di Antonio Maria Mira
Avvenire, 26 novembre 2024
Il governo e i sindaci hanno definito un piano per superare la situazione scandalosa degli “insediamenti” informali, ma senza sostituirli con “campi container”. Case vere e integrazione. Diciotto mesi per eliminare i ghetti dei braccianti migranti. Ma senza l’obbligo di sostituirli con “campi container”. È quanto stabilito ieri nell’incontro a Roma tra i sindaci del Foggiano e i responsabili del Dipartimento per la coesione territoriale e per il Sud, sui fondi previsti dal Pnrr per superare i cosiddetti “insediamenti” informali. Tempi stretti, dunque, nessuna proroga rispetto al 30 giugno 2026, e quindi i Comuni dovranno rimodulare i propri progetti, in stretta collaborazione con la Regione Puglia che ha assicurato il proprio sostegno anche economico.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 26 novembre 2024
L’ultima strage dei bambini, che allunga la contabilità tragica delle morti in mare dei migranti, si è consumata ieri nel silenzio davanti all’isola greca di Samos. Nel tratto di costa che la separa dalla Turchia, il mar Egeo ha restituito i corpi di sei bambini e due donne. Di loro non sappiamo quasi nulla, solo che viaggiavano su un gommone semi sgonfio. In tutto circa 50 persone, 36 delle quali sono riuscite a mettersi in salvo raggiungendo l’isola a nuoto. Una volta arrivati hanno acceso un fuoco per scaldarsi davanti alla piccola chiesa di Agios Antonios.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 26 novembre 2024
Intervista con l’attivista curdo-iraniana accusata (sulla base di testimonianze false) di essere una scafista: “In galera ho visto tante donne accoltellate, picchiate, vittime di matrimoni precoci, violenza e analfabetismo. Donne che hanno ucciso il marito in una lite domestica e quindi condannate. Il loro corpo raccontava la loro storia di sofferenza”. Quando ha deciso di partire verso l’Europa, Maysoon Majidi, fuggendo dall’Iran, sperava di trovare un posto sicuro, dove poter continuare la sua vita di artista e attivista curdo iraniana, in prima linea per il suo popolo e per i diritti delle donne. Non avrebbe mai potuto immaginare che la prima cosa che avrebbe conosciuto dell’Occidente (e dell’Italia) sarebbe stato il carcere. Con un’accusa pesantissima, quella di essere una scafista.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 26 novembre 2024
“Nessuno può ridicolizzare o strumentalizzare il lavoro di chi si dedica alla missione della Corte penale internazionale. Nessuno Stato parte può cercare di sfuggire ad obblighi pregnanti di eseguire le decisioni della Corte”. Silvana Arbia, magistrata dalla grande esperienza internazionale - ha ricoperto, tra i vari incarichi, quello di Prosecutor del Tribunale penale internazionale per il Ruanda -, sottolinea il ruolo fondamentale della Cpi, dopo i mandati di arresto nei confronti del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, dell’ex ministro della difesa israeliano, Yoav Gallant, e dell’esponente di Hamas, Mohammed Al- Masri.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 26 novembre 2024
Nei record negativi sulla pena di morte che l’Arabia Saudita non si stanca di battere ce n’è uno che riguarda i cittadini di altri stati impiccati o decapitati. Secondo l’Organizzazione europea saudita per i diritti umani, un’associazione della diaspora che ha sede a Berlino, degli almeno 274 prigionieri messi a morte dall’inizio del 2024, oltre 100 (101 alla metà di novembre, per l’esattezza) erano cittadini stranieri. Sia nel 2022 che 2023 i cittadini stranieri impiccati erano stati 34.
L’Unità, 26 novembre 2024
Non si è saputo niente per giorni di Boualem Sansal, scrittore franco-algerino di fama mondiale. È stato arrestato lo scorso 16 novembre e da allora non si avevano sue notizie. Il suo avvocato François Zimeray ha dichiarato alla radio francese RTL che oggi il suo assistito “vedrà un procuratore”. Il legale ha comunque ammesso di non avere “nessuna notizia precisa”. L’arresto era stato confermato dall’agenzia governativa algerina APS. Alcuni Premi Nobel per la Letteratura hanno lanciato un appello per l’”immediata liberazione”. Lui stesso era stato candidato al Nobel nel 2014.
di Prison Insider*
L’Unità, 25 novembre 2024
Il caldo ha portato ad un aumento della violenza e delle morti in carcere. Sono aumentate le azioni legali dei detenuti, così come le rivolte e le evasioni. Il clima sta cambiando, l’ambiente si sta deteriorando e le amministrazioni penitenziarie si trovano ad affrontare ostacoli senza precedenti. Se da un lato gli istituti penali incidono fortemente sull’impronta di carbonio, per via delle loro dimensioni e del loro funzionamento continuo, dall’altro sono duramente colpiti dagli effetti devastanti del cambiamento climatico. Benché qualcosa si stia muovendo, lo slancio rimane limitato, ostacolato dagli imperativi securitari.
di Filippo Femia
La Stampa, 25 novembre 2024
Angelica Musy, moglie dell’avvocato ucciso nel 2013: “Insieme alle mie figlie lo ricordiamo sempre con il sorriso”. Non c’è traccia di livore nelle parole di Angelica Musy quando parla dell’uomo che le ha portato il via il marito, privando le quattro figlie di un padre. “Dopo l’uccisione di Alberto avrei incontrato Francesco Furchì (condannato all’ergastolo per l’omicidio del 2012, ndr): forse ne avevo anche bisogno. Lui però si è sempre professato innocente. Ora il tempo è scaduto, ma non provo astio”, sussurra con grande serenità. Da dieci anni, alla guida del Fondo Alberto e Angelica Musy (parte dell’Ufficio Pio di Compagnia di Sanpaolo), si occupa del reinserimento sociale di detenuti.
di Federico Novella
La Verità, 25 novembre 2024
Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia: “Confermo che non lasceremo respirare i mafiosi, cioè non daremo loro tregua. Stiamo anche studiando come schermare i cellulari dei detenuti. Pregiudizi ideologici a sinistra contro chi indossa una divisa”.
di Nuccio Anselmo
Gazzetta del Sud, 25 novembre 2024
“Cella 7. C’è un detenuto, osservato a vista, che di cognome fa Domenico Lauria. È un evidente caso psichiatrico che attende che si liberi un posto nell’Atsm di Barcellona Pozzo di Gotto. È a Trapani da un anno e sei mesi, parla in continuazione ed è pieno di tagli soprattutto sulle braccia. Dice “mi taglio tutti i giorni, mi impicco tutti i giorni, mi vogliono portare alla morte. Sei o sette volte sono riuscito ad andare in ospedale, uscendo da questo inferno. Tutti i reati che ho commesso sono per tossicodipendenza. Da quando sto qua mi hanno fatto almeno 15 Tso. Il metadone che mi danno ha un dosaggio troppo basso e non mi fa niente”.
- Trapani. Dall’Ispettorato dei cappellani un appello alla dignità e alla speranza
- Catania. “L’ergastolo sociale è inaccettabile”. Progetto sul lavoro agli ex detenuti
- Milano. Fuori dal carcere, a fare i conti con la libertà
- Milano. La piattaforma che permette di donare alle carceri arredi rigenerati
- Milano. Il cappellano dell’Ipm Beccaria affiancato da un imam: “Avamposto di dialogo”










