di Ermes Antonucci
Il Foglio, 5 dicembre 2024
Il Consiglio superiore della magistratura ha espresso parere negativo alla norma che affida alle Corti di appello la competenza sui trattenimenti dei migranti, provvedimento che era già diventato legge dopo il voto del Senato. Ma compito del Csm non è valutare le leggi votate dal Parlamento. Con una tempistica a dir poco discutibile, per non dire inopportuna, il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha espresso ieri parere negativo all’emendamento al decreto flussi del governo che affida alle Corti di appello la competenza dei procedimenti di convalida o proroga del trattenimento dei migranti richiedenti asilo, provvedimento che qualche minuto prima era diventato definitivamente legge dopo il voto favorevole del Senato. In altre parole, il Csm ha espresso parere negativo nei confronti di una norma nel frattempo diventata legge. Come se la nostra Costituzione affidasse all’organo di governo autonomo delle toghe il compito di valutare le leggi votate dal Parlamento.
d Giansandro Merli
Il Manifesto, 5 dicembre 2024
La richiesta dell’Avvocatura dello Stato nell’udienza di ieri al Palazzaccio. I legali dei migranti: intervengano Corte Ue e Consulta. La procura generale chiede alla Cassazione di sospendere il giudizio in attesa della sentenza della Corte Ue. L’Avvocatura dello Stato, per conto del Viminale, sostiene che ci sono i margini per una decisione degli ermellini. Gli avvocati dei migranti invocano un nuovo rinvio pregiudiziale sui casi concreti. Si può riassumere così l’udienza di ieri al Palazzaccio, soprannome popolare del tribunale di terzo grado, sui ricorsi presentati dal ministero dell’Interno contro le decisioni dei giudici capitolini di non convalidare, a metà ottobre, i trattenimenti dei primi richiedenti asilo trasferiti in Albania. Tutto ruota attorno alla definizione di “paesi sicuri”.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 5 dicembre 2024
Intervista a Riccardo Noury, portavoce di Amnesty in Italia: “Abbiamo fatto 9 mesi di ricerca sull’intento genocida di Israele, ci sono prove di tre dei cinque elementi che costituiscono questo crimine. L’efficacia della Cpi dipende dalla cooperazione degli Stati che hanno sottoscritto il suo Statuto”.
di Riccardo Noury*
Corriere della Sera, 5 dicembre 2024
Amnesty International ha sottoposto alla Camera pre-processuale della Corte penale internazionale una memoria, a nome di migliaia di persone vittime di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità commessi a partire dal 2010 nel nordest della Nigeria, in particolare nel corso del conflitto tra le forze armate federali e il gruppo armato islamista Boko haram. Nel 2020 la procura della Corte ha stabilito che tutti i criteri per l’apertura di un’indagine erano stati soddisfatti. Ma, a distanza di quattro anni, non ha ancora chiesto che quell’indagine sia aperta. Soprattutto in questi ultimi due anni, con la guerra di aggressione della Russia all’Ucraina e il conflitto tra Israele e Hamas, la procura della Corte ha avuto molto da fare. Ma non ha fornito alcun motivo, né potrebbe esserci un motivo, per togliere priorità alla situazione in Nigeria. Nella sua memoria, Amnesty International ha sottolineato che l’ufficio del procuratore sta venendo meno ai suoi obblighi, ai sensi dell’articolo 15.3 dello Statuto di Roma, di chiedere l’apertura di un’indagine. È venuta a crearsi, ha commentato l’organizzazione per i diritti umani, una situazione paradossale che va risolta al più presto: la situazione in Nigeria non è più oggetto di un esame preliminare ma non è ancora oggetto di un’indagine. Il tutto alle spese del diritto alla verità, alla giustizia e alla riparazione.
*Portavoce di Amnesty International Italia
di Roberto Giachetti*
Ristretti Orizzonti, 4 dicembre 2024
Al Ministro della Giustizia, per sapere, premesso che: secondo i dati pubblicati dal Garante nazionale delle persone private della libertà (GNPL), al 27/11/2024, sono state 77 le persone detenute che si sono suicidate nelle carceri italiane, mentre i decessi per cause naturali sono stati 125 e 19 quelli per cause ancora da accertare per un totale tra suicidi e morti per altre cause di 221; secondo il monitoraggio effettuato da “Ristretti Orizzonti”, alla stessa data, le persone che si sono suicidate in carcere sono state 83, mentre i morti per altre cause compresivi di quelli da accertare sono stati 145 per un totale di 228 morti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 dicembre 2024
Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito democratico, con un’interrogazione parlamentare, ha chiesto al Ministro della Giustizia spiegazioni sull’inadempienza riguardo alla sentenza della Corte Costituzionale n. 10 del 2024. Questa sentenza ha dichiarato illegittimo l’articolo 18, comma 3, della legge sull’ordinamento penitenziario nella parte in cui non consente colloqui intimi tra i detenuti e i loro partner senza il controllo visivo del personale di custodia, salvo motivi di sicurezza, disciplina o ragioni giudiziarie ostative.
di Fabrizio Pomes
Ristretti Orizzonti, 4 dicembre 2024
Un lavoro condiviso che ha portato alla stesura di un documento che pone l’accento sul dramma dei suicidi in carcere e che si propone come traccia di un lavoro che deve vedere la politica impegnata oltre le visite alle carceri e al lavoro istituzionale. Questo l’obiettivo dell’assessorato al welfare del comune di Bologna che con il personale coinvolgimento dell’assessore Nizzo Nervo e delle consigliere comunali Di Pietro e Monticelli ha lanciato una sfida ai cittadini per una mobilitazione che punti a far diventare Bologna la città promotrice di una rete di città nelle quali ci sono gli istituti penitenziari. Strutturare quindi la protesta verso un governo i cui segnali di carcerocentrismo e di panpenalismo sono evidenti.
di Luca Sofri
ilpost.it, 4 dicembre 2024
Tramite una piattaforma che si chiama Freedomleaks, pensata per chi lavora in carcere e vuole denunciare senza subire ripercussioni. Da questa settimana è attiva Freedomleaks, una piattaforma per segnalare in maniera anonima e sicura le violazioni del “diritto alla salute” nelle carceri italiane. È rivolta soprattutto a poliziotti penitenziari e altri operatori e operatrici che frequentano le carceri, per permettere loro di segnalare eventuali violenze e soprusi senza esporsi in prima persona, ed evitare così conseguenze sul posto di lavoro. La piattaforma è gestita dall’associazione Soccorso Civile, fondata nel 2015 per coordinare azioni di disobbedienza civile. Era già attiva dal 2022 per segnalazioni sul diritto all’interruzione di gravidanza: ora è stata estesa anche al diritto alla salute in carcere.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 4 dicembre 2024
“A mente libera” è il progetto con cui l’associazione StraLi vuole difendere e promuovere la tutela dei detenuti con problemi psichiatrici. La presidente Benedetta Perego: “Lo facciamo con gli strumenti del diritto e del contenzioso strategico, anche davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo”. Il contenzioso strategico è “da sempre marchio di fabbrica di StraLi, ci aiuta a stare dalla parte del singolo nelle aule del tribunale e, nello stesso tempo, cercare di assicurare una tutela maggiore alla società intera”, dice Benedetta Perego, avvocata e presidente di StraLi, associazione non profit che promuove la tutela dei diritti attraverso il sistema giudiziario. “Questo è ciò che vogliamo fare, anche in tema di salute mentale nei luoghi di detenzione”.
di Liborio La Mattina
giornalelavoce.it, 4 dicembre 2024
Chef stellati, volontari e volti noti uniscono il Paese in 44 istituti penitenziari per offrire un Natale di solidarietà, condivisione e rinascita. C’è un momento, anche dietro le sbarre, in cui il Natale si trasforma in una possibilità di rinascita. Giovedì 19 dicembre, l’XI edizione dei Pranzi di Natale “L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore” porterà 1.500 volontari, 46 chef stellati e numerosi volti noti del panorama italiano in 44 istituti penitenziari, per condividere un pasto con circa 8.000 detenuti. L’iniziativa, promossa da Prison Fellowship Italia Onlus, Rinnovamento nello Spirito Santo e Fondazione Alleanza del RnS, con il patrocinio del Ministero della Giustizia, è un gesto di solidarietà che unisce il mondo esterno con quello interno alle carceri.
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