sardegnaierioggidomani.com, 26 novembre 2024
Il 28 novembre al Teatro del Segno di Cagliari. Dare voce ai detenuti attraverso i loro testi. Ecco l’obbiettivo dello spettacolo “La luna del pomeriggio - Dal carcere al teatro” in scena il 28 novembre alle ore 20:30 al Teatro del Segno di Cagliari. La pièce, con la regia di Simone Gelsomino, è liberamente ispirata al libro “La luna del pomeriggio” a cura di Giovanni Gelsomino, che raccoglie i testi originali della popolazione detenuta della Casa di Reclusione ad Alta Sicurezza “Paolo Pittalis” di Nuchis.
di Elisabetta Del Curto
laprovinciaunicatv.it, 26 novembre 2024
Domenica mattina la presentazione della mostra “Uno sguardo da dentro, il carcere visto attraverso l’occhio fotografico dei detenuti” nei corridoi della casa circondariale di via Caimi, a Sondrio, trasformatisi per alcune ore in una vera e propria galleria d’arte, ma non solo, perché le 29 stampe fotografiche saranno visibili a tutti, giovedì pomeriggio, nella sede Enaip (Ente nazionale Acli di istruzione professionale) di Morbegno promotrice dell’iniziativa e la vorrebbe ospitare a palazzo Pretorio, a Sondrio, anche Maurizio Piasini, assessore comunale ai Servizi sociali.
di Piero Di Domenico
Corriere della Sera, 26 novembre 2024
Bologna, la scrittrice e il dialogo con il linguista Antonelli: “Noi adulti siamo i primi a usare un linguaggio violento”. Alla scrittrice Silvia Avallone le parole sono da sempre molto care, come racconterà anche questa sera, martedì 26 novembre, alle ore 21 al Cubo Torre Unipol, in via Larga 6/b, in dialogo con il linguista Giuseppe Antonelli per “Le vie della parola. Conversazioni sull’italiano di oggi”. L’autrice del recente “Cuore nero” (Rizzoli), bolognese d’adozione, si concentrerà soprattutto sul ruolo delle parole nel romanzo.
di Valeria Valente
Il Domani, 26 novembre 2024
La violenza maschile contro le donne è un problema degli uomini che ricade sulle donne, le quali subiscono violenza proprio in ragione dei traguardi raggiunti. Siamo più colpite perché più libere. E non è un paradosso perché il patriarcato, superato in teoria dal 1975 con il nuovo diritto di famiglia, è la cultura della supremazia maschile sulle donne e incide ancora nella società, sulle relazioni affettive e di potere, sull’educazione.
di Alice Dominese
L’Espresso, 26 novembre 2024
Centotredici femminicidi dopo quello di Giulia Cecchettin, ciò che altrove fa parte della formazione, in Italia resta affidato a iniziative spontanee ed episodiche. Nulla di istituzionale. A un anno dal femminicidio di Giulia Cecchettin per mano dell’ex fidanzato Filippo Turetta e dall’uccisione di altre 113 donne dopo di lei, il dibattito sull’insegnamento dell’educazione affettiva nelle scuole italiane è solo ripreso. L’11 novembre, due sindacati studenteschi, l’Unione degli universitari e la Rete degli studenti medi, hanno chiesto di ricordare Giulia Cecchettin nelle aule con un minuto di rumore rivolgendo un appello a introdurre “l’educazione sessuale, affettiva e al consenso in ogni scuola”. Perché, spiegano: “La didattica che affrontiamo quotidianamente non ci garantisce degli spazi di discussione, cura e formazione per imparare a gestire al meglio i rapporti interpersonali e per affrontare in maniera serena il nostro rapporto con la sessualità”.
di Daniela Preziosi
Il Domani, 26 novembre 2024
La presidente del Consiglio rilancia la tesi di Valditara e Salvini. Roccella annuncia un testo unico da scrivere entro l’8 marzo. Il governo e il parlamento illuminano le facciate delle loro sedi di luci color arancio per aderire alla campagna mondiale dell’Onu “Orange the World”; così è successo a Montecitorio e alla Farnesina. Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, anche nei palazzi, oltreché nelle strade delle città dove sono tornate le giovani attiviste, si sono svolte decine di iniziative per rinnovare l’impegno, anche delle istituzioni, contro la violenza di genere.
Ristretti Orizzonti, 26 novembre 2024
Filomena Gallo (Associazione Coscioni): “Oggi, più che mai, è fondamentale chiedere con forza l’aggiornamento delle leggi italiane che riguardano la libera scelta, il diritto alla salute e i diritti riproduttivi. Le donne non possono più subire una discriminazione che ne limita la libertà di scelta in ogni fase della vita. L’Italia deve rispettare le donne nelle loro scelte, non poggiarsi sul loro tempo e sul loro lavoro di cura a causa di politiche inadeguate di welfare, garantire l’accesso alla contraccezione gratuita, eliminare gli ultimi divieti sulla PMA (legge 40) e regolare la gravidanza per altri in una forma solidale. È tempo di un cambiamento che rispetti pienamente i diritti fondamentali di tutte le donne”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 novembre 2024
“La gatta frettolosa fece i gattini ciechi” dice il famoso proverbio napoletano che si addice perfettamente alla maggioranza di Governo. Incredibilmente ieri, infatti, il decreto flussi, dopo essere sbarcato nell’Aula della Camera, già con una compressione dei tempi di discussione nella Commissione Affari costituzionali, è tornato indietro proprio su richiesta del presidente della Prima di Montecitorio, Nazario Pagano: “purtroppo è emersa l’esigenza di adeguare la disposizione transitoria di cui all’articolo 19 alla luce delle modifiche introdotte in sede referente al Capo IV del testo medesimo”. In pratica si sono scordati di prevedere la norma transitoria che concede alle Corti di appello civili 30 giorni, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, per adeguarsi al fatto che saranno loro, e non più le sezioni immigrazione dei tribunali, ad occuparsi dei ricorsi contro le convalide dei trattenimenti dei migranti.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 26 novembre 2024
Fiducia sul decreto Flussi, protestano le opposizioni. Modificato all’ultimo momento utile dal governo, su segnalazione del Quirinale, il decreto Flussi. Rinviato ad altra data, in Consiglio dei ministri, il decreto Giustizia. L’Anm denuncia: “Il magistrato rischia di non poter parlare più di niente”. Ma il ministro Carlo Nordio insiste: “Se commenta un settore non si pronunci”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 novembre 2024
Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale ha reso pubblico un rapporto dettagliato sulla visita effettuata l’11 maggio scorso presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri (Cpr) di Caltanissetta, evidenziando una situazione preoccupante di stallo nelle condizioni della struttura. La delegazione del Garante, composta da Mario Serio e Massimiliano Bagaglini, ha rilevato con particolare preoccupazione che, nonostante gli interventi di ristrutturazione del 2020, non si siano registrati miglioramenti significativi nelle condizioni materiali della struttura rispetto all’ultima visita effettuata il 24 novembre 2019 sotto la presidenza di Mauro Palma.
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