di Clarida Salvatori
Corriere della Sera, 13 giugno 2024
L’iniziativa “Semi di tarassaco volano nell’aria” del Vaticano. Il cardinale Zuppi alle detenute: “Un piccolo gesto, un soffio d’aria per vivere meglio la detenzione”. Donati ottanta ventilatori al carcere femminile di Rebibbia. A consegnarli il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana. Un gesto di solidarietà per rinnovare la vicinanza della Chiesa ai detenuti e che si ripeterà in altri trenta istituti penitenziari italiani nell’ambito del progetto “Semi di tarassaco volano nell’aria”, coordinato dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica e dall’Ispettorato generale dei cappellani delle carceri, con il supporto della presidenza della Cei, che è impegnato nella consegna di 2mila ventilatori in tutto.
ilpiccolo.net, 13 giugno 2024
Opere inaugurate nella sede distaccata in via Piacenza 31. Nella sede distaccata della Prefettura, in via Piacenza 31, si è tenuta l’inaugurazione dell’opera pittorica ‘Gli Argonauti’, realizzata dal Laboratorio Artiviamoci della Casa di reclusione San Michele e dal nuovo Laboratorio Umani dell’Istituto superiore Umberto Eco.
di Adriana Morlacchi
La Prealpina, 13 giugno 2024
Un detenuto: “Essere qui è un dolore pesante ma andrò a letto felice”. L’iniziativa europea si è svolta nello Spazio Giallo dei Miogni. Cinque detenuti-papà, di cui due già nonni, ieri, mercoledì 12 maggio, hanno trascorso un pomeriggio di giochi con i loro figli e nipoti nell’ambito della “Partita con mamma e papà”, iniziativa europea organizzata in collaborazione con il Ministero della Giustizia, allo scopo di portare in primo piano il tema dei pregiudizi e dell’emarginazione di cui spesso sono vittime i 100mila bambini in Italia (2,2 milioni in Europa) che hanno il papà o la mamma in carcere.
di Gianfranco Locci
L’Unione Sarda, 13 giugno 2024
L’esibizione nell’istituto di Badu e Carros e la donazione da parte della band barbaricina. “L’obiettivo è sempre uno: cercare di portare un po’ di distrazione. Vogliamo fare in modo che chi è “dentro” possa avere un po’ di sollievo, di felicità, sebbene stia scontando una pena, purtroppo”. Il leader degli Istentales, Gigi Sanna, ha rotto il ghiaccio così nel singolare concerto che si è svolto in mattinata nel carcere di Badu ‘e Carros. Emozioni in musica. Numerosi detenuti hanno passato una giornata spensierata, come avrebbe voluto l’indimenticata direttrice del penitenziario di Nuoro, Patrizia Incollu. Dalla band barbaricina è arrivata pure una donazione di 4mila euro: cifra raccolta lo scorso 29 dicembre durante la manifestazione Voci di maggio.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 13 giugno 2024
Franco Corleone evita la trappola celebrativa con una raccolta di scritti sul leader socialista, da Gobetti a Rosselli, selezionati in base a un’urgenza politica legata al presente, più che al passato. Nel nome dell’intransigenza. “Il rischio degli anniversari è che si riducano a mera celebrazione o a strumentalizzazione fuori contesto”. Per evitare la trappola - di cui si mostra consapevole - Franco Corleone ha progettato con grande intelligenza un’antologia di scritti su “Matteotti (10 giugno 1924, il fascismo uccide la democrazia”, Edizioni Menabò, 2024, pp. XXV168).
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 13 giugno 2024
La Corte costituzionale è chiamata dal Gip di Firenze a valutare se ciò è irragionevole e discriminatorio, negando ai malati la libertà di scelta se non hanno percorso tutte le tappe del loro calvario.
di Giovanna Branca
Il Manifesto, 13 giugno 2024
Intervista a Paolo Pezzati, di Oxfam Italia: “Tagliare le armi e tassare i super ricchi: più della metà dei super ricchi vengono dai paesi G7, tassarli potrebbe generare più di mille miliardi l’anno. Anche questa non è nient’altro che una questione politica”. 31,7 miliardi - quanto sarebbe necessario secondo Oxfam per contribuire a eliminare la fame - a fronte di 1.200 miliardi: quelli stanziati complessivamente dai paesi del G7, ogni anno, in spese militari. Con questo parallelo Oxfam lancia la sua “provocazione” ai sette grandi alla vigilia del primo giorno del vertice. Ne abbiamo parlato con il portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia Paolo Pezzati.
di Marco Santopadre
Il Manifesto, 13 giugno 2024
Spagna, la denuncia di una Ong. Trentatré vittime al giorno, 5054 nei primi cinque mesi del 2024. È l’incredibile bilancio di una strage silenziosa, che non genera particolare clamore mediatico se non quando i naufragi delle imbarcazioni di fortuna utilizzate dai migranti per approdare sul suolo spagnolo avvengono vicino alle coste iberiche. Il macabro conteggio è stato reso noto dall’associazione Caminando Fronteras che ieri ha pubblicato i risultati di un’inchiesta che dà conto di un forte aumento, negli ultimi mesi, del numero di persone che dal continente africano tentano invano di arrivare sul territorio europeo utilizzando soprattutto la “ruta Canaria”.
di Marina Della Croce
Il Manifesto, 13 giugno 2024
Raddoppiati rispetto a dieci anni fa. A incidere sul numero la guerra in Sudan. La Siria rappresenta la crisi più grave: con i suoi 13,8 milioni di profughi non rappresenta solo uno dei conflitti più lunghi ancora in corso, ma è anche la più grande crisi di rifugiati al mondo. Una guerra civile che va avanti da 13 anni costringendo la popolazione a scappare da bombe, violenze, persecuzioni o violazione dei diritti umani. Ma la crisi siriana, e l’incapacità di trovare una soluzione che porti alla pace, non è l’unico caso di conflitti che si accaniscono contro uomini, donne e bambini. Ogni anno una nuova guerra va allungare un elenco già fin troppo nutrito aggiungendo nuova disperazione a quella già esistente. Solo per citare gli ultimi: dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia (2022), nel 2023 il conflitto scoppiato in Sudan ha privato della propria casa 10,8 milioni di sudanesi, 1,9 milioni dei quali ha cercato salvezza fuori dai confini del paese. Mentre alla fine dello scorso anno si contavano in 1,7 milioni i palestinesi sfollati nella Striscia di Gaza (fonte Unwra).
di Elena Molinari
Avvenire, 13 giugno 2024
Runa Rajagopal ricorda il suo primo stage ai Bronx Defenders come un momento d’illuminazione. “I miei colleghi arrivavano presto, restavano fino a tardi ed erano sempre in movimento - dice. L’entusiasmo e l’adrenalina erano al massimo, respiravo davvero la possibilità di rendere il sistema giudiziario più umano. Era emozionante, motivante e coinvolgente. Come figlia d’immigrati appena diventata avvocato avevo trovato il mio posto ideale”. I Bronx Defenders sono un’associazione non profit che dal 1997 rappresenta ogni anno più di 27.000 indigenti, offrendo gratuitamente i suoi legali (ma anche i suoi assistenti sociali) al posto dei difensori d’ufficio nominati dai giudici, che spesso sono meno qualificati, sovraccarichi di casi o semplicemente non disponibili.
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