di Giulio Terzi di Sant’Agata*
Il Dubbio, 31 maggio 2024
La sentenza della Corte d’Assise di Parigi: commessi crimini di guerra e contro l’umanità. La Corte d’Assise di Parigi ha condannato pochi giorni fa all’ergastolo tre alti esponenti del regime siriano - sotto mandato d’arresto internazionale dal 2018 - giudicati colpevoli di complicità in crimini contro l’umanità e di guerra, tra questi le barbarie subite da Mazzen e Patrick Dabbagh, padre e figlio di nazionalità franco-siriana. Come decine di migliaia di siriani, Mazzen e Patrick furono arrestati senza motivo, detenuti senza alcuna notifica né processo, torturati e uccisi. A tredici anni di distanza le efferatezze che il regime di Assad ha commesso - grazie al determinante sostegno militare di Putin, con le armi chimiche lanciate dagli aerei russi, e alla massiccia presenza sul territorio di forze sciite inquadrate e rifornite dai Pasdaran di Teheran - sono ancora l’ordinarietà dei fatti.
di Federico Bosco
Il Domani, 31 maggio 2024
Da aprile nessun camion umanitario ha raggiunto la zona centrale della Striscia, piena di profughi. È l’effetto della strategia dell’Idf, che controlla gli accessi e ha spinto gli abitanti di Rafah a nord. I carri armati israeliani continuano l’accerchiamento di Rafah, nella zona sud della Striscia di Gaza, tre settimane dopo l’inizio di un’operazione che, secondo l’Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), ha costretto nuovamente alla fuga più di un milione di persone, le stesse che erano state sfollate dalla zona nord nella prima fase del conflitto.
di Carolina Mella
Internazionale, 31 maggio 2024
Da quando il governo dell’Ecuador ha affidato il controllo delle carceri ai militari, un gruppo di donne vive davanti a un penitenziario di Guayaquil per avere notizie dei figli. Anche Lucía si sente prigioniera da quando il figlio è stato arrestato, più di tre anni fa. I detenuti sono stipati in cella con il petto nudo e coperto di sudore per l’umidità di Guayaquil, mentre lei sconta la pena fuori, davanti all’entrata del carcere più pericoloso dell’Ecuador, la Penitenciaría del Litoral, dove si trovano due dei suoi sei figli.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 30 maggio 2024
La rivolta nel carcere minorile di Milano e la cieca assenza dei politici tutti. Sulla prima pagina di ieri abbiamo suggerito alla politica italiana tutta quanta, che per un “piccolo e formidabile miracolo” ha messo al centro dell’agenda (elettorale) “l’attenzione alle condizioni delle carceri nel mondo”, che forse i partiti tutti dovrebbero dedicarsi con serietà e decenza alle “uniche carceri che la politica italiana sembra ignorare all’interno del famoso globo terracqueo: quelle italiane”. Abbiamo suggerito ai partiti italiani di candidare “uno qualsiasi dei 61.049 detenuti nelle patrie galere”; non voleva essere una provocazione: le condizioni di detenzione in Italia non permettono provocazioni di sorta.
di Valentina Stella
Left, 30 maggio 2024
“La soluzione al sovraffollamento delle carceri c’è”, dice Rita Bernardini, candidata alle Europee e al ventesimo giorno di sciopero della fame. “Sta nella nostra proposta di legge sulla liberazione anticipata speciale consentirebbe ad alcune migliaia di detenuti vicini al fine pena”. Rita Bernardini, capolista nella circoscrizione Isole per la lista Stati Uniti d’Europa, sta conducendo la sua campagna elettorale facendo un digiuno nonviolento da quasi ormai 20 giorni per invitare i decisori politici a mettere immediatamente in campo delle soluzioni contro il sovraffollamento carcerario e i suicidi.
redattoresociale.it, 30 maggio 2024
L’Assemblea del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro ha approvato all’unanimità un documento di “Osservazioni e Proposte in tema di lavoro, studio e formazione in carcere” e un Disegno di legge di iniziativa Cnel volto a favorire l’inclusione socio-lavorativa dei detenuti, che verrà ora trasmesso alle Camere. L’iniziativa si inserisce nel solco del progetto “Recidiva Zero”, realizzato in stretta collaborazione con il Ministero della Giustizia e che ha visto lo scorso 16 aprile un’importante giornata di lavoro con il coinvolgimento di istituzioni, parti sociali, realtà del terzo settore ed operatori pubblici e privati.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 30 maggio 2024
Tre i cardini della riforma: separazione delle carriere, doppio Csm e Alta corte disciplinare. Nordio: “Mettiamo fine alla degenerazione correntizia”. Riunione d’urgenza dell’Anm
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 30 maggio 2024
Primo sì alla riforma della giustizia: durante l’incontro tra il ministro Nordio e il Capo dello Stato sono emerse alcune anomali. I nodi irrisolti frutto dell’accelerazione voluta da Forza Italia. La notte ha portato consiglio, almeno in parte. Durante il colloquio dell’altra sera al Quirinale tra il capo dello Stato Sergio Mattarella e i due ex magistrati passati al governo - il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il sottosegretario a Palazzo Chigi Alfredo Mantovano - erano emerse alcune criticità contenute nel disegno di legge costituzionale che sancisce la separazione delle carriere delle toghe. Così ieri mattina i tecnici sono tornati al lavoro per cercare di togliere almeno quelle più palesemente irragionevoli, ed è stato corretto il chiaro squilibrio nella scelta tra i membri laici e quelli togati dei due neonati Consigli superiori della magistratura (uno per i pubblici ministeri e l’altro per i giudici): nominati dal Parlamento i primi, estratti a sorte i secondi.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 30 maggio 2024
Via libera del Consiglio dei ministri alla riforma della Giustizia. Meloni e Nordio: “Epocale”. L’ipotesi del soccorso centrista in Aula. L’Anm già minaccia burrasca. Il passo avanti c’è stato. Piano, a parlare di aver fatto la storia. Per ora si tratta di seguire la geografia: del percorso che il ddl giustizia dovrà fare a Montecitorio e a Palazzo Madama, di come verrà letto a Palazzo dei Marescialli e come il Colle seguirà, a giusta distanza, l’iter. Ma intanto un fatto c’è. Ci sono - anzi - tre fatti. La separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri. Due Csm, con componenti scelti solo per sorteggio. E l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 30 maggio 2024
Carriere separate, nuovo Csm. È ora di un patto trasversale per difendere la riforma Nordio dal partito delle procure. È ora di essere tosti. E forse anche un po’ stronzi. Diranno che è un attacco alla Costituzione, un oltraggio alla magistratura, un atto di arroganza, una mossa propagandistica, una scelta eversiva, un ritorno al populismo. Ma la verità è che chiunque abbia a cuore i valori minimi dello stato di diritto, la lotta contro il populismo, il rispetto per la Costituzione, la tutela delle garanzie, la depoliticizzazione della magistratura, l’indebolimento delle correnti, la terzietà della funzione giudicante, di fronte al disegno di legge approvato in Consiglio dei ministri non può fare altro che esultare, gioire, rallegrarsi e augurarsi, con forza, che la riforma costituzionale che comprende la separazione delle carriere tra pubblico ministero e giudice e il sorteggio del Csm possa trovare in Parlamento i numeri necessari per approvare i testi senza che sia necessario andare al referendum. Separare le carriere e sorteggiare i componenti del Csm è un atto antipopulista perché non c’è nulla di più populista in Italia che assecondare la tendenza del nostro paese ad avere una magistratura irresponsabile, dotata di pieni poteri, dove il ruolo di pubblico ministero si confonde con quello di giudice (e viceversa), e dove il ruolo terzo che deve avere un giudice viene spesso annacquato all’interno di un sistema democratico dove la legge che conta è quella dettata dalla repubblica delle procure.
- Da Boato a Castelli, da Mastella a Cartabia. Trent’anni di giri a vuoto
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- “No, la separazione delle carriere non trasforma il pm in ostaggio della politica”
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- Mimma Miele: “Per i cittadini sarà un problema, il pm diventa soltanto un accusatore”










