uicitalia.org, 5 dicembre 2024
Venerdì 6 dicembre, alle ore 15, l’Università di Urbino, nell’ambito delle celebrazioni di Pesaro Capitale Italiana della Cultura 2024, ospiterà la quarta edizione del premio Centum, promosso dall’Unione Imprese Centenarie Italiane (www.uicitalia.org). Il riconoscimento andrà a Lucia Castellano, provveditrice dell’amministrazione penitenziaria della Campania. La cerimonia di consegna si terrà nell’Aula Magna del rettorato (via Saffi 2, Urbino) e prevederà due incontri su temi di attualità legati alla longevità imprenditoriale: heritage, sostenibilità, innovazione tecnologica, tutti declinati al modello delle aziende ultracentenarie.
di Masiar Pasquali
mentelocale.it, 5 dicembre 2024
Mercoledì 11 dicembre 2024 alle ore 19.30 debutta presso il Teatro della Casa di Reclusione di Vigevano (Pavia), in via Gravellona 240, lo spettacolo Eggs (tutto sull’amore e altri vegetali), una nuova produzione che esplora i significati profondi dell’amore in tutte le sue forme. Lo spettacolo, frutto del lavoro con gli attori detenuti della Casa di Reclusione di Vigevano, nasce nell’ambito del progetto Per Aspera ad Astra, promosso da Acri e Fondazione Cariplo, sotto la guida della Compagnia della Fortezza di Volterra.
malpensa24.it, 5 dicembre 2024
La mostra dei lavori realizzati dai detenuti della casa circondariale “Miogni” cresce e diventa un evento collettivo: al via a Varese la seconda edizione di “Arte in libertà”, esposizione che si terrà da sabato 7 dicembre - inaugurazione alle 17 con intrattenimento musicale del Collettivo Méliès - al 5 gennaio allo Spazio Polifunzionale Acli in via Speri della Chiesa e presenta tre sezioni. Sarà aperta al sabato e alla domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 con visite infrasettimanali solo su prenotazione - per maggiori informazioni il numero da contattare è 392/2872800 - per gruppi di minimo cinque persone.
di Lucia Trotta
lamagistratura.it, 5 dicembre 2024
Un libro nato dall’esperimento in carcere di un giovane artista. Il luogo, il carcere. I protagonisti, i detenuti. L’opera, l’Odissea. Tommaso Spazzini Villa, artista e scrittore, porta un progetto di arte partecipativa in diversi istituti penitenziari italiani, dando voce a chi quasi sempre voce non ha. Il risultato è un’opera nell’opera: il libro “Autoritratti”, edito da Quodlibet, in cui 361 detenuti rileggono e ridanno forma, la loro forma, al testo omerico. Tutto nasce da un laboratorio che l’autore propone nel 2018 a Cosima Buccoliero, allora vice direttrice della casa di reclusione di Milano - Bollate. Ai detenuti che partecipano viene distribuita una sola pagina, sempre diversa, dell’Odissea. E viene chiesto loro di sottolineare - se lo vogliono - parole isolate che possano comporre una frase di senso compiuto. Nascono così nuove pagine, un nuovo testo collettivo. Nasce l’Odissea dei detenuti. L’esperimento coinvolge altri istituti di pena su tutto il territorio nazionale, fino alla pubblicazione del libro nell’autunno del 2024.
di Marco De Vidi
Il Domani, 5 dicembre 2024
Dodici anni dopo aver pubblicato “Jailhouse rock”, Patrizio Gonnella e Susanna Marietti, presidente e coordinatrice nazionale di Antigone, sono in libreria con “Jailhouse rap”, una ventina di storie che esplorano il legame tra musica rap e luoghi di detenzione. La repressione del dissenso da parte del potere, la marginalità urbana, lo stigma che impedisce la redenzione. Per trovare un senso: la musica può salvare. Sembra un’associazione quasi naturale, quella tra carcere e musica rap, o in tempi più recenti quella tra i luoghi di detenzione e la scena trap, la perfetta incarnazione di una musica criminale, pericolosa, espressione di una devianza irrecuperabile. E questo vale tanto negli Stati Uniti, in cui la musica rap è nata e da dove si è diffusa in tutto il mondo, fino all’Europa e all’Italia, dove è impossibile mettere in fila i nomi più in vista della trap senza pensare alle disavventure carcerarie dei suoi protagonisti, come Baby Gang, Simba La Rue, Massimo Pericolo. Portandosi addosso uno stigma, che solo in poche occasioni si trasforma in una possibilità di redenzione.
di Sara Peggion
Donna Moderna, 5 dicembre 2024
Giovanni Savino, 45 anni, nato e cresciuto a Barra, alla periferia di Napoli, è un “artista sociale” e presidente della cooperativa “Il tappeto di Iqbal”. È un outsider, ‘o prufessore. Un combattente rimasto fino a oggi lontano dalle luci della ribalta per stare lì dove la sua missione lo ha chiamato: tra i ragazzi del quartiere Barra, la VI municipalità di Napoli che conta 40.000 abitanti, la percentuale di giovani e di dispersione scolastica tra le più alte della città e zero cinema, teatri, campi sportivi, autobus che ti portino a una scuola superiore.
di Giovanni Orsina
La Stampa, 5 dicembre 2024
Com’è ormai ben evidente, le democrazie rappresentative occidentali sono in difficoltà non per un qualche accidente, ma per ragioni strutturali. Stiamo assistendo alla protesta profonda e non effimera di segmenti consistenti dell’opinione pubblica che, abbandonati da un ceto dirigente oligarchico e autoreferenziale, si sentono alla mercé di un mondo sempre più complesso e cangiante nel quale l’Occidente gode di una posizione di sempre minor privilegio. Se così è, in quale modo questa protesta possa esser riassorbita diviene la domanda principale cui devono dare risposta le democrazie. Tanto più che da quella risposta dipende la loro capacità di affrontare con successo, da sole o come socie dell’Unione Europea e dell’alleanza Atlantica, le sfide dei nostri tempi. Le democrazie paiono reagire alla protesta secondo uno schema tripartito. In principio ci sono il rifiuto e la demonizzazione: le forze politiche che rappresentano gli elettori infelici sono irrise per la loro approssimazione e incompetenza e/o delegittimate perché considerate dannose alla democrazia liberale.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 5 dicembre 2024
Nel complesso del settore agroalimentare italiano, reati e illeciti amministrativi sono aumentati del 9,1 per cento. Flai: “Battersi per la legalità è battersi anche per la giustizia sociale. Ecco perché continuiamo a chiedere l’abolizione della legge Bossi-Fini e un’applicazione completa di quella contro il caporalato”. Il fenomeno del caporalato, in Italia, è sistema. Come ogni anno la fotografia e i numeri contenuti nel rapporto agromafie e caporalato dell’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai-Cgil sono preoccupanti. Giunto alla sua settima edizione, il documento sottolinea la presenza di oltre 200mila irregolari in tutto il paese (pari al 30 per cento dei lavoratori totali).
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 5 dicembre 2024
Con la legge di conversione del decreto flussi si riducono ulteriormente le aree di trasparenza, a partire dalla secretazione di quanto attiene all’”affidamento degli appalti pubblici di forniture e servizi relativi a mezzi e materiali” destinati a Paesi terzi per il rafforzamento del “controllo delle frontiere”. Significa che calerà un velo ulteriore sulla cessione di motovedette a guardie costiere tunisine o libiche. È stata approvata la legge di conversione del decreto flussi, dopo che il governo ha fatto ricorso ancora una volta alla questione di fiducia. Si tratta dell’ennesimo intervento dell’esecutivo in tema di immigrazione, a partire dal decreto sulle navi delle ONG, volto a limitarne i salvataggi, talora in spregio alle convenzioni internazionali; al decreto Cutro che, oltre a un evanescente reato universale di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, ha introdotto una procedura accelerata per l’esame delle domande di asilo, che riduce le garanzie per i diritti dei migranti; al Protocollo con l’Albania, che finora ha sortito risultati fallimentari.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 5 dicembre 2024
Nel mirino delle toghe la decisione del Governo di trasferire alcune competenze in materia di trattenimento dei migranti richiedenti asilo alle Corti di Appello. Nello stesso giorno in cui il Senato, con voto di fiducia, approvava il dl “flussi”, il plenum del Consiglio superiore della magistratura esprimeva invece il suo parere contrario al testo. Una circostanza temporale che non può non far riflettere, ancora una volta, sull’utilità di tali pareri da parte dell’organo di autogoverno delle toghe, richiesti dal ministro della Giustizia e comunque non vincolanti, che arrivano quando ormai il dibattito parlamentare si è concluso e l’Aula si è definitivamente espressa.
- Il parere inopportuno del Csm sul Decreto Flussi (già diventato legge)
- Migranti. Il Viminale: “Sull’Albania decida la Cassazione”
- Medio Oriente. “Amnesty ha fatto ricerche per nove mesi, a Gaza è genocidio”
- Nigeria. Quell’indagine della Corte Penale Internazionale che non va avanti
- Interrogazione parlamentare sui suicidi nelle carceri italiane










