adista.it, 25 novembre 2024
Carcere di Trapani: dove 11 agenti penitenziari arrestati e 14 sospesi con l’accusa di torture e abusi su detenuti vulnerabili. L’Ispettorato dei Cappellani delle Carceri, nella persona dell’Ispettore don Raffaele Grimaldi “esprime preoccupazione per la violazione della dignità umana e ribadisce l’importanza della missione rieducativa del sistema penitenziario. Si affida alla magistratura il compito di fare chiarezza sull’accaduto, mentre si sottolinea l’urgenza di umanizzare le carceri, affrontare il sovraffollamento e sostenere gli operatori attraverso formazione e dialogo. La Chiesa, attraverso i cappellani e il volontariato, ribadisce il proprio impegno per offrire speranza ai detenuti, sottolineando l’importanza di trasformare le carceri in luoghi di recupero e riscatto, come evidenziato dal messaggio di Papa Francesco in vista del Giubileo”.
di Gualtiero Parisi
La Sicilia, 25 novembre 2024
Fra carceri e mondo del lavoro si può costruire un ponte di inclusione, ed è questa la sfida che l’Università di Catania vuole portare avanti insieme a Seconda Chance, l’associazione no profit che si occupa proprio del reinserimento dei detenuti nelle attività lavorative. Venerdì per oltre due ore se n’è discusso nell’aula magna di Palazzo di Scienze, davanti a studenti, operatori del settore, rappresentanti dell’associazionismo e dell’imprenditoria catanese. Il tema del convegno era: “Oltre le sbarre: metamorfosi e inclusione. Lavoro, rinascita e dignità nelle carceri”.
di Nicola Lipomo
chiesadimilano.it, 25 novembre 2024
Uscire di prigione, per fine pena o in misure alternative, talvolta è difficile, tra smarrimento e solitudine, povertà o problemi psichici. Ma i progetti di accoglienza, pur con tanti ostacoli, esistono. “Ieri mi ha contattato una volontaria del carcere di Vigevano per chiedere se possiamo accogliere una donna di circa 70 anni che tra poco finirà di scontare la sua pena. Non ha nessuno che la possa aiutare, non ha una rete di supporto, inoltre non ha più la residenza e questo rende il tutto più complicato”. Quella che racconta Gaia Lauri, assistente sociale della Casa della carità di Milano, non è una richiesta così inconsueta per la storica struttura milanese votata all’accoglienza dei più fragili. Ed è al tempo stesso una vicenda che sintetizza molte delle difficoltà che deve affrontare chi, dopo aver trascorso un periodo in carcere, sta per tornare all’esterno, perché ha terminato di scontare la propria pena o perché può beneficiare delle cosiddette misure alternative.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 25 novembre 2024
Trentamila chilogrammi di arredi in buone condizioni che in modo antieconomico sarebbero stati smaltiti sono stati invece donati da aziende e privati a quattro carceri milanesi. Il tutto grazie all’incontro tra domanda e offerta favorito da una piattaforma tecnologica antispreco. I numeri sono significativi dal punto di vista ambientale: dalla rigenerazione di 70 mila euro di mobili si sono risparmiate 16 tonnellate di anidride carbonica che equivalgono al beneficio potenziale di un “salvataggio” di 650 alberi, calcola la piattaforma Regusto.
di Alex Corlazzoli
Il Fatto Quotidiano, 25 novembre 2024
Accanto al cappellano nell’istituto di pena minorile Beccaria di Milano ci sarà anche un imam. L’idea è venuta a don Claudio Burgio che oggi è l’assistente spirituale del carcere e punto di riferimento per i giovani di ogni religione. Un appello che è stato raccolto dall’Arcidiocesi e dal Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale tanto che è già stata individuata una figura che ha già dei rapporti consolidati con la Chiesa metropolitana. Si tratta di una novità in assoluto che per ora non potrà che rivestire il ruolo di volontario perché la normativa italiana prevede solo la presenza istituzionale del cappellano retribuito dal ministero della Giustizia.
cronachesalerno.it, 25 novembre 2024
A fronte della capienza regolare che non può superare i 376 ospiti, ce ne sono all’interno ben 598, come riporta il sito del Ministero della Giustizia. Da qui, deriva il peggioramento di problemi strutturali dell’edificio quali infiltrazioni di acqua nelle finestre e anche razionamento dell’acqua calda in alcuni settori del carcere. È quanto emerge dall’ispezione parlamentare del deputato Franco Mari che nei giorni scorsi si è recato presso la Casa circondariale - Antonio Caputo a Fuorni per esprimere solidarietà e vicinanza ai detenuti e alle detenute che “vivono condizioni difficili e spesso ai limiti dell’umano”.
imgpress.it, 25 novembre 2024
Si è concluso il 55° Convegno Nazionale SEAC (Coordinamento Enti e Associazioni di Volontariato Penitenziario) tenutosi a Roma in due sedi differenti, la Casa Circondariale Regina Coeli e la sala convegni dell’Istituto Suore Maria Bambina.
di Beatrice Archesso
La Stampa, 25 novembre 2024
Mauro Pescio autore di “Io ero il Milanese”, podcast e libro, è oggi a Casa Ceretti a Intra per raccontare la storia vera di un riscatto, una rinascita: un ex rapinatore che ha scelto di cambiare vita a dimostrazione che - pur con fatica - si può fare. Da un podcast a un libro, la testimonianza assume valore di prova che una rivincita sociale è possibile. Pescio nella sala che è una sede distaccata del museo del Paesaggio di Verbania presenta alle 18,30 “Io ero il Milanese” (che è possibile acquistare sul posto grazie alla libreria Libraccio) sulla vita di Lorenzo, ex rapinatore che ha saputo trasformare il passato in opportunità.
forlitoday.it, 25 novembre 2024
Lunedì 25 alle 15.00 e in replica martedì 26 novembre alle14.30, il festival “Trasparenze” di Teatro carcere arriva in Romagna e precisamente a Forlì, dove la Casa Circondariale di via della Rocca si trasforma in palcoscenico per accogliere “Un rumoroso silenzio”, una produzione di Contatto Odv e Malocchi e profumi Aps e Coordinamento teatro carcere Emilia-Romagna. Lo spettacolo, che ha la regia di Sabina Spazzoli, Michela Gorini e Davide Zagnoli, che firmano anche la drammaturgia, vede in scena attori detenuti della Casa Circondariale forlivese, sezioni maschile, femminile e protetti e allievi del Liceo classico Monti di Cesena.
di Mariachiara Rafaiani
Il Domani, 25 novembre 2024
“L’inferno ammobiliato. Di ‘ndrangheta, di memoria e di Calabria” (Blonk 2024, pp. 176, euro 14) è un libro di Anna Sergi. “Se la ‘ndrangheta rende la Calabria un inferno, come fanno i calabresi a viverci?”, si è chiesta Anna Sergi. Per rispondere la criminologa ha scritto un libro originalissimo, che parte dal suo sguardo intimo e personale. Una montagna immensa, antica, che tutto vede e tutto sa, che incorpora amore, sofferenza e crudeltà. Una montagna muta ma piena di gole e di boschi, dove regna un silenzio squarciato solo dalle litanie ancestrali delle donne, dalle voci assordanti dei torrenti e dal rumore mortifero della ‘ndrangheta. Una montagna insanguinata ma che per la piccola Anna è più di un’amica; è un luogo magico e senza tempo che le regala frutti preziosi come le more e la solitudine.
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