di Alessia Arcolaci
Il Domani, 26 dicembre 2024
A Betlemme “la comunità cristiana ha deciso per il secondo anno di mantenere un bassissimo profilo, di non addobbare le città, con le luminarie, gli alberi di Natale, di non organizzare i mercatini”, racconta Bisceglia, che vive a Gerusalemme da oltre dieci anni. L’ultima volta in cui a Betlemme l’albero è stato acceso era il 2022, con migliaia di turisti. “Siamo nella Terra Santa e non c’è mai pace, non ha senso. Tutti vogliono il loro spazio”. Sami ha poco più di trent’anni, i capelli tirati indietro con molto gel e un crocefisso dorato al collo. Inizia a parlare mentre siamo in fila al checkpoint che separa Gerusalemme da Betlemme.
di Leonardo Clausi
Il Manifesto, 26 dicembre 2024
La Gran Bretagna non è un paese per (i propri) dissidenti. Gli attivisti che trascorreranno le feste natalizie dietro le sbarre - esemplari vittime di una repressione draconiana che punta a scoraggiare proteste comunque destinate solo ad aumentare - sono attualmente circa una quarantina. La nazione che da sempre ha dato asilo ai perseguitati politici da tutto il mondo sta reprimendo le proteste interne - soprattutto quelle legate al disfacimento climatico e al genocidio a Gaza - con una durezza dal lezzo autoritario.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 25 dicembre 2024
Al Nuovo Complesso di Roma Rebibbia si respira l’aria dei momenti importanti, delle occasioni in cui avverti che sta per passare la storia. Tutto è pronto per il 26 dicembre, quando Papa Francesco, dopo aver aperto la Porta Santa a San Pietro, aprirà la seconda Porta Santa del Giubileo 2025 nel carcere romano. Prima volta, appunto, nella storia. Un grandissimo sforzo organizzativo, senza precedenti, per una iniziativa senza precedenti. L’Amministrazione Penitenziaria ci sta lavorando alacremente da tempo. Tutti insieme: vertici e personale del Dap e poi dirigenti, educatori e Polizia penitenziaria dell’istituto. Senza dimenticare l’entusiasmo e l’impegno dei detenuti delle case circondariali sia maschile che femminile di Rebibbia, coinvolti prima nella realizzazione dell’installazione artistica che sarà inaugurata quel giorno e poi nella creazione dei doni che una detenuta e un detenuto consegneranno al termine della Messa al Santo Padre.
ansa.it, 25 dicembre 2024
È la prima volta che una porta santa viene aperta in carcere. Il 26 dicembre papa Francesco sarà a Rebibbia. Sono molti gli incontri dei pontefici con i detenuti da Giovanni XXIII a Bergoglio. Alle 8 del mattino l’automobile con Giovanni XXIII arriva a via della Lungara dove si trova il carcere romano di Regina Coeli. È il 26 dicembre del 1958, due mesi dopo la sua elezione. Ai detenuti racconta di un suo parente che finì “dentro”. Si presenta come un amico, li abbraccia. Esattamente dopo 66 anni, per la prima volta in un carcere, a Rebibbia, viene aperta una porta santa in un anno nero per gli istituti penitenziari. Secondo i dati del Ministero della Giustizia, elaborati dal Sole 24 Ore nel 2024 si registrano i livelli più alti di detenuti e suicidi. Anche Paolo VI nel 1964 si reca nel carcere Romano di Regina Coeli. La parola che ripete di più è speranza e li invita a liberarsi dalle catene della disperazione.
di Filippo Santoro*
lagazzettadelmezzogiorno.it, 25 dicembre 2024
Questa sera nella Vigilia del Natale si apre il Giubileo del 2025 con il motto “Pellegrini di Speranza” scelto da Papa Francesco. Il Giubileo già nella storia del popolo di Israele era un tempo di condono di ogni forma di debito, di remissione, di alleggerimento dei pesi accumulati nel tempo per gravami di tipo materiale e spirituale. Nel suo viaggio in Corsica del 15 dicembre scorso il Papa ha detto: “Davanti alle devastazioni che opprimono i popoli, la Chiesa annuncia una speranza certa, che non delude, perché il Signore viene ad abitare in mezzo a noi”. E il documento di indizione dell’Anno Santo annuncia: Spes non confundit, “la speranza non delude” (Rm 5,5).
di Valter Vecellio
huffingtonpost.it, 25 dicembre 2024
Come al solito i Radicali trascorreranno le feste visitando i carcerati. Un precetto evangelico dimenticato da tutti e un invito al ministro per un grande gesto simbolico. Ogni Natale e Capodanno (ma lo fanno anche a Pasqua e a Ferragosto), dirigenti e militanti del Partito Radicale visitano le carceri italiane. Una tradizione, ormai, inaugurata in anni lontani da Marco Pannella che ogni volta veniva accolto festosamente dalla comunità penitenziaria: detenuti, agenti della polizia penitenziaria, operatori, lo consideravano uno di loro. Il laico (e anticlericale) per eccellenza che dava corpo e sostanza a quel passo del Vangelo di Matteo dove si legge: “Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi… ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 25 dicembre 2024
Intanto un altro detenuto muore a Sollicciano. Bonifazi (Iv) si appella al ministro Nordio: “Chiuda quel carcere”. “Per risolvere il problema delle carceri dovremmo far scontare la pena ai giovani tossicodipendenti in comunità affinché la pena serva a recuperare la persona. Questo è l’obiettivo”. Il vicepremier, Antonio Tajani, durante l’abituale visita Natalizia alla “Comunità in dialogo” di Trivigliano, è tornato su un problema che si trascina da anni, vale a dire la possibilità di rendere davvero esecutiva la possibilità di pene alternative per i ragazzi con problemi di droga. Intento professato da tutti i governi, da anni.
lapresse.it, 25 dicembre 2024
“Nessun clima teso, nessun problema con Giovanni Russo”: così il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove smentisce le ricostruzioni che ipotizzano forti frizioni con l’ormai ex capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap), dimessosi venerdì scorso. Secondo alcune fonti, Russo sarebbe stato “dimissionato” proprio da Delmastro, sottosegretario di Fratelli d’Italia, per via della sua testimonianza nel processo che vede Delmastro imputato per rivelazione di segreto d’ufficio, nell’ambito della vicenda legata all’anarchico Alfredo Cospito.
di Bartolo Conratter
Il Riformista, 25 dicembre 2024
La Cassazione chiarisce il modus operandi sulle richieste di asilo. Il magistrato può valutare se l’elenco rispetta la normativa europea o nazionale. Con la sentenza emessa in data 19 dicembre 2024 (nr. 33398), la Corte di Cassazione si pronuncia non tanto - si badi bene! - sul concetto di paese sicuro ai fini della richiesta di asilo, quanto sulla perimetrazione del potere-dovere del giudice ordinario in tali fattispecie. L’osservazione non è di breve momento, in quanto si tratta di un quadro molto tecnico che non consente a nessuna parte politica - nella crescente polemica immigratoria - di appropriarsi del suo contenuto, affermandone la pertinenza a una certa tesi o ad altra.
di Mariarosa Maioli
Il Giorno, 25 dicembre 2024
Luca, Michele e il loro 25 dicembre dietro le sbarre: dalle celle riunite alle collette per un pranzo speciale, tristezza e sofferenza si trasformano in condivisione. Le guardie diventano “amiche” e non c’è spazio per i contrasti religiosi. “Do they know it’s Christmas?”, si chiedevano i cantanti della Band Aid nel 1984. Chissà, si legge nel testo della canzone, se i bambini che soffrono la fame in Etiopia si rendono conto che è arrivato il Natale. Chissà, ci si potrebbe chiedere oggi, se a Milano c’è ancora qualcuno che non si accorge dell’unicità del 25 dicembre. Le canzoni di Mariah Carey e il caos del traffico invadono le strade e avvertono a tutti che è quel momento dell’anno ma chi si trova recluso dentro un carcere potrebbe vivere il Natale come un giorno qualunque. “È il giorno più difficile in carcere ma anche il più bello. Può sembrare un ossimoro ma non è così: è il momento più duro da affrontare perché si soffre di più rispetto a tutti gli altri giorni ma anche quello in cui si è tutti alla pari, tutti con lo stesso dolore. Una sofferenza che crea condivisione”.
- Catanzaro. Tentativo di suicidio nel carcere, detenuto si taglia la gola con una lametta
- Brescia. Azione sul carcere: “Canton Mombello va chiuso, Verziano ampliato”
- Cagliari. Mio fratello, malato psichiatrico, abbandonato dopo un’aggressione in carcere
- Cremona. Sopralluogo in carcere, circa 180 detenuti oltre capienza massima
- Teramo. Carcere di Castrogno, c’è poco da festeggiare










