanti, con le loro storie e dolori, con centinaia di intellettuali, scrittori, giornalisti, artisti e attivisti colpevoli delle loro idee, col grigio del carcere che tenta di sbiadirne i colori. Per loro il dramma si consuma anche dopo la liberazione: rinunciare o rischiare di tornarci. Chi abbandona il paese salva la voce ma porta con sé la ferita del taglio delle radici, che non si rimarginano mai.
- Stati Uniti. Il caso dei detenuti-pompieri mandati a spegnere i roghi per un dollaro l’ora
- Giappone. Il sistema penale sotto accusa
- “I reati calano ma non i reclusi. Costituzione e senso di umanità si sono persi”
- Erri De Luca: “I suicidi in carcere? Omicidi in luogo pubblico”
- L’altro fronte dell’emergenza: dietro le sbarre mancano agenti










